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Il Nazismo e la Crisi delle relazioni internazionali - Coggle Diagram
Il Nazismo e la Crisi delle relazioni internazionali
Repubblica di Weimar
fine della guerra
ultimo anno di guerra fu per la Germania particolarmente difficile.
popolazione ma anche l’esercito erano ormai certi della sconfitta.
malcontento era diffuso e le istituzioni non erano più in grado di contenere un’opposizione sempre più decisa.
I
Tedeschi chiedevano pace e democrazia, mentre la monarchia dimostrava tutta la sua debolezza
Intanto la propaganda socialista e il mito della rivoluzione bolscevica riscuotevano successo. Sin dall’estate del 1918, i soldati dell’esercito e gli operai costituirono dei consigli
9 novembre 1918 la monarchia fu travolta: a Berlino fu proclamata la repubblica, mentre il Kaiser Guglielmo II fuggiva in Olanda. Due giorni dopo, l’11 novembre firmato Armistrizio
formato un governo provvisorio composto da esponenti socialdemocratici e soste-nuto anche dallo stato maggiore dell’esercito che intendeva impedire un’ulteriore radicalizzazione
presidente di questo governo, il socialdemocratico Frie-
drich Ebert, si impegnò a portare il Paese alla normalità e alla legalità.
Indisse quindi
le elezioni per formare un’Assemblea Costituente.
L'insurrezione spartachista
dissenso sull’orientamento del governo e del Partito Socialdemocratico portò i rivoluzionari in piazza.
Berlino la protesta fu violentissima: nella settimana fra il 5 e il 13
gennaio 1919 gli spartachisti tentarono di boicottare le elezioni per la Costituente e di rovesciare il governo
tentativo rivoluzionario fu stroncato dalle forze armate e dai Freikorps guidati dal socialdemocratico Gustav
Noske. Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht furono catturati e uccisi
costituzione della Repubblica di Weimar
elezioni per l’Assemblea Costituente, le prime a suffragio universale, si tennero il 19 gennaio 1919.
I risultati premiarono l’SPD che fu il partito di maggioranza, ma non assoluta.
Si formò quindi un governo di coalizione con le forze moderate del Zentrum, il partito cattolico, e con i liberali democratici (DDP)
La coalizione rappresentava circa i tre quarti dell’elettorato e sosteneva la repubblica, il parlamentarismo, la democrazia.
L’Assemblea si mise al lavoro nella cittadina di Weimar, più tranquilla della capitale, e fu in grado nel mese di agosto di dare al Paese la Costituzione
La Germania divenne una repubblica federale (divisa in 17 Länder);
il potere legi-
slativo andò al Reichstag
eletto a suffragio universale e con sistema
proporzionale; i
Reichsrat (Consiglio federale) aveva potere di veto legislativo;
l potere esecutivo fu affidato al governo presieduto da un cancelliere (primo ministro)
presidente della Repubblica era eletto direttamente dal popolo ogni sette anni e deteneva ampi poteri. La Costituzione di Weimar, infatti, presentava forti tratti presidenziali i che snaturavano l’assetto istituzionale proprio della repubblica parlamentare,
presidente, oltre ad avere l’investitura popolare che gli garantiva una più marcata autorità, nominava il cancelliere, comandava le forze armate e poteva sottoporre a referendum le leggi
L’umiliazione di Versailles
A Versailles il 28 giugno 1919 fu firmato quello tra la Germania e le nazioni vincitrici.
Il trattato riconosceva la Germania unica responsabile della guerra e di tutte le consguenze da essa provocate.
volontà delle potenze vincitrici della prima guerra mondiale, della
Francia in particolar modo, era di annientare economicamente, militarmente e politicamente la Germania
risultato, invece, fu quello di ostacolare la politica moderata
del governo tedesco che cercava di creare un sistema democratico stabile e di lavorare
movimento socialista
fece emergere le profonde
divisioni interne alla sinistra tedesca.
La componente maggioritaria del movimento socialista era il Partito Socialdemocratico, l’SPD, che sosteneva posizioni riformiste e democratiche.
