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diritto dell unione europea lez24
Distinzione terminologica: Consiglio europeo, Consiglio dell’Unione Europea e Consiglio d’Europa
Consiglio europeo: è un’istituzione dell’Unione Europea.
Consiglio dell’Unione Europea (detto anche semplicemente Consiglio): è un organo distinto, con funzioni legislative.
Consiglio d’Europa: è un’organizzazione internazionale autonoma, esterna all’Unione Europea, che si occupa principalmente di tutela dei diritti.
Molti studenti tendono a confondere il Consiglio europeo con il Consiglio d’Europa, ma si tratta di due entità completamente differenti:
Il Consiglio europeo è un organo interno all’Unione Europea.
Il Consiglio d’Europa è invece una vera e propria organizzazione internazionale indipendente dall’Unione.
Il docente ha ricordato che, quando nelle lezioni utilizzerà il termine “Consiglio” senza ulteriori specificazioni, esso dovrà essere inteso come riferimento al Consiglio dell’Unione Europea, che è uno degli organi legislativi dell’Unione, dotato anche di poteri normativi.
L’Unione Europea come organizzazione internazionale
L’Unione Europea è un’organizzazione internazionale, cioè una realtà in cui gli Stati scelgono di coordinarsi sulla base di un trattato.
Con il Trattato di Roma fu istituita la Comunità Economica Europea (CEE), che poi è diventata Comunità Europea e, successivamente, Unione Europea attraverso le riforme.
L’UE è un’organizzazione internazionale autonoma, dotata di propria soggettività giuridica di diritto internazionale.
Tradizionalmente i soggetti del diritto internazionale erano solo gli Stati, ma più recentemente anche le organizzazioni internazionali sono divenute soggetti autonomi.
L’UE è nata con l’obiettivo di realizzare l’integrazione economica tra gli Stati membri, basata su tre pilastri fondamentali: libertà di circolazione, mercato interno e concorrenza.
Con il tempo le competenze si sono ampliate, ma la logica di fondo è rimasta quella dell’integrazione economica.
Il Consiglio d’Europa come organizzazione distinta
Il Consiglio d’Europa è un’altra organizzazione internazionale, completamente separata dall’UE.
A livello strutturale si colloca sullo stesso piano: entrambe sono organizzazioni internazionali autonome e indipendenti.
Hanno in comune il riferimento geografico all’Europa, ma non gli stessi membri:
l’UE ha un numero ristretto di Stati aderenti,
il Consiglio d’Europa ha un numero molto più ampio di Stati membri.
Finalità e strumenti del Consiglio d’Europa
Il Consiglio d’Europa è nato nello stesso periodo della CEE, ma con finalità diverse.
La sua funzione principale è la tutela dei diritti fondamentali.
Il documento più rilevante è la CEDU (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali):
elaborata, firmata e ratificata dagli Stati membri,
l’adesione al Consiglio d’Europa implica l’obbligo di accettare la CEDU.
Struttura del Consiglio d’Europa
Il Consiglio d’Europa possiede alcune istituzioni, come un’assemblea, ma non ha una struttura articolata e complessa come l’UE.
È un’organizzazione di tipo “vecchio stampo”, priva di una produzione normativa vincolante comparabile agli atti dell’Unione.
La sua funzione principale resta quella di garantire e promuovere i diritti umani negli Stati membri.
Le convenzioni del Consiglio d’Europa
Il Consiglio d’Europa elabora e propone convenzioni agli Stati membri.
La più importante è la CEDU, di durata pluridecennale e obbligatoria per tutti gli Stati.
Sul sito ufficiale è disponibile l’elenco completo delle convenzioni.
Alcuni esempi:
Convenzione di Lisbona: riconoscimento dei diplomi (da non confondere con il Trattato di Lisbona dell’UE).
Convenzione di Oviedo: bioetica.
Convenzione di Istanbul: prevenzione e lotta contro la violenza sulle donne.
Le convenzioni sono proposte agli Stati, che decidono se ratificarle o meno:
La Turchia, pur essendo Stato membro, non ha ratificato la Convenzione di Istanbul, anche se è stata firmata a Istanbul.
Alcuni Stati dell’UE non hanno ratificato la Convenzione di Istanbul.
Diversamente, la CEDU è obbligatoria: senza ratifica non si può aderire al Consiglio d’Europa.
Differenze tra Consiglio d’Europa e Unione Europea
L’UE è un’organizzazione internazionale con istituzioni proprie, poteri normativi e competenze definite.
Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione distinta, con finalità diverse (tutela dei diritti) e struttura meno vincolante.
Il rischio di confusione è molto elevato, non solo tra studenti, ma anche tra giornalisti e politici; per chi studia giurisprudenza è fondamentale distinguere chiaramente le due realtà.
