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il laboratorio creativo per l'infanzia come strumento pedagogico…
il laboratorio creativo per l'infanzia come strumento pedagogico dell'apprendimento attraverso il fare
albo illustrato come prodotto di un processo laboratoriale
PEDAGOGIA DEL LABORATORIO
quadro teorico
apprendimento attraverso il fare
Bruno Munari
il libro illegibile
narrazione visiva
educare al pensiero divergente;
sviluppare la motricità fine e la percezione multisensoriale;
invitare alla narrazione non lineare
libri che non contengono parole, né una narrazione tradizionale. Sono composti solo da:
forme, colori, materiali, trasparenze,
ritagli, pieghe, texture,
sequenze visive, senza testo.
FONTI BIBLIOGRAFICHE
Munari, Bruno. Fantasia Bruno Munari. Roma-Bari: Laterza, 2014.
Munari, Bruno. Il Laboratorio per Bambini a brera: Progetto e metodo del primo laboratorio per bambini alla Pinacoteca di Brera a Milano 1977. Bologna: Zanichelli, 1981.
Munari, Bruno, e Gloria Bianchino. Bruno Munari: Il disegno, il design. Mantova: Corraini, 2008.
Articoli:
Panizza, Laura. 2009. “The Meeting of Bruno Munari With Active Learning: The Pedagogical Foundations of the “playing With Art “workshops”. Ricerche Di Pedagogia E Didattica. Journal of Theories and Research in Education 4 (1).
https://doi.org/10.6092/issn.1970-2221/1547
.
Campagnaro , Marnie. 2019. “Do Touch! How Bruno Munari’s Picturebooks Work”. Rivista Di Storia dell’Educazione 6 (1):81-96.
https://rivistadistoriadelleducazione.it/index.php/rse/article/view/7605
.
Alberto Manzi
Nelle sue classi, faceva costruire strumenti scientifici,
scrivere e illustrare libri, fare esperimenti,
esplorare il territorio, raccogliere storie.
scrittura creativa
costruzione collettiva di storie
Insegnare non è riempire
un vaso, ma accendere un fuoco.”
FONTI BIBLIOGRAFICHE
Convertini, Tania. L’ABC di Alberto Manzi Maestro degli italiani. Roma: Anicia, 2024.
Manzi, Alberto, Roberto Farné. Non è Mai Troppo Tardi: Testamento di un maestro: L’ultima conversazione con Roberto Farné. Bologna: EDB, 2017.
concepisce l’insegnamento come trasmissione meccanica, ma come attivazione del pensiero creativo e personalizzazione dei percorsi.
Célestin Freinet
TESTO LIBERO
Ogni bambino può raccontare una storia, un sogno, un episodio personale
l’insegnante aiuta a rielaborare il testo collettivamente, con cura e rispetto dell’autenticità.Questi testi sono poi copiati, stampati, letti in classe, illustrati
FONTI BIBLIOGRAFICHE
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Howard Gardner
Teoria delle intelligenze multiple
creare un albo illustrato coinvolge intelligenze:
linguistica
Imparano a organizzare una narrazione, dare un nome ai personaggi, usare parole proprie
visuo-spaziale
nella progettazione delle illustrazioni, nella disposizione grafica, nella scelta dei colori, nelle dimensioni delle immagini.
I bambini sviluppano orientamento nello spazio, attenzione ai dettagli, senso estetico.
interpersonale.
ascoltare, di negoziare scelte e rispettare le idee altrui.
Intelligenza corporeo-cinestetica
coordinamento motorio fine e l’espressività attraverso il corpo
intrapersonale
i bambini esprimono se stessi, rivelano emozioni, paure, desideri.
Intelligenza musicale
associare emozioni o personaggi a toni musicali -colonne sonore o ritmi durante la narrazione
logico-matematica
sequenziano eventi, ordinano le pagine, classificano personaggi, si confrontano con la causa-effetto.
intelligenza naturalistica
La natura può diventare ambiente narrativo o metafora dei sentimenti
ogni bambino ha un profilo unico di intelligenze;
la scuola dovrebbe personalizzare l’insegnamento per valorizzare le diverse modalità di apprendimento;
le arti, la musica, il corpo e la creatività dovrebbero avere pari dignità rispetto alle discipline logico-linguistiche.
FONTI BIBLIOGRAFICHE
Gardner, Howard, and Umberto Galimberti. Educazione e sviluppo della mente: Intelligenze multiple E apprendimento. Trento: Centro studi Erickson, 2022.
