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Capitolo 4 – Sovranità, regole, mercati digitali - Coggle Diagram
Capitolo 4 – Sovranità, regole, mercati digitali
Il nodo della sovranità nel contesto digitale
La sovranità tradizionale si fondava su elementi come:
Territorio.
Popolazione.
Potere normativo autonomo.
Nello spazio digitale, questi elementi perdono rigidità
Le piattaforme globali superano i confini.
I dati circolano liberamente, spesso fuori dal controllo degli Stati.
Le norme private (es. condizioni d’uso) si sovrappongono alle norme pubbliche.
Il digitale mette in discussione il monopolio normativo degli Stati
apre il problema della legittimazione e del controllo del potere privato.
La trasformazione dei mercati digitali
diversi dai mercati tradizionali per alcune caratteristiche:
Accesso universale tramite Internet.
Presenza di effetti di rete (più utenti = più valore).
Asimmetria informativa tra piattaforme e utenti.
Economia dei dati: la merce principale non sono beni o servizi, ma dati personali.
Le piattaforme operano come intermediari obbligati, controllando l’accesso a informazioni, prodotti, servizi.
conflitto di interessi strutturale
Le piattaforme sono giudici e parte in causa, poiché gestiscono il mercato ma vi partecipano anche direttamente.
Regolare la concorrenza: limiti dell’antitrust classico
I vecchi strumenti antitrust sono inadeguati:
Non catturano i nuovi modelli di business basati sui dati.
Faticano a misurare il potere di mercato di attori che offrono servizi gratuiti.
Il potere non è più fondato solo su quote di mercato, ma su
Capacità di profilazione.
Controllo della visibilità online.
Accesso esclusivo alle informazioni.
nuovo approccio regolativo:
Non solo ex post (sanzioni per abuso di posizione dominante).
Ma anche ex ante: regole preventive per garantire pluralismo e trasparenza.
Le risposte dell’Unione Europea
L’UE è attualmente l’attore più attivo nel proporre regolamentazioni per i mercati digitali.
Due regolamenti fondamentali:
Digital Markets Act (DMA)
regola le grandi piattaforme (gatekeepers).
Mira a evitare che le piattaforme:
Favoriscano i propri servizi.
Impongano condizioni non eque ai concorrenti.
Ostacolino l’interoperabilità.
Impone obblighi e divieti ex ante, senza attendere la prova di un abuso.
L’obiettivo è preservare la contendibilità del mercato.
Digital Services Act (DSA)
disciplina la responsabilità dei fornitori di servizi digitali.
Stabilisce regole comuni per:
Rimozione di contenuti illeciti.
Tutela dei diritti fondamentali online.
Trasparenza degli algoritmi.
Introduce l’obbligo di:
Notificare agli utenti il motivo della rimozione di un contenuto.
Consentire ricorso e revisione delle decisioni.
I fornitori di servizi devono valutare e gestire i rischi sistemici.
L’ambivalenza del ruolo delle piattaforme
Le piattaforme
Condizionano la libertà di espressione.
Regolano l’accesso alle informazioni.
Possono influenzare comportamenti politici ed economici.
Per alcuni, si stanno trasformando in attori quasi-sovrani
Producono norme, applicano sanzioni, giudicano controversie.
non sono democraticamente legittimate, né trasparenti.
Il potere privato, se non regolato, può sovrapporsi o sostituirsi a quello pubblico, senza le stesse garanzie.
Verso una nuova “architettura della legittimazione”
È necessario ridefinire il rapporto tra pubblico e privato nello spazio digitale.
Le regole non possono più essere solo quelle dei codici civili e commerciali:
Devono ispirarsi ai principi del diritto costituzionale e amministrativo.
Le piattaforme devono rispettare:
Limiti al potere (es. trasparenza, equità).
Garanzie procedurali (es. diritto al contraddittorio).
Tutele sostanziali (es. libertà di espressione, non discriminazione).
Si prospetta la costruzione di una “costituzionalità digitale”:
Un insieme di regole comuni, ispirate alla centralità della persona e dei suoi diritti.