Questo partito era contrario a esiti rivoluzionari e intendeva costruire in Germania un sistema parlamentare.
socialdemocratici consideravano i consigli degli operai e dei soldati un’istituzione solo transitoria, da smantellare nel momento in cui gli organismi democratici del Paese fossero operativi
per l’SPD era anche necessario cercare dei compromes-
si politici con le vecchie classi dirigenti dell’esercito, della burocrazia, della magistratura con i capitalisti tedeschi per evitare, in una situazione così tesa, scontri radicali.
linea della socialdemocrazia tedesca era dunque moderata e inevitabilmente portò allo scontro e alla divisione con l’ala estrema del movimento socialista che sosteneva il potere dei consigli degli operai e dei soldati ed era contraria all’Assemblea Costituente.
partito Socialdemocratico Indipendente, l’USPD, i rivoluzionari della Lega di Spartaco
dalla crisi economica alla stabilità
La crisi economica e sociale
condizioni di pace imposte alla Germania e le difficoltà nel pagamento delle riparazioni di guerra generarono una profonda crisi economica.
rancia, inoltre, nel 1923, colse l’occasione del mancato pagamento di una rata delle riparazioni per occupare ricca zona industriale della Ruhr come garanzia di pagamento.
Tedeschi risposero con la resistenza passiva: lavoratori e imprenditori lasciarono le fabbriche e si rifiutarono di collaborare con gli invasori.
Iniziarono scioperi, sabotaggi e boicottaggi. Ci furono arresti e scontri. I Francesi si aspettavano dall’occupazione grandi vantaggi
Germania, invece, per finanziare la resistenza passiva, arrivò a un passo dal tracollo economico.
Per garantire un sostegno ai lavoratori e alle imprese, la banca tedesca stampò carta moneta in quantità crescente, inasprendo ulteriormente un’inflazione senza precedenti
svalutazione del marco raggiunse il fondo quando, nel novembre 1923, il rapporto di cambio fra dollaro e marco.economia fu travolta, la moneta divenne carta straccia, i salari dei lavoratori vennero ridotti a spiccioli.
Tentativi reazionari
li anni tra il 1919 e il 1923 furono segnati da gravi tensioni sociali e politiche.
Il tentativo rivoluzionario spartachista del 1919 aveva suscitato forte apprensione nel governo
la repressione, rigorosa e sistematica, riuscì a contenere le
spinte socialiste ma non garantì la pace sociale.
In questa situazione di crisi crebbero le adesioni alle associazioni della destra eversiva. Erano gruppi ancora ristretti che propagandavano un nazionalismo esasperato e davano voce al risentimento per la pace «ingiusta»; si aggiungeva una
componente razzista, soprattutto antisemita.
Nel 1920 Wolfgang Kapp, un personaggio dell’estrema destra nazionalista appoggiato da alcune forze militari, tentò un colpo di Stato ma fu fermato da uno sciopero generale
Il più attivo tra i gruppi estremisti era il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP), fondato a Monaco nel 1920 da Adolf Hitler.
Proprio a Monaco, nel novembre 1923, si verificò un nuovo tentativo di sovvertire le istituzioni democratiche con la forza, il cosiddetto Putsch di Monaco
Anche in questo caso Hitler e il generale Ludendorff, responsabili del complotto, furono arrestati e venne ristabilito l’ordine.
governo di Gustav Stresemann
crollo dell’economia e l’inflazione contribuivano dunque ad alimentare gli estremismi e ciò rendeva ancora più urgente l’esigenza di guidare la Germania fuori dalla crisi.
Nel 1923 si assunse questo compito Gustav Stresemann, il leader del Partito Tedesco Popolare, una formazione di ispirazione democratico-liberale
formò un governo di grande coalizione con il Zentrum e con i socialisti.. Gli obiettivi fondamentali erano appunto il risanamento dell’economia e la riapertura del dialogo con le potenze
Importante in questa prospettiva fu soprattutto la riforma monetaria che sostituì il vecchio e deprezzato marco
Il governo cercò anche di risolvere il conflitto con la Francia e pose fine alla resistenza passiva.
