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Crisi del 1929 - Coggle Diagram
Crisi del 1929
Il Big Crash
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Il boom della Borsa
Il prezzo delle azioni delle società quotate in Borsa tendenzialmente cresce quanto più sono ottimistiche le previsioni dei profitti e quanto più basso è il tasso di interesse.
Nel corso degli anni Venti, il numero e il prezzo dei titoli trattati negli Stati Uniti crebbero a una velocità impressionante.
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Il miraggio di guadagni facili e rapidi fece diventare l’investi-
mento in Borsa un fenomeno di massa
I piccoli risparmiatori agivano ormai in base a princìpi puramente speculativi: acquistavano le azioni per rivenderle poco dopo incassando la differenza, e non erano interessati a investimenti su tempi lunghi.
Con il guadagno realizzato in breve tempo, contava di rendere il denaro riuscendo comunque a racimolare un discreto profitto
Segnali di crisi
Se si fosse osservata con attenzione la situazione reale dell’economia, difficilmente si sarebbe caduti nell’illusione di una crescita infini
un numero sempre più consistente di consumatori aveva accesso a beni che fino a poco tempo prima erano di lusso
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anni Venti il potere dei sindacati era crollato. Nella volontà di
difendere con intransigenza l’ordine, le agitazioni operaie furono represse duramente.
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L’aumentata produttività portò quindi in breve a una saturazione del mercato. Insomma, molti segnali avrebbero dovuto far temere una crisi di sovrapproduzione
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Il crollo dell’economia
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I risparmiatori che avevano acquistato a credito i pacchetti azionari, confidando nelle opportunità offerte dal gioco speculativo, non poterono più far fronte agli impegni.
agenti di Borsa, a loro volta, si erano indebitati con le banche, e dovettero denunciare la propria insolvibilità.
effetti del crollo di Wall Street, dunque, si trasmisero al sistema creditizio.
Molte banche
dovettero chiudere, scatenando il panico tra i risparmiatori.
correntisti, temendo l’azzera-
mento dei propri depositi, si affrettarono a ritirarli, riducendo così ancor più la liquidità
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Roosevelt e il New Deal
L’elezione di Roosevelt
Nel 1932, alla vigilia delle elezioni presidenziali, il presidente repubblicano Hoover era considerato troppo legato ai grandi esponenti dell’imprenditoria e della finanza che enivano additati come i principali responsabili del crollo di Wall Street.
candidato democratico, Franklin Delano Roosevelt, impostò la propria campagna su un’immagine seccamente alternativa a quella di Hoover.
Roosevelt promise una po-
litica meno supina agli interessi dei ceti più abbienti e più attenta alle esigenze e alle speranze della gente comune
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vittoria di Roosevelt, nel novembre del 1932, fu nettissima: a lui andarono infatti 22,8 milioni di voti contro i 15,7 di Hoover.
Il New Deal
nuovo presidente costituì innanzitutto un brain trust gruppo di ricercatori e specialisti con il compito di approntare un programma politico e sociale utile a far uscire il Paese dalla crisi.
Le banche, dissestate dalla crisi, non concedevano più prestiti alle imprese, che non potevano investire e licenziavano.
popolazione, senza lavoro o privata della possibilità di accedere al credito, riduceva i consumi
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primo luogo, dunque, era necessario rilanciare gli investimenti delle aziende e i consumi dei cittadini
Alcuni collaboratori del presidente ritenevano che si dovesse
adottare una politica di spesa pubblica a favore di imprese e consumatori,
costo di un aumento dell’inflazione e del deficit statale, altri ad un'attenta stabilità monetaria.
eguì una linea politica di grande pragmatismo: di volta in
volta vennero privilegiate le soluzioni che parevano più indicate
abbandonato il dogma liberista secondo cui il mercato
ha la capacità di riequilibrare spontaneamente, senza interventi esterni
i scelse invece una politica di intervento da
parte dello Stato, mirata a innalzare il reddito pro capite, a rafforzare la domanda e a ridurre le sperequazioni sociali.
Gli interventi indiretti
La riforma del sistema creditizio e lo sganciamento del dollaro dalla parità con l’oro: la moneta americana, non più legata a un rapporto fisso con le riserve auree, poteva essere svalutata
emanazione di una legge, l’Agricultural Adjustement Act (AAA), che concedeva premi in denaro a quei coltivatori che avessero limitato i propri raccolti
National Industrial Recovery Act (NIRA), decreto con cui Roosevelt imponeva alle aziende un codice di disciplina produttiva.
Il varo di una riforma fiscale che prevedeva criteri di tassazione progressivi, quindi aliquote più elevate per i redditi più alti.
La promulgazione del Wagner Act, che sanciva il diritto all’organizzazione sindacale, il diritto di sciopero e soprattutto il principio della contrattazione collettiva
Gli interventi diretti
Venne istituita la Tennessee Valley Authority (TVA), agenzia con il compito di sfruttare al meglio, tramite una serie di opere
fu creata la Works Progress Administration (WPA), agenzia che impiegò 8 milioni di persone, impegnate presso gli enormi cantieri che sorgevano ovunque,
Diversi furono i vantaggi di queste misure: trovarono lavoro 2,5 milioni di disoccupati e l’agricoltura e l’industria poterono disporre di energia elettrica a prezzi bassi.
il Social Security Act. Con esso
Roosevelt imponeva la creazione di un moderno sistema pensionistico e assistenziale,
elezioni del 1936
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Fin dalla campagna elettorale egli aveva puntato molto sull’instaurazione di un rapporto diretto, di fiducia, con i cittadini statunite
i. Durante il mandato Roosevelt accentuò
la propria immagine di leader forte e rassicurante, capace di stabilire con le masse un rapporto familiare
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Gli «anni ruggenti»
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L’isolazionismo
dopo la guerra gli Stati Uniti erano diventati la prima potenza mondiale e avevano raggiunto livelli di ricchezza molto più alti dell’Europa.
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n nuovo impegno americano avrebbe potuto portare altre
guerre e altri sacrifici, minacciando il benessere raggiunto dalla nazione.
repubblicano Warren Harding vinse le elezioni presidenziali del 1920 con un programma che raccoglieva e amplificava queste istanze.
Senato si era già rifiutato di
ratificare il Trattato di Versailles, e gli Stati Uniti non erano entrati nella Società delle nazioni unite
il Paese doveva badare esclusivamente alle questioni di politica interna, o al massimo curare i propri interessi nell’area del Pacifico.
xenofobia
a volontà di difendere il benessere raggiunto e l’ordine sociale fece crescere negli Statunitensi l’intolleranza nei confronti del «diverso», soprattutto verso gli stranieri.
gli immigrati numerosi erano i disperati pronti a compiere azioni criminose pur di arricchirsi in fretta.
aumentò così l’ostilità nei confronti degli immigrati e anche di
chi non era di religione protestante
el 1924 una legge stabilì che sarebbero stati ammessi nel Paese soltanto 3800 Italiani, contro i 42 000 dell’anno precedente.
l proibizionismo
cioè il divieto di
vendere e consumare alcolici. Grandi bevitori erano infatti gli Irlandesi e i tedeschi
Il provvedimento, votato già nel 1919, fu poi reso esecutivo nel 1921 dai repubblicani.
La legge si rivelò controproducente. L’alcolismo, infatti, non fu sconfitto, mentre prosperò la criminalità organizzata, i cui capi, i gangster, accumulavano grandi profitti
Nel 1933, visti i disastrosi risultati della campagna proibizionista, la legge fu abolita.