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Modelli di rete pt2 - Coggle Diagram
Modelli di rete pt2
✅ Conclusione
- I modelli di rete aiutano a spiegare la struttura, la diffusione e le dinamiche sociali
- La presenza di hub, la forza dei legami, e la struttura dei sottogruppi sono elementi chiave
- Le reti reali sono clusterizzate, disuguali e connesse in modo non casuale
- Comprendere i modelli aiuta a interpretare fenomeni digitali, sociali ed economici moderni
- 🌐 Scale-Free Network (Rete a invarianza di scala)
🔹 Caratteristiche:
- Legge di potenza nella distribuzione dei gradi
- Pochi hub altamente connessi, tanti nodi con poche connessioni
- Preferential attachment: i nuovi nodi tendono a connettersi agli hub
“I ricchi diventano più ricchi”
🔹 Esempi:
- Internet, reti sociali, reti metaboliche
🔹 Vantaggi e svantaggi:
- Robuste contro guasti casuali
- Vulnerabili ad attacchi mirati agli hub
- 📏 Clustering e Sottogruppi
🔹 Coefficiente di clustering locale (Watts & Strogatz, 1998)
- Formula: legami presenti tra vicini / legami possibili tra vicini
- Misura il grado di cohesione interna dei sottogruppi
- Poche connessioni tra gruppi abbassano il clustering e aumentano la velocità di diffusione
🔹 Tipi di sottogruppi:
- Clique – Tutti i nodi connessi tra loro all'interno di un grafo (es. {1,2,3,4})
- Cluster – Gruppi più densi rispetto al resto del grafo
- Componenti – Parti massimamente connesse; più componenti in grafi disconnessi
🔹 Invarianza di scala
- Nessun valore medio rappresentativo
- Struttura eterogenea, mondi ultra-piccoli (Caldarelli & Catanzaro)
- Reti eterogenee più “organizzate” di quelle omogenee
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