Gardner, Howard, and Rodolfo Rini. Intelligenze creative fisiologia della Creatività attraverso Le Vite di Freud, einstein, Picasso, Stravinskij, Eliot, Gandhi e Martha Graham Howard Gardner ; Trad. Di Rodolfo Rini. Milano: Feltrinelli, 2019.
Howard Gardner, Paola Cagliari, Vea Vecchi, Steve Seidel et al. Rendere visibile l’apprendimento: Bambini che apprendono individualmente e in Gruppo. Reggio Emilia: Reggio Children, 2009.
Loris Malaguzzi
i cento linguaggi del bambino
:
disegno/pittura/narrazione =
linguaggi espressivi fondamentali
l’Atelier nel Reggio Emilia Approach
spazio artistico e luogo pedagogico in cui i bambini sperimentano i “cento linguaggi”
albo illustrato con forme create dai bambini con le ombre? o collage gotografico idea Fede ispirata agli atelier
FONTI BIBLIOGRAFICHE
Loris Malaguzzi e Reggio Emilia Approach
Edwards, Carolyn, Lella Gandini, e George Forman. I Cento Linguaggi dei bambini: L’approccio di Reggio Emilia all’educazione dell’infanzia. Azzano San Paolo: Junior, 2017.
Vecchi, Vea. Art and creativity in Reggio Emilia: Exploring the role and potential of ateliers in early childhood education. London: Routledge, 2010.
Corte Elena, Sara De Poi, Claudia Giudici, Vea Vecchi, e Annamaria Contini. Un pensiero in festa: Le metafore visive nei processi di Apprendimento dei Bambini. Reggio Emilia: Reggio Children, 2022.
Gianni Rodari
uso della fantasia come competenza cognitiva e strumento di conoscenza del mondo
FONTI BIBLIOGRAFICHE
Rodari, Gianni. Grammatica della fantasia: Introduzione all’arte di inventare storie. S. Dorligo della Valle (TS): Einaudi ragazzi, 2010.
Rodari, Gianni, and Carmine De Luca. Scuola di Fantasia. Torino: Einaudi, 2014.
COSTRUTTIVISMO
quadro teorico: Apprendimento = affronte
Bruner
importanza della narrazione nella costruzione del pensiero
Piaget??
Vigotskij
zona di sviluppo prossimale
Immaginazione e creatività nell'infanzia
FONTI BIBLIOGRAFICHE:
Liverta Sempio, Olga. Vygotskij, Piaget, Bruner: Concezioni dello sviluppo. Milano: Raffaello Cortina, 1998.
Vygotskij, Lev Semenovič., e Luciano Mecacci. Pensiero e Linguaggio: Ricerche Psicologiche. Roma: Laterza, 2015.
Vygotskij, Lev Semenovič. Immaginazione e creatività nell’età̀ infantile. Roma: Editori Riuniti University Press, 2010.
Bruner, Jerome. “The Narrative Construction of Reality.” Critical Inquiry 18, no. 1 (1991): 1–21.
http://www.jstor.org/stable/1343711
.
come colmare il gap tra le teorie pedagogiche legate al tema dell'apprendimento attraverso il fare e la pratica didattica quotidiana che avviene nelle scuole e nei servizi educativi.
uso dell'arte come veicolo per l'espressione di sè
e lo sviluppo del pensiero logico
le ricerche pedagogiche e psicologiche dimostrano che l’arte contribuisce in modo significativo allo sviluppo del pensiero logico, specie in età prescolare.
Nel bambino piccolo, il pensiero è globale, sensoriale, sincretico: tutte le forme di espressione — verbale, artistica, motoria — cooperano allo sviluppo cognitivo.
“L’arte è un modo per organizzare il pensiero.” – Howard Gardner
“L’estetica è una forma di logica percettiva.” – Bruno Munari
L’arte stimola il pensiero divergente e convergente (abilità logiche e creative insieme).
relazioni spaziali , sequenze, ripetizioni, ritmo, processo decisionale e problem solving, astrazione simbolizzazione
l'arte dovrebbe essere trasversale a tutte le discipline e le attività didattiche in quanto aiuta il bambino a uscire dagli schemi e lo educa a un pensiero libero da schemi e preconcetti.
RIFERIMENTI TEORICI: Sviluppo grafico e pittorico (0–6 anni)
Viktor Lowenfeld
concepisce la creatività come parte integrante dello sviluppo della mente e della personalità. L’espressione artistica consente al bambino di Elaborare emozioni, Rappresentare sé stesso e il mondo, Sviluppare fiducia e autonomia.
