Negli ultimi decenni, però, ha preso sempre più piede la cittadinanza come pratica, cioè l’insieme di azioni, partecipazioni, rivendicazioni che definiscono in modo sostanziale – e non solo formale – chi ha accesso a diritti fondamentali. Anche a livello sovranazionale, come in Europa, assistiamo a trasformazioni della cittadinanza che vanno oltre lo Stato: pensiamo al ruolo crescente delle Corti di giustizia europee, che garantiscono accessi a diritti più estesi rispetto a quelli statali. L’appartenenza formale, in questi casi, conta meno del reale accesso a servizi come istruzione, salute, welfare, spesso disuguale anche tra cittadini “formali”.