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NOCE: guida agronomica (noce comune (juglans regia L.) a Casavecchia) -…
NOCE: guida agronomica (noce comune (juglans regia L.) a Casavecchia)
Varietà
lara:
molto produttiva
frutti grossi
guscio sottile
rapida entrata
in produzione
noce comune
Chandler:
molto produttiva
noci grandi e rotonde
adatta impianti intensivi
Fraquette:
vigore elevato
duplice destinazione,
frutti grossi
di forma ovale
ottima qualità
consigliabile
centro-nord
e al sud
in zone più fredde
per il fabbisogno di freddo
tecniche culturali
potatura:
in anni successivi
gli interventi
di potatura
debbono essere
contenuti,
è n albero
che si autocontrolla
si eliminano
succhioni
rami secchi,
semmai
qualche tagli di ritorno
fin dal
primo anno
si devono eseguire
2 interventi
di potatura verde:
1°) quando
il germogli raggiungono
1 more item...
2°) intervento
a luglio,
1 more item...
sempre per favorire
1 more item...
nel secondo anno
si ripetono
i 2 interventi
in verde
fino ad arrivare
all'altezza
ove formare
1 more item...
poste a dimora
solo a 12-15 cm
di terra sopra
le radici
deve essere previsto
un tutore
di legno di 2,5-3 m
al quale legare
il germoglio di prolungamento
produzione
il legno
è duro e compatto
resistente
e di facile lavorazione
prima della
messa in commercio
i frutti sono
sottoposti a:
imbiancatura
con anidrite solforosa
essicazione graduale
allo scopo
di abbassare l'umidita al 4-5%
lavagio
per eliminare
residui mallo
selezione, calibratura,
e confezionamento
smallatura,
per evitare
l'annerimento guscio
possibile conservazione
a 0°C con UR (umidità residua)
di 60-75%
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i frutti sono ricchi di
olio
e zuccheri
e sono impiegati
in cosmesi
e farmaceutica
la raccolta frutti,
da metà settembre
a fine ottobre,
ed è totalmente
meccanizzata
con l'uso
di scuotitori,
andanatrici
e raccattatrici
meccaniche
in Italia
la raccolta
va fatta
raccattando
i frutti caduti naturalmente,
o con l'ausilio
di pertiche,
su reti
1 more item...
una pianta
in piena produzione
fornisce
50-70 Kg di frutti,
nell'impianto
si raggiungono
i 40 quintali/ha
e 60-80 quintali/ha
in USA
si raggiungono
densità tra
100/200 piante/ha
l'irrigazione:
è comunque necessaria
per la produzione
1500/2000 m3/ha/anno
con sistema localizzato
in impianti specializzati
per cultivar poco vigorose
si adotta 7x7 m
e in terreni
con bassa fertilità
e non irrigui
e per produzione di frutti
si usa 12x12 m
se si vuole produrre
anche legno
le piante sono
da impiantare
alte almeno 3,5m
concimazione:
prevede
sovescio all'impianto 40-60t/ha
molto azoto (N)
fino al 5 anno,
100-400g/pianta,
(P) fosforo e (k) potassio
in minore quantità,
250Kg/ha
3 300 Kg/ha
rispettivamente
concimazione
ogni primavera con
fertilizzanti
ricchi di azoto
dopodichè
il rapporto concimazione
è 2:1:2
la forma di allevamento
è identificabile
in vaso a 3 branche
per cv europee,
mentre vi è
asse centrale
con brindilli
fruttificanti laterali
per cv californiana
il noce
si adatta a
diversi ambienti
predilige
la media collina,
esposta
a sud
o ovest
protetta dai venti
avversità
per la pianta
vi sono
batteriosi tra cui
Xantomonas,
la Maculatura batterica,
crittogrammi
quali
Marciume
del colletto
e radicale,
insetti
quali
Carpocasa
e Rodilegno
nematodi
funghi Armillaria
per il frutto
vi è il baco delle noci
Cydia pomonella
Come coltivare il noce
deve avere
abbastanza spazio
per poter crescere
fertilizzazione:
deve essere ricco
di azoto
per aiutare
a promuovere
la crescita
seguire le istruzioni
del produttore
per la quantirà
e l frequenza
di applicazione
irrigazione:
ha bisogno di
buona irrigazione
per crescere
in modo sano
dare una
buona quantità
di H2O regolarmente
soprattutto
nella fase di crescita
dare abbastanza H2O
per mantenere
terreno umido
ma non inzuppato
preferisce
terreno ben drenato
posizione soleggiata
inserire l'albero
in un buco abbastanza grande
da contenere le radico
che devono essere
ben distribuite
e la parte superiore
a livello del terreno
prima della piantumazione
il terreno
deve essere
ben lavorato
e libero
da erbacce
