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SECONDA GUERRA DI INDIPENDENZA 1859/1861 - Coggle Diagram
SECONDA GUERRA DI INDIPENDENZA 1859/1861
I° guerra indipendenza fallita. Vittorio Emanuele II mantiene statu Albertino con aiuto di Cavour, inizia politica di alleanze internazionali e modernizzazioni.
Accordi e guerra (1859)
Nel 1859, l’Austria dichiara guerra al Piemonte → inizia la Seconda guerra d’indipendenza.
Vittorie a Magenta, Solferino e San Martino.
Firma con Napoleone III (Francia) l’accordo di Plombières, che prevede l’intervento francese in caso di guerra con l’Austria.
Le città dell’Italia centrale (Parma, Modena, Toscana, Bologna) si ribellano e chiedono l'annessione al Piemonte.
Dopo la partecipazione alla guerra di Crimea, Cavour ottiene visibilità internazionale.
Proclamazione del Regno d’Italia (1861)
Capitale spostata a Firenze nel 1865.
Vengono unificati: Codice civile, sistema metrico, moneta (lira), aboliti i dazi interni.
Il primo Parlamento è dominato dalla Destra storica (liberale e moderata).
Il 17 marzo 1861 nasce ufficialmente il Regno d’Italia con capitale Torino e Vittorio Emanuele II come re.
Armistizio e annessioni:
Napoleone III, preoccupato per la situazione, firma l’armistizio di Villafranca.
In cambio di Nizza e Savoia, il Piemonte ottenne la Lombardia e, tramite plebisciti, anche Emilia-Romagna, Toscana, Parma e Modena.
L’impresa dei Mille (1860)
Dopo varie vittorie (es. Calatafimi e Milazzo), entra a Napoli.
Garibaldi, con circa 1.000 volontari, parte da Quarto (Genova) e sbarca a Marsala (Sicilia).
Cavour, temendo una Repubblica nel Sud, manda l’esercito e ferma Garibaldi a Teano, dove lui consegna i territori liberati al re.