L’insegnante non deve imporre modelli realistici o “belli”, ma facilitare l’espressione personale.
FONTI.
Lowenfeld, Viktor. Creative and Mental Growth. 3rd ed. New York: Macmillan, 1957.
Lowenfeld, Viktor, W. Lambert Brittain, e Mauro Bonacci. Creatività e sviluppo mentale. Firenze: Giunti Barbèra, 1984.
6 STADI DEL DISEGNO INFANTILE
Scarabocchio 2–4 anni Movimento motorio senza intento rappresentativo; esplorazione sensoriale.
Preschema 4–7 anni Prime forme riconoscibili (figure umane “testa-gambe”); simboli personali.
Schema 7–9 anni Uso consapevole di schemi ripetuti; oggetti disposti in ordine logico, ma non realistico.
Realismo iniziale 9–12 anni Attenzione ai dettagli; volontà di riprodurre la realtà; rischio di autocensura (“non so disegnare”).
Pseudo-naturalismo 12–14 anni Ricerca del realismo; sviluppo del senso critico.
Decisione artistica 14+ Scelte stilistiche consapevoli; abbandono o approfondimento del disegno come linguaggio.
Rhoda Kellogg
Kellogg ha dimostrato che tutti i bambini del mondo, indipendentemente dalla cultura o dall’ambiente sociale, attraversano fasi simili nello sviluppo grafico. Questo indica un’origine interna e universale dell’espressione grafica.
Kellogg ha individuato una vera e propria grammatica visiva composta da:
🔹 20 tracciati fondamentali (Basic Scribbles)
Linee ondulate, serpentine, spirali, zig-zag, linee rette, croci, ecc.
🔹 17 forme combinatorie (Basic Forms)
Cerchi, croci, rettangoli, figure radiali, mandala, ecc.
🔍 Questi elementi si combinano progressivamente e formano strutture più complesse nel tempo, in modo coerente e sistematico.
2–3 anni Scarabocchio controllato Il bambino scopre che i movimenti producono segni; esplora il gesto.
3–4 anni Combinazione di forme Appaiono figure chiuse, croci, spirali; le forme si ripetono e si combinano.
4–5 anni Configurazioni Le forme iniziano a comporsi in “schemi” che possono evocare oggetti o persone.
5–6 anni Primi simboli Le figure umane, case, alberi emergono da configurazioni spontanee, non da imitazione.
Un’attività creativa e non rappresentativa nelle prime fasi;
Una forma di auto-espressione inconscia;
Una base per lo sviluppo del pensiero simbolico, spaziale e motorio.
Ha criticato le pratiche scolastiche che forzano i bambini a rappresentare cose riconoscibili, perché ciò inibisce il naturale processo creativo.
FONTI BIBLIOGRAFICHE
Kellogg, Rhoda. Analisi dell’arte infantile : una fondamentale ricerca sugli scarabocchi e i disegni dei bambini dai due agli otto anni. Milano: Emme, 1979.
Arno Stern
nei bambini esiste un codice universale e biologico di espressione grafica, che emerge spontaneamente quando non viene condizionato da aspettative esterne
La “formulazione” è l’insieme dei segni ricorrenti e invarianti che i bambini tracciano nel tempo (figure archetipiche, schemi, strutture). Il CLOSLIEU: spazio del gioco del dipingere: nessun giudizio/interpretazione, nessuna conservazione dei disegni, ambiente chiuso e protetto dove dipingere verticalmente, adulto = servitore del gesto, no guida
fasi spontanee del disegno:
Traccia (3 anni): il gesto lascia un segno; piacere del movimento e della ripetizione.
Figura radiante e forma ovale: ricorrenze nelle produzioni non guidate.
Uso costante dello spazio: il bambino organizza il foglio secondo leggi interiori.
Evoluzione non lineare: il bambino torna su forme già sperimentate, non segue un percorso “verso il realismo”.
🟡 In questa fascia, il bambino non disegna per rappresentare, ma per esprimere.
FONTI BIBLIOGRAFICHE
Stern, Arno. La traccia naturale. Tradotto da Stefania Beretta e Manuela Pierazzoni. Milano: Luni Editrice, 2013.
Stern, Arno, and Peter Lindbergh. Felice come un bambino che dipinge. Tradotto da Cinzia Colusso. Roma: Armando, 2020.
Stern, Arno. Dal disegno infantile Alla Semiologia dell’espressione: Iniziazione ad un altro sguardo sulla traccia. Roma: Armando, 2009.