aggiungere
un po di compost
o letame
per aitare
a fornire
nutrimenti
alla pianta
potatura:
potare regolarmente
per mantenerlo
in buona salute
rimuovere
rami secchi
malati
e assicurarsi
di tagliare
i rami in modo
da incoraggiare
la crescita sana
coltivazione:
la formazione di
grosse branche
laterali,
giungendo
a maturità
con almeno
5 metri di
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per impianto a legno
è importante
la potatura
d'allevamento,
che hanno
l'obbiettivo
di sviluppo
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a seconda della
fertilità
della stazione,
la maturità
è raggiunta
fra 45 e 70 anni
e contenendo
relativamente
al portamento naturale
della specie,
nei primi anni di impianto
è necessario
effettuare
costanti ripuliture
attorno
alle piante
per un raggio
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ed eventualmente
si possono pacciamare
le piazzole
anche
lavorazioni superficiali
sono utili
per impedire
la formazione
di crostone
si giova
della disponibilità
di H2O
ma teme
ristagni idrici
quindi occorre
terreno
ben drenato
avversità:
il "mal di carbone"
o antracnosi,
è abbastanza frequente
in condizioni
di piovosità
primaverile
ed estiva,
arrecando
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frequenti sono
le macchie nerastre
su foglie
piccioli
e rametti
provocante
dal fungo
Marssonina Juglandis
a parte
i frequenti danno
da stress termico,
da trapianto,
il noce
è sensibile
a marciumi
provocati da
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danni al legno
arrecano invece
i lepidotteri
Cossus cossus
detto
"rodilegno rosso"
e Zeuzera pyrina,
detto
"rodilegno giallo"
lì'antracnosi:
fungo causa
macchie necrotiche
su foglie,
fiori,
frutti
giovani germogli
rami già lignificati
ressitono
prevenzione:
non impiantare noce
dove ce ne erano
appena stati
assicurare
buon drenaggio terreno,
tenere arieggiate
le chiome
con moderate
ma costanti potature
insetti:
AFIDI:
compaiono
a primavera
e causano
blocco crescita
e distorsione
dei giovani germogli
con infestazioni intense
le foglie sono
molto imbrattate
di melata
e la fotosintesi
si riduce
contro afidi,
i rimedi ecologici
sono molti,
sia scopo preventivo
e difensivo:
estratti ortica,
di peperoncino
o aglio,
o sapone di marsiglia
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ci vuole solo
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RODILEGNO (ROSSO):
sono le larve
a fare il danno,
scavano gallerie
nel legno,
indebolendo
alla lunga
la painta,
il danno è maggiore
se la produzione
è destinata a legno
oltre a favorire
la presenza del picchio,
suo predatore,
da invitare con
casette apposta,
è utile
ogni volta che
si scorge
un foro sula corteccia,
infilarci
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o nel caso di
noceto,
installare trappole
a ferormone
non oltre maggio
è un lepidottero
attacca
giovani tronchi,
branche
e rami
rende rami piiù
suscettibili
a spezzarsi con vento
MOSCA NOCE:
è immenottero
che ovifica
nel mallo della noce,
e rovina il raccolto
contro questo,
simile nel comportamento
alla mosca
mediterranea della frutta
e alla mosca dell'oliva,
si possono impiegare
lo spinosad
come trattamento insetticida
e il trappolaggio alimentare
per monitoraggio
e cattura massale
CYDIA:
le larve
penetrano
nel mallo dei frutti
ancora immaturi
causando
la caduta precoce
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e l'erosione
del gheriglio
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il virus
della Granulosi o spinosi
sono buoni prodotti
ecologici
da usare contro
questo parassita
altro lepidottero
che colpisce il noce
Cydia pomonella,
o Carpocapsa
nota come
parassita del melo
COCCINIGLIA:
in particolare la bianca,
colonizza il tronco
e le grandi branche,
diventando aggressive
di anno in ano,
se non si interviene
in via preventiva
si può
irrorare
macerati di felce,
mentre per
azione energica
che le debella
possiamo trattare
le parti colpite
con olio minerale
impianto:
il terreno
dovrà essere
preliminarmente
lavorato
in profondità
(50 cm e oltre)
quindi
sistemato a buche
