Nelle attività di assistenza non dobbiamo pensare solo al corpo affaticato e malato, ma soprattutto al fatto che abbiamo di fronte una persona: prendersi cura e assistere un malato non può limitarsi alla patologia del corpo, perché il malato reagisce alla sua malattia, ha sentimenti, emozioni, personalità, ha una mente, una psiche (come tutti noi) ed è in condizione che lo costringe all'aiuto altrui.
Questo aiuto non può essere solo un agire tecnico (aiutare un corpo) ma dev'essere un agire di relazione, perché quel corpo è la struttura fisica attraverso la quale si esprime la psiche di quella persona, ed entrambi vanno aiutati e tenuti in vita.