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BAMBINI VITTIME DI VIOLENZA - Coggle Diagram
BAMBINI VITTIME DI VIOLENZA
Per violenza intendiamo “tutte le forme di maltrattamento fisico e/o emotivo, abuso sessuale,
incuria o trattamento negligente nonché sfruttamento sessuale di altro genere che provocano
un danno reale o potenziale alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo alla dignità del bambino,
nell’ambito di una relazione di responsabilità, fiducia o potere“
La National Society for the Prevention of Cruelty to Children sottolinea che le conseguenze più gravi
per le vittime si riscontrano nel Severe Child Maltreatment, che comprende forme di violenza e
contatti sessuali da parte di adulti o coetanei. Queste situazioni sono caratterizzate dalla presenza di
maltrattamenti multipli e da una vulnerabilità specifica, dovuta all'età precoce in cui si verificano e alla loro durata nel tempo
Le stime riguardanti la violenza verso i bambini variano a livello globale. In Italia, non esiste un
sistema informativo nazionale per raccogliere dati su maltrattamenti e abusi infantili
il che impedisce un monitoraggio efficace del fenomeno. Un'indagine condotta su circa 5 milioni di italiani
mostra che in Italia sono più comuni la trascuratezza materiale e affettiva(52,7%), la violenza assistita(16,6%)
e il maltrattamento psicologico(12,8%). In percentuali inferiori, si riscontrano anche
l'abuso sessuale(6,7%), la patologia delle cure(6,1%) e il maltrattamento fisico(4,8%)
I bambini e gli adolescenti vittime di violenza mostrano sintomi di internalizzazione e/o esternalizzazione
che possono essere gravi e invasivi. Questi sintomi includono depressione, ansia, disturbi della condotta,
difficoltà relazionali, abuso di sostanze, aggressività, disturbi cognitivi, disturbi alimentari, disturbi dissociativi e stress post-traumatico
Una delle conseguenze più gravi è la distorsione del legame di attaccamento con il caregiver
che porta alla formazione di modelli operativi interni disorganizzati. Questi modelli rappresentano una delle
principali fonti di disagio clinicamente significativo in futuro. I genitori fragili, non protettivi e violenti generano nei bambini
sentimenti di paura e pericolo, che possono essere affrontati solo attraverso legami affettivi solidi e affidabili
Tuttavia, se questi legami sono instabili e fonte di ansia, si crea un circolo vizioso che destabilizza l'organizzazione del legame affettivo
La paura è una reazione emotiva automatica e adattiva a situazioni che minacciano la sicurezza fisica
e psicologica dell'individuo. Dalla paura è possibile difendersi attraverso il l
egame con altre persone
,
specialmente nei primi anni di vita, attraverso comportamenti che favoriscono la vicinanza alle figure di riferimento e di supporto
L'adulto accudente, attraverso un comportamento rassicurante, aiuta a ridurre le paure,
regola le emozioni del bambino e lo protegge da minacce e pericoli in modo che il piccolo possa sviluppare:
a)
fiducia e speranza negli altri e nelle loro capacità protettive.
b)
certezza e fiducia nelle sue capacità di riconoscere
e affrontare i pericoli.
c)
un certo grado di sicurezza nell'ambiente che potrà essere esplorato e conosciuto liberalmente
Quando le vittime mancano di esperienze protettive e i legami affettivi disfunzionali persistono,
il trauma da attaccamento può svilupparsi in due direzioni principali:
a)
Distacco, crudeltà fredda e comportamenti ostili, caratteristici di un'iperregolazione del sistema
di sicurezza e della paura, con un evitamento dell'intimità affettiva per prevenire delusioni
b)
Reazioni inappropriate di dolore, ansia, gelosia e aggressività reattiva, in risposta a interazioni percepite
come ostili, segno di un'iporegolazione affettiva che porta a manifestazioni immediate della paura