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AL SEGUITO DI CESARE - Coggle Diagram
AL SEGUITO DI CESARE
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La morte di Cesare
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i congiurati erano persone vicine al dittatore, a capo dei quali c'erano Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino
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il 17 marzo del 44, su proposta di Cicerone, fu proclamata un'amnistia su esempio di quella di Atene
entrambi non dovevano apparire come nemici pericolosi a Ottavio, poichè anche la loro fuga da Roma mostrava quanto la loro posizione fosse debole
la vendetta contro i capi dei cesaricidi avvenne nell'ottobre del 42 a Filippi. Antonio vinse militarmente su di loro e questi si suicidarono
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alla fine di luglio del 44 ricorsero a Roma per la seconda volta "Gli spettacoli della Vittoria di Cesare", allestiti da Cesare figlio
mentre stavano avvenendo le preparazioni per questa festa, in cielo apparve una cometa e la maggior parte delle persone identificò nell'astro Cesare, "divenuto immortale e ascritto nel novero degli dei"
perciò Ottavio innalzò nel tempio di Venere Genitrice una statua del padre adottivo con una stella in fronte
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Il primo triumvirato
gli esponenti dei cesariani volevano evitare uno scontro tra Cesare e Antonio, così a mediare tra i due ci pensò Lepido
da questa mediazione nacque nel 60 una vera e propria magistratura sancita da una legge, che per cinque anni affidava ai tre l'incarico di "riordinare la repubblica"
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ai soldati che avevano combattuto al loro fianco nella guerra contro Bruto e Cassio, vennero affidate delle terre
questo portò all'espropriazione dei vecchi proprietari e di questo fenomeno ne fu vittima anche il poeta Virgilio
Lucio Antonio (fratello di Marco) e Fulvia (moglie di Marco) erano consapevoli dei legami che si sarebbero creati tra i coloni e Cesare figlio, ossia colui che li aveva stanziati
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