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Psicologia dello sviluppo e dell'educazione XII (vocalizzazione -->…
Psicologia dello sviluppo e dell'educazione XII
(vocalizzazione --> verbalizzazione)
Lallazione (MA MA) - protoparola (12 mesi) - parola (MAMMA)
Le parole, simboliche e intenzionali, nascono e si evolvono dalle prime vocalizzazioni del bambino
Comparsa prime parole: vocalizzazione --> verbalizzazione
Protoparole (9 mesi) ---> prime parole (10-12 mesi) ---> legame sempre più stabile tra sig.te e sig.to.
Proto-parole con valore comunicativo + continuità fonetica con le lallazioni;
prime parole contestuali e non referenziali + olofrase.
12-18 mesi:
50 parole fortemente contestualizzate che rappresentano il
bagaglio minimo
per la comparsa del l.gio vero e proprio di tipo
combinatorio.
Successivamente:
esplosione del l.gio,
con
composizione del vocabolario
che si fa meno contestualizzato e più applicabile.
Riduzione gesti referenziali --> aumento comunicazione l.ca.
Indicatori di problematiche:
<50 parole a 24 mesi
;
persistenza dell'uso di gesti oltre i 24 mesi.
Sviluppo l.co:
fenomeno in continuità con lo sviluppo prelinguistico;
fenomeno dotato di una natura interpersonale-sociale (contesto).
Contesto - dà informazioni su:
funzione
;
struttura
;
sig.to
del l.gio.
Stile comunicativo dell'adulto responsivo verso un bambino:
costruzioni verticali
;
contingenza semantica
;
ripetizioni, formulazioni, espansioni, ridondanza
.
In più, sull'aspetto quantitativo:
adulto si rivolge a bambino
più spesso
ad altri stili comunicativi;
parole usate sono molte di più (ricchezza lessicale).
Sviluppo lessicale e semantico:
Lessico passivo
(parole
comprese
) +
attivo
(parole
prodotte e utilizzate
) --->
rappresentazioni semantiche
<---->
rappresentazioni fonologiche
(il
sistema cognitivo
è formato da questi due tipi di rappresentazione);
acquisizione del vocabolario della propria lingua + capacità di attribuire sig.to alle parole ascoltate e prodotte.
Insieme delle
parole note
all'individuo:
sotto-sistema aperto
;
non prescrittivo
;
non rieducabile
con procedure intensive;
sviluppato tramite processi educativi.
5-6 anni: pieno sviluppo della comprensione verbale,
basata soprattutto su:
prosodia;
contesto.
Successivamente si baserà sul
sig.to semantico delle parole.
Lessico
V. fogli 15-16
Inizialmente le sue parole sono
comprensibili solo se contestualizzate e collegate allo schema d'azione
che le accompagna.
Successivamente si sviluppa la
capacità di raccontare eventi passati
e di
farsi capire senza il bisogno di condividere il contesto/usare segnali non verbali
.
Sovraestensione:
usare "papà" o "mamma" per tutte le persone (M/F) che incontra;
sottoestensione:
usare "bimba" solo per sé stessa e non per gli altri bambini;
sovrapposizioni di sig.to:
"aprire" al posto di "accendere" ("aprire la luce");
no uso di iponimi:
"gioco" indica tutto (come "Arya" per Andrea indica tutti gli animali).
Sintassi e mflogia
V. foglio 17
Radice e desinenza, suffiss(oid)i/prefiss(oid)i.
Mflogia legata appresa più presto della mflogia libera.
Sviluppo fonologico --> sviluppo morfosintattico, con acquisizione di capacità di discriminazione di anche minime differenze percettive nel suono (bimb-o/-a) che indicano variazioni morfologiche e semantiche.
2-3 anni: esplosione morfologica.
4-5 anni:
comprensione guidata da
indizi semantici
rintracciabili nella frase perché i bambini imparano a tenere conto dell'ordine dei costituenti.
6-7 anni:
completa acquisizione della mfsintassi italiana, con possibilità di
ricorrere alle proprie capacità di memoria di lavoro
per
comprendere frasi complesse e usare l'accordo S-V
per decifrare il sig.to di una
frase
.
Karmloff-Smith (1979):
tra i
4 e i 6 anni
il sistema l.co subisce una
profonda riorganizzazione (intra- ---> interfrasale)
, così OK COERENZA E COESIONE del l.gio infantile.
V. fogli 18 e 19
Sviluppo delle frasi
Brown (1973): LME (Lunghezza Media dell'Enunciato)
conquista morfosintattica importante (lingua inglese) +
LMEP (Numero di parole utilizzate)
(lingua italiana).
1-3 anni:
strutture semplici hanno pochi elementi, mentre strutture più complesse ne hanno di più.
V. foglio 20
Le cognizioni (da cognoscere = atto, modo, effetto del conoscere)
Cognizioni del bambino (similmente a quelle dell'adulto) hanno un legame stretto con le modalità con cui essi conoscono il mondo.
Aspetti coinvolti nel processo cognitivo:
comprensione;
ragionamento;
classificazione;
concettualizzazione;
pensiero;
problem solving;
memoria;
apprendimento.
Sviluppo cognitivo
è in stretto legame con sviluppo:
emotivo
;
affettivo
;
socio-relazionale
.
Non conta solo lo sviluppo motorio, percettivo o linguistico: ci vuole anche il possesso di
competenze e capacità
che gli consentono di
interagire col mondo
.
Percezione sensoriale + esperienza emotiva
derivante dalla
percezione dell'evento come piacevole/spiacevole
.
Rappresentazioni mentali
Adulto =
consce, esplicite e dichiarative
Bambino =
inconsce, implicite e procedurali
Implicito procedurale: stimoli familiari --> reazioni comportamentali e immagazzinamento nella mente di procedure (come si fanno le cose
, es. andare in bici che diventa, man mano che si ripete la procedura, un'attività
automatica
)
La conoscenza procedurale
non passa attraverso la consapevolezza
del bambino, perciò è
implicita
. È come il calabrone che vola pur essendo più pesante delle proprie ali.
Bambino non è consapevole della relazione tra
percezione
e
azione,
eppure sa rispondere a livello
comportamentale
a una vasta gamma di stimoli e a prestare attenzione alle cose in modi diversi.
Passaggio da rapp.zioni inconsce a consce è dato dalla
riflessività.