Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
LETTERATURA ITALIANA - Coggle Diagram
LETTERATURA ITALIANA
VITA DI CARLO EMILIO GADDA
14 novembre 1983 e deriva da una famiglia di alta borghesia;
La svolta più grande è la partecipazione in guerra
John Norton Cru (testimonianze; guerra)
Anni 30 si fa conoscere come scrittore
Impasto linguistico;
amante del genere giallo
Nel novembre del 1927, dopo gli eventi del «Pasticciaccio», si tenne la 5ª conferenza Solvay su “Elettroni e fotoni”. Solvay era un industriale belga che finanziava incontri tra i più grandi fisici. Quella conferenza fu speciale: c’erano 13-14 premi Nobel e per la prima volta furono invitati di nuovo anche i fisici tedeschi dopo la Prima guerra mondiale (tranne Einstein).
In quell’anno, la Germania vedeva la fine delle truppe di occupazione rimaste lì dal 1918, lasciando la Repubblica di Weimar in difficoltà economica.
Durante la conferenza si fronteggiarono due grandi fisici: Einstein, padre della relatività, e Niels Bohr, fondatore della fisica quantistica. Il dibattito riguardava la natura della luce:
Einstein: la luce è fatta di particelle (fotoni).
Altri fisici: la luce è un’onda.
Storicamente:
Nel ‘600 Galileo provò a misurare la luce.
Settanta anni dopo, Rømer studiò i satelliti di Giove per calcolare la sua velocità.
Alla fine del Seicento furono formulate due teorie:
Teoria ondulatoria (Huygens): la luce è un’onda.
Teoria corpuscolare (Newton, Einstein): la luce è fatta di particelle.
Louis de Broglie ebbe l’intuizione che la luce fosse sia onda sia particella: immaginava un corpuscolo che “surfava” sull’onda.
Bohr introdusse la fisica quantistica: nel mondo dei quanti tutto è probabilistico e sovrapponibile, cioè non ci sono certezze e le cose possono esistere contemporaneamente in più stati. Einstein invece voleva mantenere realtà e località: le particelle devono avere proprietà definite e non influenzarsi a distanza.
Nel 1935 Einstein, dagli Stati Uniti, propose il paradosso EPR: se due particelle si incontrano e poi si separano, osservando una si determina anche lo stato dell’altra, anche se lontanissima. Lui lo chiamò “azione sinistra a distanza”.