Distinzione tra Consiglio d’Europa e Consiglio europeo
Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione internazionale autonoma, separata e distinta dall’UE.
Il Consiglio europeo è una delle istituzioni dell’UE, insieme al Parlamento europeo, al Consiglio dell’UE, alla Commissione, ecc.
La scelta del nome “Consiglio europeo” ha creato confusione, ma le due realtà non vanno mai confuse.
Adesione: differenze di procedura
Unione Europea: l’adesione richiede lunghi negoziati, con l’obbligo di accettare i trattati fondativi e l’intero acquis communautaire (cioè tutte le norme e gli atti già prodotti).
Consiglio d’Europa: l’adesione è molto più semplice; basta accettare e ratificare la CEDU, mentre per le altre convenzioni ogni Stato può scegliere liberamente.
Stati membri a confronto
Nel Consiglio d’Europa fanno parte anche Stati che non appartengono all’UE:
Svizzera: collabora con l’UE ma non intende diventarne membro.
Turchia: geograficamente europea per il Consiglio d’Europa, ma con ingresso controverso nell’UE.
Russia: era membro fino a pochi anni fa, ma dopo la guerra in Ucraina non ne fa più parte:
secondo Mosca è uscita volontariamente,
secondo il Consiglio d’Europa è stata espulsa.
In generale, il Consiglio d’Europa ha un bacino di Stati più ampio dell’UE, includendo anche Paesi solo parzialmente europei.
Le corti: chiarimenti
Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE)
Istituzione dell’UE.
Ha sede a Lussemburgo.
Controlla la corretta applicazione e interpretazione del diritto dell’Unione.
Non ammette ricorsi individuali diretti da parte dei cittadini contro gli Stati per violazione di diritti fondamentali.
Prevede ricorsi specifici: rinvio pregiudiziale dal giudice nazionale, ricorsi di annullamento contro atti dell’UE.
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Corte EDU)
Organo giurisdizionale del Consiglio d’Europa.
Ha sede a Strasburgo.
Vigila sull’applicazione della CEDU.
Ammette ricorsi individuali da parte dei cittadini, ma solo dopo l’esaurimento dei rimedi interni (regola del previo esaurimento).
Valuta se lo Stato membro abbia violato la Convenzione.
Esempi di condanne della Corte EDU contro l’Italia
Durata irragionevole dei processi → violazione art. 6 CEDU (giusto processo).
Processo equo solo se si svolge in un tempo ragionevole.
Caso: imputato in custodia cautelare per 15 anni, condannato poi a 8 → violazione riconosciuta.
Condizioni delle carceri → condanne per violazione dei diritti dei detenuti.
Libertà di espressione → condanne all’Italia (come ad altri Stati) per restrizioni illegittime.
Differenze nel ricorso individuale
Alla Corte EDU: i cittadini possono ricorrere individualmente dopo aver esaurito i rimedi nazionali.
Alla CGUE: non è ammesso un ricorso individuale per diritti fondamentali; è possibile solo contestare atti dell’UE con strumenti processuali specifici.
📌 Giornalisti e politici confondono spesso le due corti (Lussemburgo vs Strasburgo), ma si tratta di istituzioni totalmente diverse.
Ruolo della CEDU e dei diritti fondamentali
Il Consiglio d’Europa ha introdotto la CEDU come catalogo vincolante di diritti fondamentali.
L’UE inizialmente non aveva un proprio catalogo e richiamava:
Costituzioni nazionali degli Stati membri,la CEDU.
Con il Trattato di Lisbona (2007) la Carta dei diritti fondamentali dell’UE, proclamata a Nizza, è diventata parte integrante dei trattati.
Da quel momento l’UE ha un proprio catalogo di diritti, pur continuando a richiamare la CEDU come fonte dei principi generali del diritto.
L’adesione dell’UE alla CEDU L’art. 6 TUE prevede l’adesione dell’UE alla CEDU.
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Il Consiglio europeo come istituzione dell’UE
È fondamentale non confonderlo con il Consiglio d’Europa.
È un’istituzione dell’UE, formalizzata dal Trattato di Lisbona.
Esisteva già come prassi: vertici periodici tra capi di Stato e di governo.
Origine storica: la presidenza semestrale
La presidenza dell’UE era a rotazione semestrale tra gli Stati membri.
Con pochi Stati (es. 12) → ogni Stato presiedeva ogni 6 anni.
Con l’allargamento → i tempi si allungarono, rendendo difficile il ritorno alla presidenza.
I vertici dei capi di Stato e di governo
Lo Stato che assumeva la presidenza organizzava un vertice dei capi di Stato e di governo.
Gli incontri non si svolgevano necessariamente nella capitale, ma in una città scelta dallo Stato ospitante.
