Gibson-Graham contestano questa visione. Il loro approccio, influenzato anche dal femminismo, mostra come progetti trasformativi possano nascere dal basso, in modo locale, frammentato e disorganico, ma comunque potente. Il femminismo stesso, ricordano, non è nato da un coordinamento globale, ma da esperienze diverse, situate, spesso scollegate tra loro, che si sono influenzate a vicenda fino a costruire un impatto mondiale. Perché non immaginare che anche nel campo dello sviluppo economico possano esistere pratiche locali alternative, capaci di diffondersi senza un’organizzazione dall’alto?