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Le poesie - Coggle Diagram
Le poesie
Tuttavia, verso la fine del secolo, torna con forza alla poesia e progetta la sua opera più grande: le “Laudi del cielo, della terra, del mare e degli eroi”, scritte tra il 1899 e il 1912
In realtà D’Annunzio ne completò solo quattro: Maia, Elettra e Alcyone (uscite nel 1903), e Merope (nel 1912). Asterope fu solo in parte realizzata con i Canti della guerra latina (1933), mentre le ultime due non vennero mai scritte.
Le Laudi dovevano essere un ciclo di sette libri, ognuno intitolato a una stella delle Pleiadi:
⚡ 2. Elettra (fine 1903)
Fu pubblicata nello stesso volume di Alcyone, ma con data 1903. È composta da 18 poesie più una grande sezione intitolata Le città del silenzio, che contiene 57 liriche.
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Prima parte: poesie che celebrano gli eroi del passato: figure come Dante, Verdi, Bellini, Hugo, Vittorio Emanuele II, e soprattutto Garibaldi e l’impresa dei Mille.
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Ogni città (come Roma, Firenze, Venezia…) viene celebrata per la sua gloria passata, ma anche per la speranza di una rinascita nazionale.
È una poesia fortemente patriottica, che unisce arte, mito e orgoglio italiano.
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Canto di festa per Calendimaggio: parla del lavoro e delle masse, ma con un atteggiamento ambiguo.
D’Annunzio sembra difendere i lavoratori, ma in realtà mostra disprezzo per le classi popolari, viste come “schiavi” delle macchine industriali.
Canto augurale per la nazione eletta: è un inno alla grandezza d’Italia, scritto con toni altissimi e solenni, ma talvolta eccessivamente retorici e pomposi.
In sintesi: Elettra unisce il mito del superuomo al nazionalismo eroico: celebra la patria, gli artisti e gli eroi, con uno stile oratorio e solenne.
🌊 3. Alcyone (1904)
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Rispetto agli altri libri, è più intimo, musicale e naturale.
Celebra l’estate, la fusione tra uomo e natura, la gioia dei sensi, la bellezza del paesaggio marino.
Qui il superuomo non appare come un eroe guerriero, ma come un essere che vive in armonia totale con la natura.
⚔️ 4. Merope (1912)
Con questo libro, il tono cambia radicalmente.
D’Annunzio celebra le “gesta d’oltremare”, cioè l’impresa coloniale italiana in Libia.
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c’è un tono violento e razzista, che celebra la forza e la sopraffazione;
la poesia si fa fredda e retorica, più vicina alla propaganda che all’arte.
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Dopo Merope, d’Annunzio smette quasi del tutto di scrivere poesia.
Per trent’anni si dedica a prose e scritti politici, ma non raggiunge più la potenza delle prime Laudi.
Alcune poesie inedite ritrovate più tardi mostrano un lato più intimo e fragile, ma lui non volle pubblicarle:
forse perché non si riconosceva più in un tono non eroico, o forse perché temeva di contraddire l’immagine di sé come superuomo.
Il suo silenzio poetico coincide con la nascita delle avanguardie italiane (come i futuristi, dal 1909 in poi), che segnarono l’arrivo di una nuova epoca nella poesia.
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🏺 5. Asterope – Canti della guerra latina (1933)
È il tentativo incompleto di proseguire le Laudi.
Si tratta di poesie scritte molti anni dopo, durante il fascismo, e raccolte nel volume Canti della guerra latina.
Celebrano ancora la guerra e l’eroismo, ma ormai con tono stanco e retorico, senza la forza creativa dei primi libri.
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Maia -
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È il primo libro delle Laudi, composto nel 1903.
È un lunghissimo poema di 8.400 versi, divisi in 400 strofe da 21 versi ciascuna (3×7, il numero sacro del flauto di Pan).
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🏛️ Tema e significatoIl filo conduttore dell’intero ciclo è il viaggio, reale e simbolico, che ruota intorno alla Grecia antica — vista come luogo del mito, della bellezza e dell’energia vitale.
D’Annunzio si ispira al suo viaggio in Grecia del 1895, che aveva descritto nei suoi Taccuini.
Il viaggio rappresenta sia:
- una riflessione sul proprio passato,
- sia un nuovo slancio creativo, verso una poesia più libera e potente.
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Il mondo delle Laudi è come un labirinto: vasto, complesso, pieno di richiami alla religione antica e alla forza della natura.
La religiosità che emerge è pagana, cioè non cristiana: celebra il corpo, i sensi, l’energia vitale e la natura, al posto dei valori spirituali del cristianesimo.
Persino il titolo “Laudi” (che ricorda i canti religiosi medievali) viene rovesciato: non è una lode a Dio, ma una lode alla vita.
✍️ La novità nello stile
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Ma soprattutto usa in modo sistematico il verso libero, diventando uno dei primi a farlo in modo consapevole e artistico in Italia.
Dopo aver pubblicato raccolte come Odi navali e Il poema paradisiaco (1893), D’Annunzio per qualche anno scrive meno poesia. In quel periodo si dedica di più ai romanzi, al teatro, al giornalismo e anche alla politica (viene eletto deputato nel 1897).
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