Luquet
Il bambino, quindi, non disegna in modo scorretto, ma costruisce una rappresentazione coerente con il suo pensiero: cerca di rendere tutte le parti dell’oggetto comprensibili, anche se ciò distorce la visione prospettica.
«Il bambino rappresenta l'oggetto come lo conosce, non come lo vede.
osservò e analizzò disegni di bambini (incluso quelli di suo figlio), cercando di comprenderne il significato evolutivo e cognitivo. A differenza di altri autori più recenti, il suo approccio era influenzato dalla filosofia della mente e dall’epistemologia.
La sua tesi principale è la distinzione tra:
Tipo di realismo Significato
Realismo intellettuale Il bambino disegna ciò che sa dell’oggetto, anche se non corrisponde alla visione reale (es. le gambe viste di lato e la faccia di fronte).
Realismo visivo L’adulto disegna ciò che vede nell’esperienza sensoriale immediata.
🧩 Il bambino, quindi, non disegna in modo scorretto, ma costruisce una rappresentazione coerente con il suo pensiero: cerca di rendere tutte le parti dell’oggetto comprensibili, anche se ciò distorce la visione prospettica.
«Il bambino rappresenta l'oggetto come lo conosce, non come lo vede.»
L’arte pittorica non è un'attività decorativa o marginale, ma una forma primaria di espressione e di pensiero per i bambini. Nei primi sei anni di vita, la pittura è un linguaggio non verbale che permette di: organizzare l’esperienza sensoriale e affettiva, elaborare emozioni e rappresentazioni interne, strutturare pensiero logico e simbolico.
Nonostante il ricco apporto teorico dato da pedagogisti come Malaguzzi, Dewey, Montessori, Gardner, Vigotskij...la pratica quotidiana resta spesso tradizionale e non si è tradotta in cultura organizzativa
mancanza di formazione continua
cultura valutativa e burocratica
modello scolastico trasmissivo
solitudine professionale (poca condivisione tra pari)
riprogettare una formazione per gli educatori
neuroscienze ???
Osservazioni sul campo tratte da un laboratorio di creazione di un albo illustrato realizzato da bambini di scuola dell'infanzia con la mediazione di un educatore
riflessione collettiva con i bambini su cosa è un libro e come nasce?
creazione autunoma dei personaggi da parte dei bambini
fase 1 modellazione manuale di 1 personaggio con carta, materiali di riciclo, pongo
fase 2 associare un carattere al personaggio
fase 3 interpretazione del personaggio con il corpo e la musica
raccolta di parole
disegno dei luoghi di svolgimento della storia
rilettura collettiva della storia costruita dall'educatore sulla base delle indicazioni fornite dai bambini e interpretazione corporea da parte dei bambini con musica e luci
montaggio del libro: incollaggio dei personaggi sugli scenari e rilegatura
discussione collettiva sulle fasi della storia: situazione di equilibrio, rottura dell'equilibrio, sviluppo, risoluzione finale dello squilibrio
creazione di una versione editoriale stampata del libro e di un video, per i bambini e le loro famiglie
FASI DEL LABORATORIO
SPUNTI DI RIFLESSIONE: quali processi cognitivi, linguistici, creativi e relazionali si attivano nei bambini tra i 3 e i 6 anni all'interno di questo laboratorio? competenze che emergono?
quali intelligenze si attivano nel bambino durante un laboratorio di questo tipo?
NARRAZIONE: sviluppo del linguaggio, del pensiero simbolico e della costruzione dell'identità (narrazione di sè)
rielaborare vissuti, emozioni attraverso l'immaginazione
meccanismi di identificazione con i personaggi
COME I BAMBINI RIESCONO A COLLEGARE PERSONAGGI AD AZIONI E PLOT DI UNA STORIA.
ruolo dell'educatore: guida non impositiva, deve favorire la rilfessione autonoma del bambino e la costruzione di senso
quali competenze personali deve possedere l'educatore per realizzare laboratori creativi efficaci dal punto di vista pedagogico?
come educare alla creatività nei contesti del nido e della scuola dell’infanzia
il linguaggio visivo nei bambini
pittura, modellazione tridimensionale di personaggi e oggetti, che vantaggi offrono a livello di apprendimento?
collegamento con "uso dell'arte come espressione di sè"
è utile fornire ai bambini una copia stampata del libro da loro realizzato? che effetti produce?
è utile fornire ai bambini un video con le illustrazioni animate della loro storia? che effetti produce?