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APPROCCI TEORICI ALLO STUDIO DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA - Coggle Diagram
APPROCCI TEORICI ALLO STUDIO DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA
Federalismo e neo-federalismo
Si tratta della linea storica, l’integrazione come progetto politico/sogno. Mette l’accento su norme, legittimazione democratica e su una visione progressiva verso istituzioni più forti.
Spinta ideologica di élite pro-integrazione, movimenti politici e partiti
Azione “dal basso” di società civile pan-europea (meno enfatizzata) e formazione graduale di un demos
ci si aspetta un crescente trasferimento di competenze, con istituzioni europee che acquistano autonomia e capacità redistributiva.
Critiche Spesso troppo normativo, poco capace di spiegare i limiti dell’integrazione quando gli Stati hanno forti interessi in conflitto o quando non c’è domanda sociale.
Neofunzionalismo
Teoria classica di Ernst Haas e successori: integrazione come processo cumulativo e funzionale a partire da settori tecnici.
Spillover — l’integrazione in un settore produce pressioni (economiche, tecniche, politiche) che rendono necessaria l’integrazione in altri settori.
Spillover funzionale (interdipendenze tecniche/mercato), political spillover (attori politici riorganizzano le loro strategie a livello europeo), culturo-political spillover (socializzazione delle élite).
Commissione attore principale = gruppi di interesse transnazionali, soggetti tecnici che spingono per regole armonizzate. Gli Stati contano, ma sono spesso spinti dalla logica funzionale.
Ruolo imprenditoriale della Commissione: promuove iniziative e catalizza processi
si prevede una progressione graduale e cumulativa dell’integrazione; maggiore autonomia delle istituzioni sovranazionali; tecnicismi e regolazione come motore primario.
Limiti sovrastima la capacità autonoma delle élite e sottostima il ruolo delle preferenze nazionali/strutture di potere; fatica a spiegare retrocessioni o blocchi.
Intergovernativismo liberale
Approccio in cui Stati nazionali e interessi materiali dei governi sono gli attori centrali
L’integrazione è il risultato di bargaining tra governi che perseguono interessi economici nazionali; l’UE integra laddove c’è convergenza di preferenze e vincoli di cooperazione
Gli stati creano istituzioni europee come strumenti credibili per ottenere risultati che non sarebbero possibili unilateralmente
definizione delle preferenze nazionali
negoziazione tra governi
istituzionalizzazione degli accordi per renderli credibili
predice un integrazione selettiva: avanza dove esistono chiari vantaggi reciproci
Critiche
Sottovaluta il ruolo dei soggetti non-statali; spiega bene i negoziati ad alto livello ma non altrettanto la proliferazione di governance multilivello e attori non-statali.
Istituzionalismo razionale
L’attenzione è sulle sequenze storiche, sulla formazione di routine e sulle «inerzie istituzionali» che rendono certe scelte difficili da invertire.
Lock-in istituzionale: scelte iniziali generano costi di cambiamento crescenti.
Idea centrale dell’istituzionalismo razionale e storico: non contano solo le preferenze degli attori, ma anche le regole del gioco entro cui essi si muovono
Le regole di voto, i poteri della Commissione, le procedure comitologiche orientano gli esiti del policy-making
Questi incentivi “istituzionali” plasmano il comportamento:
Gli Stati non decidono solo sulla base dei loro interessi sostanziali, ma anche di quali poteri avranno dopo e in quale arena potranno influire.
Le regole quindi modellano le preferenze espresse e le strategie adottate → non è lo stesso negoziare sapendo che la decisione sarà presa a maggioranza qualificata o a unanimità, o che i dettagli tecnici saranno definiti dalla Commissione in comitato.
Limiti
Può essere descrittivo: spiega il come e il perché dell’inerzia meglio che il perché dell’integrazione iniziale.
Multi-level governance (MLG) e policy networks
Si basa sull’idea di un processo dominato da stati o dalle istituzioni centrali verso una governance diffusa su più livelli. L’accento è sulle relazioni orizzontali e verticali e sulle reti di policy che collegano amministrazioni e gruppi di interesse
Governance si costruisce in network dove potere e capacità sono distribuiti, istituzioni europee non sono gli unici motori: spesso il centro è la rete tecnica
Spiegano perché molte politiche sono “governance” piuttosto che “legislazione”: soft law, linee guida, standard coerenti costruiti mediante rete
Critiche
Rischio di relativizzare il ruolo della democrazia e di perdere il quadro unitario per l’analisi; la molteplicità di livelli rende difficile collegare responsabilità e legittimità.