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FASI DEL COLLOQUIO INIZIALE - Coggle Diagram
FASI DEL COLLOQUIO INIZIALE
fase preliminare
informazioni anagrafiche, demografiche e sullo stato clinico
allargamento
analisi dei contesti di vita e le ripercussioni
restituzione e chiusura
stabilire anche modalità pratiche
TECNICA TERAPEUTICA
domande aperte
possibilità di argomentare come vuole
può portare a scegliere su quali contenuti soffermarsi anche inutili
risposta libera
domande chiuse
non sono raccomandate se si rischia di suggerire o suggestionare la risposta
i pz possono non riferire delle cose non chieste esplicitamente
risposta secca
bandite nei colloqui coi minori e in determinate categorie di adulti
cose che non bisognerebbe fare
evitare di trattare argomenti delicati o imbarazzanti
prendere come tecnici e assodanti i termini utilizzati dal pz
utilizzare le domande chiuse troppo presto perchè introducono una rigidità eccessiva nella relazione
specificazione del problema
si chiede al pz il problema per cui si è rivolto allo specialista
sarà compito del terapeuta direzionare il malessere e oggettivarlo
EMPATIA
capacità di avere un ascolto attivo e ottenere la comprensione dello stato emotivo del pz
mantenere un confine tra le emotività che il pz ci riporta e il modo in cui la si rivela
storia personale
il sintomo è quello che noi osserviamo
la storia personale si restituisce al pz o si co-costruisce
la sensibilità emotiva è la radice del sintomo
analisi delle variabili funzionalmente correlate
analisi di tutto il dominio sintomatologico e le sue implicazioni nella vita del pz
storia dei problemi
si ha un contesto cronologico-temporale del malessere
nel 99% dei casi l'impressione del pz è che il sintomo sia comparso dal nulla
le persone tendono a ricordare con grande facilità sia l'ultima volta che c'è stato questo fenomeno (effetto recenza) che la prima (effetto primacy)
scavando un po' è possibile trovare una ricorrenza sintomatologica ed emotiva
si cerca di sfruttare un principio dell'economia cognitiva
in altri casi potremmo scoprire che la persona non è stata male sempre in questo modo
i momenti di disagio passati possono essere manifestati anche attraverso una diversa sintomatologia mantenendo un tema emotivo simile
ESAME DI REALTA'
un pz ansioso con attacchi di panico tende a interpretare come minacciose situazioni che non lo sono
il pz che è in grado di criticare il pensiero irrealistico conserva ancora un esame di realtà ma parziale
più l'esame di realtà è compromesso più al terapeuta viene richiesto uno sforzo molto difficile di relazione
il pz con allucinazioni vive questa sensazione di persecuzione in modo totale e prevalente
è un continuum in cui è possibile avere una parziale o totale compromissione dello stesso
la buona pratica clinica col pz delirante è colludere col delirio
adesione a una concezione condivisibile da molte persone della realtà così com'è
buon equilibrio con dei presupposti
permettere al pz di sentirsi libero di narrare senza uscire dal binario delle finalità terapeutiche
lasciare il tempo al pz per elaborare una risposta
cercare di ottenere un'esperienza veritiera
instaurare una relazione produttiva, vera e di fiducia
altre tecniche
verifica delle informazioni
sondare i contenuti
specificazione
2, apertura
si chiede al pz perchè si è rivolto a uno psicoterapeuta
si valuta la motivazione alla terapia intrinseca ed estrinseca
il terapeuta spiega alla persona dove si trova e la finalità del colloquio
può durare anche per più colloqui
la difficoltà può essere incontrata sia sul piano relazionale che contenutistico
il registro linguistico e contenutistico si deve adattare al pz
analisi delle aspettative
il terapeuta e il pz costruiscono una serie di obiettivi
si comincia cercando obiettivi sostenibili a breve termine e insegnando al pz strategie per migliorare la sua qualità di vita
fase che chiude l'esame psicodiagnostico e apre la fase psicoterapeutica
il pz poi potrà darsi lo spazio per attingere agli obiettivi più intimi