Cioè, la prima forma di controllo sociale formale è l'impatto (diciamo) più devastante per la vita delle persone, per il deviato. Viene immediatamente a contatto con una realtà, quale quella degli organi di polizia, che immediatamente diventano organi coercitivi. E lo fanno per la garanzia del bene pubblico. Però il deviante viene a contatto con questa forma di controllo. E non sempre questo rapporto riesce ad essere soddisfatto, perché il deviante si ribella a questa forma di controllo. E più si ribella, più gli organi di polizia devono intervenire.
E' un circolo vizioso dal quale non si esce perché, una volta che il deviato è andato a finire nell'ambito della realtà carceraria, il discorso diventa complicatissimo. Sappiamo bene infatti che le regole del carcere spingono a delinquere più che a vivere bene, secondo i dettami democratici e legalitari. Quindi attenzione: l'intervento formale della polizia è sì necessario, però deve avere una forma "soft", non una forma dura, perché altrimenti si ottiene l'effetto contrario.
Ovviamente quando questo è possibile. A volte, abbiamo fenomeni di violenza vera e propria, come ad e. negli stadi. Lì diventa una bolgia, l'intervento della polizia è necessario per sedare queste violenze e far sì che la partita possa svolgersi tranquillamente. Però certo sarebbe molto meglio se l'intervento statale avvenisse prima, cioè che riuscisse ad educare a una sana vita sportiva.