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IL MEDIOEVO, VISIONE DEL REALE, LA SOCIETA', LA CULTURA, INTELLETTUALI…
IL MEDIOEVO
- Il Medioevo inizia nel 476 d.C., quando viene deposto l’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augustolo, e termina nel 1492 con la scoperta dell’America.
- Nei primi secoli medievali, chiamati Alto Medioevo, l’Europa è segnata da grande frammentazione politica e culturale: nascono i regni romano-barbarici, che mescolano elementi della tradizione romana con quelli delle popolazioni germaniche.
- L’unico vero collante di questo mondo diviso è la Chiesa, che non solo guida le anime, ma esercita anche un potere politico e culturale molto forte.
VISIONE DEL REALE
- Anche il modo di pensare era statico: per l’uomo medievale esisteva una sola verità, quella rivelata da Dio nella Bibbia, e non bisognava cercarne di nuove.
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- In questo contesto nacquero la scolastica, rappresentata da Tommaso d’Aquino, che cercò di conciliare fede e ragione, e la corrente mistica, con Bonaventura da Bagnoregio, che sosteneva invece che la fede fosse puro amore verso Dio e che non avesse nulla a che fare con la ragione
- Accanto a questo si svilupparono forme di ascetismo, che spingevano a mortificare il corpo (rinunce, digiuni, flagellazioni) per avvicinarsi a Dio.
LA SOCIETA'
- La società medievale era gerarchica e statica. Gerarchica perché divisa rigidamente in tre ordini: i nobili, che combattevano; il clero, che pregava; i contadini, che lavoravano la terra
- Statica perché nessuno poteva cambiare condizione: un contadino non avrebbe mai potuto diventare cavaliere
- Al di fuori di questi tre ordini c’erano mercanti e artigiani, guardati con sospetto perché maneggiavano il denaro, considerato un male. Tutto questo era giustificato dall’idea che la divisione sociale fosse voluta da Dio.
LA CULTURA
- La Chiesa ebbe un ruolo importante anche nella cultura. Dopo la caduta dell’Impero Romano, le scuole laiche scomparvero e furono sostituite da scuole parrocchiali (istruzione più bassa) ed episcopali(istruzione più alta)
- In queste scuole si insegnavano le arti liberali: trivio (grammatica, retorica, dialettica) e quadrivio (aritmetica, geometria, musica, astronomia).
- Nei monasteri si copiavano e si conservavano testi antichi: gli amanuensi lavoravano negli scriptoria, dove ricopiavano i libri a mano su pergamena. Era un lavoro lunghissimo e costoso.
INTELLETTUALI
- Accanto ai religiosi, che erano gli intellettuali più importanti, nacquero nuove figure. All’interno delle università, si affermò la figura del docente.
- Esistevano poi i chierici vagantes (o goliardi), monaci fuggiti dai conventi, che componevano poesie in latino dal tono ribelle e irriverente.
- e i giullari, che invece intrattenevano la gente nelle piazze, parlando in volgare e unendo poesia, musica, mimi e danze.
LETTURA DEI TESTI
- Nel Medioevo si usava l’allegorismo: ogni testo non aveva solo un significato letterale, ma anche altri sensi più profondi. Dante individua quattro livelli:
- il letterale (la trama),
- l’allegorico (il rimando a verità religiose),
- il morale (l’insegnamento etico)
- l’anagogico (il riferimento al progetto divino).
LA LINGUA
- Sul piano linguistico, la lingua della cultura restava il latino, ma la gente parlava in volgare, che si arricchiva di elementi romani e barbarici.
- Due condizioni furono fondamentali per passare dall’oralità alla scrittura: l’uso del volgare come lingua scritta e la nascita delle scuole e delle università, che formarono un pubblico alfabetizzato.