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esige molto spazio
quindi si adotterà
nel caso di
un impianto
con finalità produttive,
una densità
definita piuttosto rada,
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si usano semenzali
di 1 o 2 anni,
o trapianti (1s+1t)
a radice
nuda
e ben conformata
la stagione
più indicata per
la piantumazione
è l'autunno
o in subordine
fine inverno
impieghi:
ciò è caratterizzato
da una
gran parte
di alburno,
biancastro,
(parte legnosa
più giovane
del tronco)
ben differenziato
dal durama,
che è di
colore scuro,
si distingue
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ma è ben lavorabile
la presenza di
striature nel legno
(marezzature)
ne esalta
l'aspetto decorativo,
accrescendone il valore
oltre per il frutto
è noto per
la produzione
di legno pregiato
il legname
è ricercato
per industria mobili
introduzione
foglie
verde brillante
sono caduche,
composte,
alterne (formate da
5-7-9
e raramente da 11 foglioine)
tronco robusto
è vigoroso,
solido,
alto e dritto
portamento maestoso
con altezze di 25-30 metri
diametro 70-80 cm
corteccia
grigio-marrone
può vivere fino 200 anni
origine Asia
introdotta
in Europa
in antichità
pe ri frutti eduli
albero da
duplice scopo
frutto e legno
ha una chioma ampia
frutti
di forma ovale
colore marrone scuro
è una drupa
esocarpo (mallo)
carnoso
fibroso,
annerisce a maturità
e libera l'endocarpo
legnoso
(la noce)
che racchiude
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coltivato
in climi
e terreni
diversi
radici
robuste
fittomate
pianta monoica
in cui fiori
maschili
sono riuniti in
amenti peduli,
lunghi 10-15 cm
con molti stami
che appaiono
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quelli unisessuali femminili
schiudono
da gemme miste
dopo i maschili
sono
solitari
o riuniti
in gruppi 2-3
raramente 4,
appaiono sui
nuovi germogli
dell'anno,
contemporaneamente
alle foglie
limiti climatici:
non tollera
terreni pesanti
asfittici,
(poca aerazione)
ma resite
a elevato
tenore di calore
sensibile a
ristagni idrici
e stress idrici
conseguenti
a terreni sciolti,
teme eccessi termici
(caldo-freddo)
terreno:
profondo,
fresco,
sciolto
(sabbioso, medio argilloso)
ben drenato
ricco di sostanze
organiche
pH non troppo alcalino
evitare:
terreni pesanti
argillosi
zone di ristagni idrici
che causano
marciume radicale
diffusione nelle marche
non indicato
per località ove
la T° media
del mese più freddo
scenda al di sotto
di -2°C
o si verifichino
brinate tardive
o gelate autunnali
esige
spazio libero
da vegetazione
al di sotto
dell'area d'incidenza
è un tipico elemento
diffuso
del paesaggio agrario,
ed è coltivato
isolato
o in file
dalla collina alla montagna
(il suo ottimo climatico
è nell'area
di vegetazione
del castagno)
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predilige
terreni
freschi e profondi,
precipitazioni
medie annue
non inferiori a 800 mm
ben distribuite
è stato diffuso
per la qualità
del frutto
e legno
esistono
diverse varietà,
per la produzione
(legno,frutto)
e resistenza gelate
come quelle
a fogliazione tardiva
San Giovanni
Sant'Antonio
Bleggiana
la Sorrento
ha duplice scopo
fabbisogno idrico
scarzo
difficoltà coltivazione
scarsa
ottima esposizione al sole
trapianto novembre-marzo
potatura
gennaio-marzo-giugno
raccolta
settembre-ottobre
clima terreni adatti
Terreno ideale:
si trova ovunque,
per produrre
ed essere in salute
preferisce terreni:
con falda sotto
1-1,5 m di profondità
di medio impasto,
profondi,
con poco calcare
e pH leggermente alcalino
è adattabile e rustica,
terreni argillosi
vanno bene
se non soggetti a
ristagni idrici,
che espongono
ad attacchi
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Clima:
ma non tollera
gelate tardive
primaverili,
che danneggiano
i fiori
quindi la fruttificazione
anche estati
calde e siccitose
possono
penalizzare la produzione
si adatta
diverse condizioni,
troviamo a 1500 metri
è vero che
resiste alla siccità
grazie alle
radici profonde,
ma un conto
è sopravvivenza
di piante spontaneee
e uno è la produzione
di qualità e quantità,
che beneficia
di piogge ben distribuite,
sui 700mm/anno