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SPARTA E ATENE - Coggle Diagram
SPARTA E ATENE
Sparta viene fondata intorno al 900 a.C. dai dori in un’area ricca di materie prime, lungo le sponde del fiume Eurota.
Tra l’VIII e il VII secolo a.C. anche qui avviene un aumento demografico. Invece di puntare sulla formazione di nuove colonie, gli Spartani scelgono di conquistare ampi territori nel Peloponneso.
Gli Spartani obbligano le altre città della regione a un’alleanza forzata e creano la Lega peloponnesiaca.
Le póleis che ne fanno parte devono fornire a Sparta contingenti di uomini armati in caso di guerra.
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L’organizzazione politica di Sparta si basa sulla costituzione di Licurgo, detta Grande Rhetra, che pone le basi per un governo oligarchico guidato da due re, a cui spettano poteri militari e religiosi.
Atene sorge al centro dell’Attica, in una fertile vallata. Sin dall’inizio mostra una spiccata vocazione marittima, dovuta alla presenza del porto del Falero e del Pireo.
Anche qui alla fine dell’VIII secolo a.C. la monarchia viene sostituita da un governo aristocratico in cui gli arconti, detti eupatridi, hanno un ruolo fondamentale.
I compiti di governo sono suddivisi tra gli arconti, a cui spettano determinate funzioni. I più importanti sono:
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Nel VII secolo a.C. avvengono degli scontri tra gli eupatridi e il dèmos. Di questa instabile situazione ne approfitta Cilone, un giovane aristocratico che nel 632 a.C. tenta, senza successo, di instaurare una tirannide.
Il fallito tentativo di Cilone rappresenta una prima vittoria per il dèmos, perché per calmare le acque viene emanata una prima legislazione scritta, redatta da Dracone (621 a.C.), che limita fortemente gli abusi degli aristocratici ai danni del dèmos e introduce per la prima volta il principio della volontarietà del delitto, in base al quale viene regolata la durezza della pena.
Nel 594 a.C. il nuovo arconte Solone mette in atto una serie di riforme, tra le quali ci sono:
l’istituzione di un tribunale popolare, l’eliea;
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Solone cerca di trovare un compromesso tra gli interessi di aristocrazia e dèmos, varando una nuova costituzione con l’obiettivo di allargare la partecipazione a nuove classi sociali. Essa prevede la suddivisione dei cittadini in quattro classi di censo, basate sul reddito delle proprietà.
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La costituzione di Solone scontenta gli aristocratici, che perdono dei privilegi, e il dèmos, non soddisfatto dei diritti ottenuti. Ne consegue un periodo di lotte, delle quali approfitta Pisìstrato che nel 546 a.C. instaura una tirannide mantenendo il potere fino alla morte.
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