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LA DIMENSIONE SOCIALE DELL'UE pt.3 - Coggle Diagram
LA DIMENSIONE SOCIALE DELL'UE pt.3
Origine della tensione destra–sinistra
Post-WWII si consolidano in parallelo due grandi processi istituzionali in Europa: lo stato sociale nazionale (welfare state) e il processo di integrazione economica.
I governi, nella fase iniziale, hanno scelto di lasciare la politica sociale prevalentemente ai livelli nazionali e concentrare il livello sovranazionale sul mercato interno
si pensa possa avvenire il fenomeno del trickle-down ma
L’asimmetria istituzionale crea un campo di forze in cui le regole del mercato possono incidere sui confini e sulle risorse del welfare nazionale senza che esista un equivalente livello europeo capace di compensare o redistribuire in modo commisurato
Nocciolo del conflitto capitale vs lavoro a scala europea.
Interessi materiali: capitali e imprese cercano regole che minimizzino costi; i lavoratori e i sindacati cercano protezioni e standard.
A livello nazionale questi interessi si traducono nelle tradizionali posizioni di destra (liberismo/maggiore flessibilità) e sinistra (tutela del lavoro e più protezione)
Shock economici e politiche che hanno acuito la tensione (es. Crisi petrolifera, stagflazione e mutamenti strutturali, Grande Recessione 2008)
Meccanismi giuridico-tecnici che hanno “innescato” la tensione
Libertà di circolazione: La rimozione degli ostacoli alla mobilità ha reso necessario coordinare certe prestazioni sociali (per evitare svantaggi ai lavoratori mobili) ma non ha armonizzato i sistemi nazionali
Mutuo riconoscimento e competition regolativa: Il principio del mutuo riconoscimento e la logica del mercato fanno sì che prodotti, servizi e persino condizioni produttive possano circolare anche se basati su regole nazionali diverse; questo favorisce una competition to the bottom quando attori economici cercano giurisdizioni più permissive
Ruolo della Corte di Giustizia: La Corte, interpretando le libertà del Trattato e la primazia del diritto europeo, ha sovente esteso l’effetto delle libertà economiche anche in campi con implicazioni sociali
Tensione Nord / Sud
Questa linea di frattura emerge soprattutto con l’Unione economica e monetaria (UEM) e poi con la crisi dell’eurozona.
Nord Europa + solido fiscalmente con welfare sostenibili e bilanci disciplinati
sostenitori di politiche di rigore, regole stringenti
Sud Europa
storicamente con più debito, deficit e rigidità strutturali
crisi del 2008, queste debolezze esplodono: i governi del Sud chiedono maggiore solidarietà europea
Ne nasce un conflitto:
Nord → disciplina e responsabilità nazionale
Sud → solidarietà e condivisione dei rischi
Tensione Libera circolazione vs chiusura
conflitto nel cuore del mercato unico: la libertà di movimento delle persone.
Per molti cittadini e governi, la libera circolazione è stata percepita come una risorsa
Ma in diversi Stati si è diffusa la percezione che la mobilità generasse pressioni sociali e concorrenza sleale sul lavoro locale (social dumping)
richiesta di limitazioni alla libera circolazione (transizioni più lunghe, misure restrittive sull’accesso al welfare)
tema centrale nelle campagne politiche euroscettiche
Risultato: la mobilità, pensata come pilastro dell’integrazione, è diventata uno dei terreni più divisivi tra paesi aperti e paesi più chiusi/protezionisti.
Tensione Integrazione europea vs sovranità/autonomia nazionale
È la linea più trasversale e profonda, che attraversa sia il dibattito politico che le opinioni pubbliche.
Da un lato, ci sono pressioni per una maggiore integrazione: di fronte a crisi globali si sottolinea che solo l’UE, con strumenti comuni, può affrontare le sfide.
Dall’altro, vi è una forte rivendicazione di sovranità nazionale: molti governi e partiti sostengono che le regole e le decisioni di Bruxelles limitino troppo l’autonomia dei parlamenti e dei cittadini.
accentuata da:
la crisi dell’euro (percezione che Bruxelles e la Troika impongano politiche di austerità);
la crisi migratoria (paesi che rifiutano quote obbligatorie di ricollocazione);
la pandemia (iniziali chiusure nazionali e conflitti sulle forniture).