Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
SOPRAFFAZIONE FISICA NELLA VIOLENZA DI COPPIA (5) (12) - Coggle Diagram
SOPRAFFAZIONE FISICA NELLA VIOLENZA DI COPPIA (5) (12)
INTRODUZIONE
tema della violenza di coppia solleva questioni cruciali nel campo della terapia familiare, in particolare riguardo l’etica dell’intervento terapeutico e la gestione del potere all’interno delle relazioni
prima premessa centrale è che la violenza ha un significato diverso se agita da un uomo su una donna rispetto al contrario -> Questa asimmetria è spesso ignorata: si tende a interpretare l’atto come espressivo o comunicativo (il carnefice vuole comunicare qualcosa), dimenticando la fisicità e la sofferenza della vittima
non permette di cogliere la reale esperienza della vittima, che spesso subisce passivamente una violenza esercitata dall’altro
TIPI DI VIOLENZA
La violenza nella relazione di coppia non è un comportamento specifico del genere maschile -> È presente, in modo abbastanza diffuso, anche nel genere femminile -> La violenza minore è esercitata in prevalenza dalla donna, mentre la violenza maggiore è esercitata dall’uomo
• Violenza minore: Provocazione, rifiuto, derisione, attacco verbale con urla e minacce, uso limitato della forza fisica (spintoni, lancio di oggetti, ecc.)
• Violenza maggiore: Attacco fisico, percosse, ferite inferte all’altro, anche segregazione del partner
altre forme:
• Violenza psicologica: orma di maltrattamento che mina l’autostima, l’identità o l’equilibrio emotivo della vittima, attraverso minacce, umiliazioni, controllo e isolamento
• Manipolazione (gaslighting): strategia psicologica in cui l’aggressore fa dubitare la vittima della propria percezione della realtà, memoria o sanità mentale -> forma di controllo
• Violenza verbale: uso del linguaggio per ferire, intimidire o svalutare l’altro
• Violenza sessuale: qualsiasi atto sessuale imposto senza consenso
MODELLI INTERPRETATIVI
TRASMISSIONE INTERGENERAZIONALE DELLA VIOLENZA
violenza passa nelle generazioni attraverso la trasmissione di fantasmi -> Veicolo è la relazione: legame con la sua qualità, che transita dalle famiglie di origine alla relazione di coppia
variabile verticale relativa allo scambio generazionale va poi articolata con quella orizzontale che riguarda il rapporto con il gruppo dei pari in età -> È infatti proprio all’interno del gruppo che possono venire legittimate norme e valori relativi alla dominanza e all’uso della violenza
MODELLO COGNITIVO COMPORTAMENTALE
apprendimento sociale -> variabili che funzionano da predittori dell’azione violenta nella relazione di coppia:
• Aver subito violenza nella famiglia di origine
• Essere stati frequentemente testimoni di violenze nella famiglia di origine
• Interazione negativa genitori-figli durante la loro preadolescenza
• Influenza esercitata dai pari età durante l’adolescenza
TEORIA DELL'ATTACCAMENTO
nelle donne stili di attaccamento ansioso insicuro, negli uomini evitanti o disorganizzati
CONCLUSIONI
l’apprendimento e l’interiorizzazione di forme riduttive e violente di scambio con l’altro va di pari passo con l’inibizione della capacità della persona di tener conto della prospettiva dell’altro
personalità antisociali e narcisistiche (predittore del comportamento violento proprio per la presenza di un bisogno costante di autoaffermazione) a ricevere l’attenzione dei ricercatori clinici e psicosociali
depressione e l’angoscia (ovvero sentimenti di inutilità, devalorizzazione, pericolo e terrore), risultano i tratti caratteristici delle donne vittime di violenza
INCONGRUENZE TRA NORME DEL DIRITTO ED ESISTENZA FEMMINILE
non reciprocità della violenza -> l’atto di violenza è diverso se agito da un uomo o da una donna (asimmetria biologica dei due sessi, superiorità della massa muscolare dell'uomo creando una disparità nella coppia e l'inferiorità della donna) -> atto dell’uomo stabilisce un dominio sulla vittima (impotenza donna)
Diritto misconosce la diversità del corpo femminile da quello maschile e detta norme generali omologando maschi e femmine: Il diritto applica norme uguali a soggetti disuguali (asimmetria di fatto, ma non di legge)
Vale anche per la minaccia di violenza, non solo per l’atto di violenza (affermazione di un potere concreto)
mancanza di risarcimento per la vittima: Pur definendo come reato la sopraffazione fisica, la legge non stabilisce forme concrete per l’attuazione di tale risarcimento all’interno della relazione di coppia -> uniche vie sono le sedi giudiziarie che spesso risultano complesse e inefficaci
• Isolamento, mancanza di risarcimento, rischio economico e sociale nel denunciare
violenza viene spesso spiegata come dinamica relazionale → si perde la concretezza della violenza fisica (violenza fisica compare all’interno di un’altra serie di interazioni non violente)