Infine represse senza esitazione l’opposizione estremistica di destra e di sinistra.
L’aiuto decisivo alla politica di Stresemann venne dagli Stati Uniti. L’economista americano Charles Gates Dawes elaborò un piano per il risanamento economico
la Germania non sarebbe stata in grado di pagare le riparazioni fino a quando la sua macchina produttiva industriale non fosse stata messa in condizioni di riprendersi;
si dovevano perciò fornire alla Germania capitali, sotto forma di investimenti e prestiti agevolati.
stabilizzazione nelle relazioni internazionali
Germania riconosceva la perdita dell’Alsazia e della Lore-
na, accettava la smilitarizzazione della Renania ma non assumeva impegni riguardo frontiere orientali
Nell’ottobre 1925, Germania e Francia giunsero così agli Accordi di Locarno, sottoscritti anche dall’Inghilterra, dall’Italia, dal Belgio e dalla Polonia. Si parlò di spirito di Locarno.
Germania nella Società delle Nazioni
fine della Repubblica di Weimar
La crisi della Repubblica e l’elezione di Hindenburg
nazionalismo continuava a diffondersi nell’opinione pubblica;
ripresa economica era in realtà determinata in gran parte dai finanziamenti esteri;
ceti medi erano costretti a sacrifici economici non indifferenti;
tra il 1925 e il 1928 la Germania attraversò un periodo di relativa stabilità e ripresa economica.
forze politiche democratiche non riuscivano a trovare una salda intesa.
1° segno di fragilità: lezioni presidenziali, che si tennero nel febbraio del 1925, quando morì il socialdemocratico Ebert
carica di presidente venne eletto il vecchio maresciallo Paul von Hindenburg, figura popolare per i successi ottenuti sul fronte orientale durante la prima guerra mondiale
Nel 1928 si tennero le elezioni politiche. La sinistra si rafforzò ma non conquistò una solida maggioranza.
Per questo fu nuovamente necessario formare un governo di grande coalizione.Ne assunse la guida il socialdemocratico Hermann Müller, appoggiato da cattolici, po-
polari e democratici. Ma il suo governo era indebolito dalle divisioni interne, n particolare sulle questioni relative al bilancio statale
e riparazioni di guerra erano ancora
un nodo irrisolto e la volontà dei socialdemocratici di non ridurre le spese sociali.
radicalizzazione delle opposizioni
Nel novembre 1929 gli effetti del crollo di Wall Street iniziarono a farsi sentire in Germania. I crediti statunitensi cessarono e l’economia tedesca precipitò rapidamente in una nuova crisi
dai 650 000 disoccupati del 1928 si passò al milione e mezzo del 1929, giungendo a oltre 3 milioni nel 1930 e a 4 milioni e mezzo nel 1931;
la produzione industriale diminuì tra il 1929 e il 1932 del 50%;
migliaia di piccole industrie fallirono e milioni di artigiani furono costretti a chiudere bottega;
l’inflazione riprese a crescere, rovinando i piccoli risparmiatori.
Nel 1930 il cancelliere socialdemocratico Müller fu costretto alle dimissioni. Era la rottura fra i socialdemocratici e i partiti di centro.
Il governo passò in mano al cattolico Heinrich Brüning, politicamente vicino al presidente Hindenburg.
disfatta del Reichstag
Sotto la cancelleria di Brüning, con i socialdemocratici all’opposizione e con le tensioni provocate dalle forze politiche dell’estrema destra e dell’estrema sinistra, la Repubblica stava per fallire
Brüning governò fino al 1932; puntò soprattutto a contenere le spese sociali e a risanare le finanze pubbliche.
