Le tredici colonie britanniche sulla costa atlantica, cresciute nel solco della cultura politica inglese, contestano la tassazione imposta da Londra senza rappresentanza parlamentare: nasce il principio “no taxation without representation”, erede diretto dello spirito della Magna Charta. Dopo ripetuti appelli inascoltati a Giorgio III, il 4 luglio 1776 l’Assemblea coloniale approva la Dichiarazione d’indipendenza, redatta da Jefferson, Adams e Franklin.
Il documento proclama che tutti gli uomini sono uguali e titolari di diritti inalienabili — vita, libertà e ricerca della felicità —, e che ogni governo è legittimo solo se tutela tali diritti.
Questi principi, di chiara ascendenza lockiana, uniscono giusnaturalismo, contrattualismo e Illuminismo in un manifesto politico di portata universale.
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