osservatore tende a giustificare l’aggressore, cercando le sue motivazioni psicologiche -> forte tendenza a mettersi nei panni dell’altro -> coinvolgimento emotivo può ostacolare l’obiettività
DIPENDENZA PSICOLOGICA DALL'AGGRESSORE
DILEMMA DELLA VITTIMA
perché la vittima non abbandona la relazione violenta -> violenza crea una subordinazione psicologica ed emotiva della vittima. La sofferenza più grave non è solo fisica, ma è la percezione di colpevolezza da parte della vittima
Ciclo alternato di violenza e gratificazione: Dopo un episodio di violenza, l’aggressore può mostrare segni di contrizione (pentimento), il che fa sentire la vittima sollevata psicologicamente e moralmente -> Questo comportamento fa scomparire il ruolo di “imputato” della vittima, ribaltando la dinamica di subordinazione
• Dipendenza psicologica della vittima: Quando l'aggressore mostra segni di pentimento, la donna può sentirsi riabilitata e superiore (nel concedere il perdono). -> si mantiene dentro la relazione violenta --> senso di autocompiacimento
• convinzione della vittima di poter cambiare l'aggressore: sogno di trasformazione: La vittima desidera un ribaltamento della dinamica relazionale, dove l’aggressore diventa subordinato e colpevole, mentre la vittima viene riabilitata e indennizzata -> obiettivo non è allontanarsi ma cambiare la relazione (ruolo di salvatrice)
CICLO VIOLENZA
ciclo in tre fasi della violenza domestica (walker) --> rafforza la dipendenza
crescita della tensione: aggressore minaccia la vittima, talvolta aggredendola fisicamente, ma senza arrivare alla violenza esplosiva -> vittima, per evitare la violenza, cerca di compiacere l’aggressore, credendo di poter controllare la situazione
episodio di violenza acuta
contrizione amorosa dopo la violenza: Dopo l'aggressione, l'aggressore si mostra pentito, il che rinforza la speranza della vittima che lui possa cambiare -> contrizione del partner fornisce alla vittima la sensazione di essere parte di un cambiamento positivo, e questo alimenta la sua decisione di rimanere nel rapporto violenta
Questo ciclo alternato di violenza e contrizione crea una dipendenza psicologica che lega profondamente la vittima all'aggressore, facendo sì che la donna si senta parte di un processo di cambiamento che in realtà può essere solo un'illusione
DIPENDENZA VITTIMA DAL RAPPORTO
Isolamento e gelosia: L’aggressore può chiedere che la vittima lo isoli dagli altri, a causa di una gelosia intensa, un comportamento che rinforza il legame tra i due
Attaccamento e controllo reciproco: Più la donna entra nella dinamica del rapporto violento, più l'aggressore diventa dipendente da lei, mentre la vittima si sente perdonatrice e investita di un ruolo salvifico
ciclo di sottomissione e riabilitazione: Quando la donna critica l’aggressore ma poi accetta di restare, questa "sottomissione" diventa una riabilitazione per l’aggressore, che vede la sua violenza giustificata dal perdono ricevuto
FAMIGLIA D'ORIGINE VITTIMA
ruolo delle influenze esterne (famiglia, cultura, istituzioni) nel condizionare la vittima di violenza domestica, evidenziando come colpevolizzazione, pietà e pressione sociale possano impedirle di allontanarsi dall’aggressore, anche nei casi più gravi
pressioni familiari e culturali: • familiari contrari alla separazione: Spingono la donna a non separarsi per motivi culturali (es. il valore della famiglia, il ruolo della donna) o economici (mancanza di autonomia finanziaria) --> minimizzare situazione, giustificare; • alcune famiglie osteggiano la separazione non solo per motivi culturali, ma per ragioni psicologiche più complesse
MOMENTO DELLA SEPARAZIONE
• momenti più pericolosi per la donna è quando decide di separarsi: l’aggressore può intensificare la violenza per impedirle di andarsene -> uomo può affermare di amarla o di aver bisogno di lei per il suo equilibrio mentale -> ambiguità confonde la vittima, che si trova divisa tra la voglia di libertà e il senso di colpa per il dolore psicologico del partner
strategie aggressore: può cadere in stati depressivi, accentuati se la donna non cede e insiste per la separazione -> A volte minaccia il suicidio o addirittura l’omicidio, creando un clima di terrore e manipolazione emotiva
Per evitare il peggio, la vittima spesso cede alle richieste dell’aggressore (es. restare insieme)
INTERVENTI
Percorso di differenziazione: processo psicologico e relazionale in cui ciascun partner — in particolare la persona vittima di violenza — viene aiutato a sviluppare una maggiore autonomia emotiva e identitaria rispetto all’altro -> Ritenuto una risorsa indispensabile per uscire dalla spirale di violenza
Programmi rivolti alle donne che subiscono violenza: Gli interventi si focalizzano sui sentimenti di colpa/vergogna e sui pattern inefficaci di attaccamento
Programmi rivolti agli uomini che esercitano violenza: Gli interventi si focalizzano sulle modalità del processo attribuzionale e sullo sviluppo del sentimento di considerazione dell’altro