La scelta della sede aveva anche valore simbolico e di visibilità internazionale.
Il Consiglio europeo
Vertici straordinari
Oltre ai vertici ordinari, in casi eccezionali venivano convocati vertici straordinari.
Esempio: dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 fu convocato un Consiglio europeo straordinario a Bruxelles, anche se la presidenza non spettava al Belgio, per agevolare la riunione urgente.
La formalizzazione con il Trattato di Lisbona
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Composizione: fissa e variabile
Alcune istituzioni hanno composizione fissa:
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Altre hanno composizione variabile:
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Per il Consiglio europeo la composizione dipende dai capi di Stato o di governo in carica nei singoli Paesi:
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La prassi dei vertici
All’origine, i capi di Stato e di governo si riunivano informalmente nei cosiddetti vertici.
Ogni sei mesi, lo Stato che assumeva la presidenza semestrale dell’UE organizzava un incontro per discutere le priorità politiche.
In queste riunioni si decideva quali temi rendere prioritari (es. migrazione, agricoltura, riforma della PAC) e quali lasciare in secondo piano.
Gli incontri servivano a fare il punto della situazione e a orientare il lavoro del Consiglio dell’UE.
Questa prassi si è consolidata fino a essere formalizzata nei trattati, che hanno previsto un incontro almeno ogni sei mesi.
Il Presidente del Consiglio europeo
Istituito con il Trattato di Lisbona.
Prima la presidenza era legata alla rotazione semestrale degli Stati; ora è affidata a una persona fisica distinta.
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Attività del Consiglio europeo, consenso, mandato d’arresto europeo e art. 7 TUE
Le conclusioni del Consiglio europeo
Al termine delle riunioni viene redatto un documento finale: le conclusioni del Consiglio europeo.
Sono testi brevi (5-10 pagine), di natura discorsiva, che fissano:
gli argomenti discussi,
le priorità individuate,
gli obiettivi da perseguire nei sei mesi successivi.
Esempio: Consiglio europeo straordinario post-11 settembre
Convocato dopo gli attentati del 2001.
I capi di Stato e di governo decisero all’unanimità di dare priorità alla lotta al terrorismo.
Dalle conclusioni nacque la necessità di istituire il mandato d’arresto europeo, per superare le difficoltà di riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie.
Entro fine 2001 fu adottata la decisione quadro che lo rese operativo per reati gravi, incluso il terrorismo.
L’esempio dimostra come il Consiglio europeo, pur non essendo legislatore, influenzi in modo decisivo l’agenda politica.
Modalità decisionaleRegola generale:
Regola generale: il Consiglio europeo decide per consensus → la decisione è adottata se nessuno si oppone.
Eccezioni: in alcuni casi previsti dai Trattati, è richiesta una votazione formale.
L’articolo TUE
Art. 2 TUE: elenca i valori fondamentali dell’UE (democrazia, Stato di diritto, diritti fondamentali).
Art. 7 TUE: stabilisce la procedura da seguire se uno Stato viola gravemente e persistentemente tali valori.
Procedura
L’avvio richiede decisione unanime del Consiglio europeo (escluso lo Stato interessato).
Lo Stato accusato non partecipa al voto.
Una volta accertata la violazione, possono essere adottate misure sanzionatorie.
Applicazioni pratiche
Austria: evocata la procedura quando il governo includeva l’estrema destra.
Polonia: riforme che minavano l’indipendenza della magistratura (pensionamenti obbligatori, nomine governative).
Ungheria: violazioni dello Stato di diritto e limitazioni democratiche.
Limiti
Procedura mai portata a termine per via di veti incrociati:
l’Ungheria difendeva la Polonia,
la Polonia difendeva l’Ungheria.
L’unanimità non è stata raggiunta, bloccando l’applicazione.
L’UE ha quindi cercato strumenti alternativi, come il collegamento dei fondi europei al rispetto dello Stato di diritto.
Conseguenze della procedura dell’art. 7
Lo Stato sanzionato può essere sospeso da diritti derivanti dai Trattati.
Possibili conseguenze:
perdita del diritto di voto,
esclusione da finanziamenti e incentivi,
sospensione della partecipazione ad alcune attività UE.
La norma resta “sulla carta”:
auspicabile che resti tale perché nessuno viola i valori,
non perché è inapplicabile nella pratica.
Modalità di voto nel Consiglio europeo
Consensus: regola generale.
Maggioranza qualificata:
elezione del Presidente del Consiglio europeo (mandato 2 anni e mezzo, rinnovabile una volta),
proposta del Presidente della Commissione (art. 17 TUE, su indicazione del Parlamento).
Maggioranza semplice: decisioni minori, es. approvazione regolamento interno.