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CAP 4 applicazione e interpretazione della legge - Coggle Diagram
CAP 4 applicazione e interpretazione della legge
applicazione della legge
rendere effettive nella vita reale le regole stabilite dal diritto dello Stato
Norme di diritto privato → non imposte in modo autoritario, ma lasciate all'iniziativa e al buon senso dei cittadini
Norme di diritto pubblico → applicate direttamente dallo Stato tramite i suoi organi
Risoluzione stragiudiziale delle liti (senza giudice)
Rinuncia alla lite → uno dei due litiganti decide di lasciar perdere
Transazione (
art. 1965 c.c
.) → accordo con reciproche concessioni per chiudere la lite.
Compromesso → accordo per affidare la decisione a uno o più arbitri privati, la cui decisione (lodo arbitrale) ha valore vincolante come una sentenza.
Risoluzione giudiziale (davanti al giudice)
Se non si trova un accordo, chi ritiene di avere un diritto può citare in giudizio l’altra parte.
Reazioni possibili del convenuto
Non costituirsi (contumacia) → rinuncia a difendersi.
Ma il giudice deve comunque verificare i fatti e il diritto: non basta che l’altra parte non si presenti.
prima di decidere il giudice deve individuare la norma giuridica applicabile e interpretarla al caso concreto
Costituirsi e difendersi → cercare di far respingere la domanda dell’attore.
Costituirsi e fare domanda riconvenzionale → controattaccare chiedendo al giudice qualcosa contro l’attore.
interpretazione della legge
Interpretare un testo normativo non significa solo capire cosa dice alla lettera, ma attribuirgli un senso pratico, cioè decidere come applicarlo e come risolvere eventuali conflitti nell’applicazione
non basta leggere il testo
Vocabolario non sempre definito
Non tutte le parole usate nelle leggi sono spiegate nella legge stessa
L’interprete deve decidere se un caso concreto rientra o meno in quella classe, usando
Estensione → applicare la norma a casi simili non previsti espressamente
Integrazione → colmare lacune con criteri extra-legislativi
Possono esserci norme in contrasto. Si risolve usando:
Gerarchia delle fonti (Costituzione > legge ordinaria > regolamento).
Criterio cronologico (lex posterior derogat priori).
Criterio di specialità (lex specialis derogat generali).
tipi di interpretazione da parte dell'interprete
Interpretazione correttiva
Qui l’interprete attribuisce alla legge un significato diverso da quello che sembrerebbe ovvio.
Estensiva → si amplia il significato della norma (es.: “divieto di fumare nei locali pubblici” esteso anche ai bar all’aperto collegati al locale).
Restrittiva → si restringe il significato (es.: “divieto di guida per minorenni” applicato solo ai veicoli a motore, non ai mezzi elettrici per bambini).
Interpretazione dichiarativa
È quella più “naturale” o immediata: l’interprete attribuisce alla legge il significato che sembra ovvio a prima vista.
soggetti dell'interpretazione
Interpretazione giudiziale
Fatto dai giudici nello svolgimento della loro funzione.
Ha valore vincolante solo per le parti del giudizio (cioè chi è coinvolto nella causa).
Interpretazione dottrinale
Fatto dagli studiosi di diritto (docenti, ricercatori)
Analizzano la legge, i possibili significati, e le conseguenze delle varie interpretazioni.
Interpretazione autentica
Fatto dal legislatore stesso per chiarire norme già esistenti.
emana apposite norme per chiarire il significato di norme preesistenti.
le regole dell'interpretazione
L’interprete e il giudice usano anche criteri logici, storici, sistematici, sociologici ed equitativi.
Criterio logico
Argumentum a contrario → esclude dalla legge ciò che non è espresso.
Esempio: se la legge vieta la guida ai minorenni, non possiamo estenderla agli adulti.
Argumentum a simili → estende la legge a casi simili a quelli espressamente menzionati.
Argumentum a fortiori → estende la legge a casi che “a maggior ragione” meritano lo stesso trattamento.
Argumentum ad absurdum → elimina interpretazioni che porterebbero a risultati assurdi.
criterio storico
Analizza come la norma è nata, le modifiche nel tempo e come è stata applicata in passato.
Criterio sistematico
Bisogna collocare la norma nel contesto di tutte le altre leggi, per evitare contraddizioni o ripetizioni.
Criterio sociologico
Si guarda alla realtà economica e sociale regolata dalla norma.
Criterio equitativo
Evita interpretazioni ingiuste o che violino il senso di giustizia della comunità.
Analogia
Nessuna legge può coprire ogni possibile situazione della vita.
Quindi il giudice si trova a volte davanti a casi che la legge non prevede.
art 12 preleggi
qualora il giudice non riesca a risolvere il caso su cui deve pronunciarsi n• applicando una norma direttamente, n• utilizzandone un altra per interpretazione estensiva
Allora deve:
Applicare la legge per analogia → usare una norma che regola un caso simile, anche se il caso concreto non è espressamente previsto.
Se ancora resta dubbio, deve:
Applicare i principi generali dell’ordinamento → le regole fondamentali dello Stato, come giustizia, buon senso, equità.
Per analogia = copiare la disciplina di un caso simile per applicarla a un caso non regolato
La legge vieta di parcheggiare sulle piste ciclabili. Non dice nulla sui monopattini elettrici. Per analogia, il giudice può vietare anche il parcheggio dei monopattini sulle piste ciclabili perché l’elemento comune è la protezione del percorso ciclabile.
Se la ratio (giustificazione o motivo) della norma che disciplina il primo caso riguarda proprio quell’elemento comune, allora si può applicare la stessa norma al secondo caso.
Non si può usare con le leggi penali né con leggi eccezionali che derogano regole generali.
Principio di legalità: nessuno può essere punito se non per legge già esistente al momento del fatto.
tipi di analogia
Analogia iuris
colma la mancanza normativa facendo ricorso ai principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.
Analogia legis
colma la mancanza normativa utilizzando un'altra norma magari della stessa branca del diritto o di branche simili