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47– Caratteristiche e proprietà delle superfici - Coggle Diagram
47– Caratteristiche e proprietà delle superfici
Introduzione
o Tecnologia delle superfici
• Fenomeni meccanici, fisici, termici e chimici che avvengono durante le lavorazioni influenza significativamente le superfici del prodotto
• Superfici caratterizzate da proprietà e sollecitazioni diverse da quelle del materiale interno (bulk)
• Superfici → Caratteristiche e proprietà importanti
• Attrito e usura: durante ciclo di lavorazione (utensili, stampi) sia in esercizio
• Efficacia lubrificazione: durante produzione e in esercizio
• Aspetto e caratteristiche geometriche:
• per tutte fasi di verniciatura, rivestimento, saldatura,
incollaggio
• resistenza a corrosion del prodotto
• Generazione cricche: difetti superficiali (graffi, z.t.a.) che indeboliscono la
superficie e portano a cedimento
• Conducibilità termica ed elettrica: interfaccia tra due corpi
superfici
struttura
tessitura
integrità
rugosità
tribologia( interazione superficiale)
usura
lubrificazione
attrito
trattamenti superficiali (modifica superficiale)
deposizioni
rivestimenti
indurimento
pulizia
• Le superfici hanno caratteristiche specifiche:
• funzionali
• estetiche
• Le proprietà e le caratteristiche possono essere modificate e migliorate
↓ bulk
↓ performance del componente
↑superficie
↑proprietà meccaniche globali del componente
Struttura e proprietà delle superfici
o Struttura delle superfici
• La superficie di un metallo generalmente è costituita da diversi strati:
Metallo bulk dipende dalla composizione e dal processo produttivo
Strato incrudito: deformato plasticamente e incrudito in misura maggiore rispetto al bulk durante lavorazione (metodo di lavorazione, tensioni residue)
Strato amorfo (Beilby): microcristallina o amorfa (fusione e raffreddamento strati esterni)
Strato di ossido superficiale che hanno adsorbito gas e umidità (non presente per metalli nobili o in ambiente inerte)
Superficie più esterna che può essere coperta da contaminanti (sporco, polvere, grasso, residui)
• Superficie di un pezzo ha quindi proprietà diverse dal resto del materiale (per la
diversa struttura)
• Es.
• Ossido sulla superficie del metallo è tipicamente molto più duro del metallo
base
• Ossidi tendono ad essere fragili ed abrasivi
• Struttura superficiale dei metalli e i fattori che la determinano è valida su larga scala
anche per polimeri e ceramici
• Conformazione superficiale dipende principalmente dal metodo di produzione e
dalle condizioni ambientali
• Esempi di ossidi superficiali:
• Alluminio
• ha struttura con strato amorfo e denso di Al2O3 + strato di idrossido di Al
spesso e poroso (assorbe)
• Rame
• forma struttura con strato di Cu2O + strato di CuO che conferiscono aspetto
opaco
• Ferro
• ha una struttura con uno strato di FeO adiacente al substrato metallico +
strato di Fe3O4 + strato di Fe2O3 a contato con ambiente
• Acciai inox
• sviluppano strato inossidabile di ossido di cromo CrO protettivo
• Struttura delle superfici: Definizioni
• Finitura superficiale: descrive le caratteristiche geometriche di una superficie
(irregolarità superficiali)
• finitura superficiale influenza precisione dimensionale dei pezzi lavorati,
proprietà e comportamento in servizio
• Integrità superficiale: descrive e controllo le alterazioni prodotte sulla superficie
durante la lavorazione compresi effetti:
• comportamento durante esercizio
• Es. durata, resistenza alla corrosione, a fatica fortemente influenzate dalla
natura della superficie prodotta
• proprietà dei materiali (metallurgiche, meccaniche, fisiche, chimiche)
o Integrità superficiale
• Alcuni difetti superficiali sono responsabili di un’inadeguata integrità superficiale
• Difetti causati da combinazione di fattori
a) difetti nella materia prima
b) metodo di produzione della superficie
c) mancanza di controllo appropriato dei parametri di processo (tensioni, T)
o Integrità superficiale: difetti
• I maggiori difetti superficiali sono:
a) Cricche interni o esterni
b) Craterizzazioni, depressioni superficiali
c) Pieghe, grinze, bave
d) Zone termicamente alterate (z.t.a.)
