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giovanni verga - Coggle Diagram
giovanni verga
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Caratteristiche: Romanzi sentimentali, patriottici, mondani.
Stile: Romantico, melodrammatico, linguaggio più ricercato.
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Sconfitta degli "eroi": Chi tenta di elevarsi o di cambiare il proprio destino è destinato al fallimento.
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Illusione del progresso: Il progresso non porta felicità, anzi spesso distrugge i valori tradizionali.
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Studi: Giurisprudenza (abbandonati), autodidatta, interesse per la letteratura.
Trasferimenti: Firenze, Milano (centri culturali vivaci).
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Impersonalità: L'autore si eclissa, il narratore è interno al mondo rappresentato, spesso un personaggio popolare.
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Linguaggio: Dialetto siciliano italianizzato, sintassi semplice, lessico quotidiano.
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I Malavoglia (1881) - Storia di una famiglia di pescatori di Aci Trezza, simbolo della rassegnazione e della lotta contro la sventura.
Mastro-don Gesualdo (1889) - Ascesa e declino di un self-made man, travolto dalla logica dell'accumulo e dall'incomunicabilità.
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Influenze: Positivismo (applicazione del metodo scientifico alla realtà), Naturalismo francese (Émile Zola, Gustave Flaubert).
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Tecnica dello straniamento: Presentare come "strano" ciò che è "normale" per il lettore borghese, e "normale" ciò che è "strano".
Discorso indiretto libero: La voce del narratore si fonde con quella dei personaggi, senza introduzioni esplicite.
Coro popolare: La narrazione è affidata alla "voce" del popolo, con i suoi modi di dire, proverbi e credenze.
"Arte della sottrazione": L'autore non commenta, non giudica, si limita a "fotografare" la realtà.
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Movimenti: Romanticismo (fase giovanile), Scapigliatura (breve fase), Verismo (movimento chiave).
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Vita dei campi (1880 - contiene Fantasticheria, Jeli il pastore, Rosso Malpelo, Cavalleria rusticana, La Lupa)
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