Per realizzare questa politica esautorò sempre più il Reichstag,
ricorrendo sistematicamente a decreti-legge.
nel 1930 Brüning decise di sciogliere il Rei-chstag e di indire nuove elezioni politiche. Le elezioni si svolsero in un clima di violenze e scontri fra nazisti e comunisti e i risultati furono lo specchio della radicalizzazione politica di quegli anni
successo maggiore, tuttavia, fu quello del Partito Nazionalsocialista di Hitler, con sei milioni e mezzo di voti e 107 seggi nel Reichstag
comunisti del KPD ottennero oltre quattro milioni di voti;
partiti di centro e i socialdemocratici persero voti e seggi;
fine della Repubblica
Tra il 1930 e il 1932 Brüning restò al potere grazie all’appoggio dell’SPD, che decise di sostenere il governo per difendere le istituzioni democratiche dall’attacco dei nazisti
cancelliere restò fedele alla sua politica di austerità e continuò, grazie all’appoggio di Hindenburg, ad approfittare dell’articolo 48, indebolendo sempre più il Parlamento.
on il successo elettorale del 1930 Hitler era ormai diventato un importante interlocutore politico anche per la destra «rispettabile», non estremista.
el marzo 1932, quando si tennero le elezioni presidenziali, fu proprio Hitler il candidato della destra contrapposto a Hindenburg.
Il presidente uscente venne riconfermato grazie
all’unione dei voti cattolici e socialdemocratici, ma Hitler ottenne più di 13 milioni di voti
rielezione, Hindenburg licenziò Brüning, accusato di non essere sufficientemente intransigente con la sinistra rivoluzionaria, e affidò la guida del governo a uomini più conservatori, prima a Franz von Papen, poi al generale Kurt von
Schleicher.
entrambi i governi durarono pochi mesi e si risolsero in un fallimento.Nel corso del 1932, dunque, la repubblica visse la sua agonia, mentre la crisi economica, durava
i Tedeschi andarono alle urne due volte (luglio e novembre 1932), ma in entrambi i casi il governo non ne uscì rafforzato. S
rafforzarono, invece, i nazisti, che divennero il primo partito della Germania, ottenendo nelle elezioni di luglio il 37,4% dei voti.
Hitler ormai rivendicava la cancelleria del Reich. Anche la grande
industria, gli agrari e l’esercito fecero la loro scelta definitiva: tutto il loro appoggio,i concentrò sui nazisti, considerati l’uni-
ca forza capace di restaurare e imporre un potere forte.
Hindenburg finì per cedere e il 30 gennaio
1933 affidò a Hitler l’incarico di formare il nuovo governo.
Il nazismo
Origine e fondamenti ideologici del nazismo
artito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP) nacque a Monaco nel 1920, nel clima di delusione e rabbia per gli esiti della pace di Versailles.
Il nazismo, infatti, può essere ricondotto nel più generale panorama della destra tedesca, nazionalista militarista, che rifiutava gli esiti della prima guerra mondiale
sconfitta era da attribuirsi non alla forza militare dell’Intesa,
ma al tradimento di marxisti e pacifisti che avevano sabotato la guerra all’interno del Paese, pugnalando alle spalle l’esercito non ancora sconfitto sul campo di battaglia.
milioni di reduci che non riuscivano a reinserirsi nella so-
cietà, indusse molti Tedeschi ad accogliere le falsificazioni della propaganda nazionalista.
ell’ideologia nazista c’era anche un aspetto anticapitalista. Per questo venne usato il termine «socialista» per definire il partito: serviva a comunicare un carattere rivoluzionario,
proponeva, dunque, il corporativismo come strumento per evitare la conflittualità sociale.
La purezza della razza
Hitler e il Führerprinzip
Prima di dedicarsi all’attività politica, Adolf Hitler era un uomo dalle modeste qualità. pessimo studente, mediocre pittore, viveva di lavoretti senza prospettive.
Fu la guerra a farne un piccolo eroe e a convincerlo della sua missione di rendere grande la Germania.
el dopoguerra iniziò a frequentare un piccolo gruppo di estrema destra all’interno del quale iniziò la sua attività politica e che lui stesso rifondò nel 1920
Nel 1923, durante la sua carcerazione per il
Putsch di Monaco, scrisse il Mein Kampf (La mia battaglia), base teorica del nazismo.
lotta contro gli Ebrei, accusati di incarnare e controllare la finanza e lo sfruttamento economico della Germania.
lotta al marxismo materialista: la lotta di classe era giudicata un elemento disgregatore della società e quindi il comunismo era il nemico più temibile;
lotta contro il liberalismo e il disprezzo per la democrazia e il parlamentarismo, ritenuti segni di decadenza morale rispetto all’unità del corpo sociale;
Al vertice di ogni scala gerarchica, in ogni
settore della società, dell’economia o della politica, doveva esservi un capo:.
