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2) I progressi dell’agricoltura - Un diverso impiego degli animali, image…
2) I progressi dell’agricoltura -
Un diverso impiego degli animali
Per secoli, il
lavoro nei campi
era stato affidato quasi
esclusivamente
alle
braccia umane
e all’
aiuto dei buoi
.
Questi
animali
erano
lenti
e poco efficienti,
sebbene resistenti
.
Il CAVALLO, pur essendo più
veloce
e
agile
,
non
veniva
sfruttato
appieno perché
non esistevano
strumenti adeguati
per utilizzarne la forza:
i vecchi sistemi di tiro lo SOFFOCAVANO sotto carichi pesanti.
In seguito, si
diffusero innovazioni
fondamentali:
• il
collare rigido di spalla
, che permetteva al cavallo di
trainare
senza
rischi
di soffocamento;
• la
ferratura degli zoccoli
, che ne
proteggeva
i piedi e ne aumentava la resistenza;
• l’
abbondanza di avena
, resa possibile dalla ROTAZZIONE TRIENNALE, che garantiva
nutrimento
ai cavalli.
Queste innovazioni
segnarono
una vera
rivoluzione agricola
:
il CAVALLO divenne la
principale forza motrice
, cinque volte
più potente
rispetto al
passato
.
L’aratro a versoio
Con l’
aumento
della forza animale, anche l’
ARATRO fu perfezionato
.
Dal
semplice
aratro di
legno
si passò a uno
più pesante
, DOTATO di:
• VERSOIO, che
rivoltava le zolle
, migliorando l’
aerazione
del suolo e aumentando la
fertilità
;
• RUOTE, utili nei
terreni pianeggianti
per facilitare il lavoro.
• COLTRO, che
tagliava
il terreno in
profondità
;
Accanto all’aratro, si
diffusero altri strumenti
:
l’EPRICE per
chiudere
i
solchi
, FALCI più resistenti e ATTREZZI IN METALLO per rimuovere le erbacce.
Il mulino
Un altro
passo decisivo
fu l’
uso
dei MULINI, dapprima ad
acqua
e in
seguito
a
vento
.
I
Romani li conoscevano
, ma la diffusione era stata limitata dalla presenza ABBONDANTE di
schiavi
.
Con la
fine della schiavitù
, i
mulini
divennero
indispensabili
.
Essi non
servivano
solo a macinare grano, ma
anche
a:
• spremere olive,
• tagliare legname,
• lavorazione del ferro,
• far funzionare telai e gualchiere per i tessuti,
• estrarre acqua dalle miniere.
Il censimento inglese del 1086 (Domesday Book) documentava ben 5624 mulini, uno ogni 50 famiglie.
Dal XII secolo arrivarono i mulini a vento, capaci di funzionare anche quando l’acqua era gelata o scarsa.
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