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BRANDY, image - Coggle Diagram
BRANDY
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tipologie
BRANDY ITALIANO
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Le prime testimonianze di distillati di vino in Italia risalgono al 1600, con la produzione inizialmente concentrata nei conventi. Questi distillati avevano vari nomi, tra cui acqua ardente, spirito di vino, e Arzente dei Frati
Tra il 1800 e il 1900, le principali aziende italiane produttrici di distillati iniziarono a creare il proprio Brandy.
Durante il periodo di italianizzazione fascista, Gabriele D'Annunzio propose il termine Arzente per identificare sia il distillato di vinacce (qualsiasi liq. ad alta grad. alc.)
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produzione:
ricavato da vitigni quali trebbiano toscano e romagnolo, l'asprigno, il raboso e il barbera
le uve vinificate in bianco danno origine a vini di elevata acidità, ma bassa gradazione alcolica
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il COUPAGE, è la parte più importante, che consiste nell'assemblaggio di acquavite provenienti da annate e zone diverse
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BRANDY SPAGNOLO
produzione
la distillazione
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1° caso, alambicchi continui o discontinui, si ricava il "Aguardiente" con 70°
2° caso, alambicchi sempre discontinui, con un'unica distillazione ottenendo una flemma meno alcolica (circa 65°) chiamata Holandas; considerata la base dei brandy + pregiati
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si intende abitualmente Bandy di Jerez, puro distillato di vino prodotto ed invecchiato nelle rinomicate cantine di Jerez de la Frontera, Puerto de Santa Maria
Brandy de Jerez, 95% della produzione di brandy iberico; il 5% viene prodotto in Catalogna uve coltivate nel Penedes
le uve più utlizzate sono: Aien, Folle blanc, Macabeu, Palomino, Parellad, Ugni Blanc e Xarel-lo; nel Brandy de Jerez si utilizzano solo il Palomino e Airen
tipologie
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Brendy Solera Gran Reserva Conde De Garvey, + vecchio e + caro al mondo, invecchiato circa 200 ann
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geografia
principali paesi di produzione sono: Italia, Spagna, Francia
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