e) Inclusioni
f) Corrosioni intergranulari
g) Trasformazioni microstrutturali (trasformazioni di fasi, ricristallizzazione)
h) Deformazione plastiche superficiali (severa)
i) Tensioni residue
Caratteristiche geometriche delle superfici
o Tessitura superficiale
• Le caratteristiche di topografia superficiale vengono indicate con tessitura superficiale o strato della superficie (UNI EN ISO 4287:2002)
• Esistono apposite normative per identificare, descrivere e quantificare i parametri dello stato superficiale come:
• rugosità
• ondulazione
• profilo primario
• In particolare tessitura superficiale descritta da
• difetti o imperfezioni: irregolarità casuali
• irregolarità superficiali: deviazioni superficiali non casuali derivanti dalle
lavorazioni (solchi)
• Le irregolarità superficiali possono avere:
• direzione: andamento predominante dei solchi di lavorazione
• passo: quando i solchi hanno un carattere periodico (su piano di rilievo
ortogonale all’orientamento)
o Irregolarità superficiali
• Le irregolarità superficiali sono classificate:
• Errori di forma: deviazioni della superficie misurata dalla superficie media (depurate degli errori microgeometrici) – piccola ampiezza e passo molto grande (imprecisioni del sistema macchina-pezzo-utensile)
• Errori microgeometrici: che si suddividono in:
• Ondulazioni: lunghezza d’onda intermedia tra errori di forma e
rugosità → tessitura secondaria – ampiezza e passo maggiori
• Rugosità: lunghezza d’onda inferiore → tessitura primaria – ampiezza
molto piccola e piccolo passo
o Ondulazione
• L’ondulazione può essere misurata in termini di
• ampiezza tra i picchi e le valli del profilo
• spaziatura tra picchi adiacenti
• Ondulazione può essere dovuta a:
• flessioni utensili, stampi o pezzo
• distorsioni dovute a forze o dilatazioni termiche
• lubrificazione irregolare
• vibrazioni, variazioni meccaniche o termiche in lavorazione
o Rugosità
• Esistono numerosi parametri normativi per descrivere la rugosità, quelli di uso più
comune sono:
• Ra scostamento medio aritmetico del profilo, definito sulla base del profilo di
rugosità
FORMULA
valore medio del valore assoluto degli scarti del profilo dalla linea media
• Rq scostamento medio quadratico del profilo
FORMULA
• Rt altezza totale del profilo somma dell’altezza del picco più alto e della valle più profonda → indica quantità di materiale da asportare per ottenere superficie liscia
• Parametri di rugosità sono molteplici
• Ra è stato riconosciuto internazionalmente (da 1950) e impiegato a livello industriale
• Rapporto Rq/Ra è significativo
• profilo sinusoidale Rq>Ra → Rq/Ra=1.1
• rapporto non costante per tutti i profili:
• 1.1 per processi di taglio
• 1.2 per rettifica
• 1.4 per levigatura
• Rq è più sensibile alla presenza di picchi elevati o valli profonde
• Ra e Rq sono valori medi di altezza del profilo non descrivono la superficie
(topografia diversa a parità di Ra e Rq)
• Simboli di rugosità
• Nei disegni tecnici valori accettabili di rugosità vengono indicati per mezzo di
simboli
o Misura della rugosità
• Si utilizzano strumenti appositi detti rugosimetri:
• punta tastatrice in diamante che rileva profilo in una direzione di scansione
• tratto di profilo impiegato per misura dei parametri lunghezza di base
• filtri per rimuovere contributi di forma e ondulazione
• Rugosità può essere osservata anche mediante:
• interferometria
• microscopia ottica, elettronica o a forza atomica
o Rugosità delle superfici nella pratica industriale
• Limiti di rugosità per requisiti industriali sono variabili (due ordini di grandezza):
• Grado di precisione per accoppiamenti:
• rugosità bassissime (sfere cuscinetti, superfici interne stampi)
• rugosità elevate (superfici guarnizioni, freni a tamburo)
• Considerazioni tribologiche (attrito, usura)
• Fatica e sensibilità all’intaglio (↑Ra ↓resist. a fatica)
• Resistenza di contatto elettrica e termica (↑Ra ↑ resistenza)
• Resistenza a corrosione (↑Ra ↓resistenza a corrosione)
• Trattamenti superficiali successivi:
• verniciatura e coating ↑Ra favorisce adesione
• Estetica: variabile a seconda dell’applicazione