Nel libro A Postcapitalist Politics (2006), Gibson-Graham proseguono il loro progetto di decostruzione dell’egemonia capitalista, ma compiono un passaggio fondamentale: dal “decostruire” al “costruire”. È qui che nasce quella che chiamano la politica della possibilità, un invito a smettere di lamentarsi, a togliere il velo e riconoscere che le alternative al capitalismo esistono già — qui e ora — nei gesti quotidiani, nelle pratiche collettive, nelle relazioni solidali. Il cambiamento non deve essere atteso, ma vissuto nel presente, perché parte da noi, dai nostri corpi, dai nostri desideri, dai nostri modi di stare con gli altri.