Egli avrebbe guidato la Germania verso il suo destino di potenza,
alla conquista dello «spazio vitale» necessario allo sviluppo e alla prosperità del Reich.
Terzo Reich
incendio del Reichstag
Hitler andò al governo il 30 gennaio 1933 e lanciò subito una dura offensiva contro gli oppositori: iniziò l’epurazione dall’amministrazione pubblica di ogni soggetto poco fidato;
. Il 27 febbraio 1933 un incendio distrusse il Reichstag.
Probabilmente furono gli stessi nazisti ad appiccare il fuoco al Parlamento, ma vennero additati responsabili i comunisti
’occasione che Hitler sfruttò per scatenare una
spietata lotta contro di loro e per introdurre nel Paese misure eccezionali
Le garanzie costituzionali furono sospese; Hindenburg sciolse il Parlamento e vennero fissate nuove elezioni per il 5 marzo. I risultati elettorali, nonostante non soddisfacessero .
costruzione dello Stato totalitario
Fu creata una polizia
segreta, la Gestapo, controllata da Himmler, il capo delle SS. La magistratura fu posta sotto controllo
Il 14 luglio 1933 una legge sancì l’instaurazione dello Stato totalitario a partito unico:
delegando al governo il potere legislativo.
l 23 marzo 1933, chiese una legge che gli
assegnasse pieni poteri: nella sostanza, il Parlamento fu chiamato a esautorare se stes-so dalla propria funzione.
le organizzazioni sociali, culturali, la scuola – venne nazificata
Hitler si decise infine per l’epurazione: nella notte del 30 giugno 1934 – la famosa notte dei lunghi coltelli – le SS e la Gestapo uccisero Röhm e moltissimi rappresentanti delle SA
ltimo passaggio nella costruzione del regime avvenne il 2 agosto 1934, quando Hin-denburg morì. Hitler assunse subito le funzioni di presidente che si aggiungevano a quelle di cancelliere
Dissenso, repressione, emigrazione
L’opposizione si rivelò debole e fu schiacciata con la forza e la violenza da un apparato repressivo molto efficiente.
utilizzando la Gestapo, il corpo speciale di polizia,
Hitler epurò nell’amministrazione pubblica e nella società gli elementi ritenuti «nemici dello stato
Gli oppositori venivano rinchiusi in campi di concentramento, i lager, controllati dalle SS, e qui gradualmente annientati.
rapporto con le Chiese
ra i cristiani vi furono degli oppositori ma soprattutto dopo il 1936. Nei primi anni, infatti, il regime nazionalsocialista non incontrò difficoltà nei rapporti con le due tedesche
Chiesa cattolica, con Pio XI, firmò il 20 luglio 1933 un Concordato con lo Stato tedesco che le garantiva la libertà nel culto e nell’organizzazione ecclesiastica.
cattolici in genere non manifestarono alcuna opposizione al regime, nonostante anche il partito cattolico del Zentrum fosse stato sciolto.
Solo nel 1937 , di fronte alle azioni del Führer che lede-
vano la Chiesa e i princìpi del cristianesimo, Pio XI condannò il governo tedesco per la violazione del Concordato, per il razzismo e per la divinizzazione dello Stato e del suo capo
persecuzione degli Ebrei
l 7 aprile 1933 il gover-no emanò un decreto che imponeva il licenziamento di tutti i dipendenti della pubblica amministrazione
Nel 1935 la persecuzione venne legalizzata. Il 15 settembre il governo nazista emanò le Leggi di Norimberga che, su basi biologico-razziali, escludevano gli Ebrei
Dal 1933 al 1935 i nazisti scatenarono una violenta propaganda per diffondere tra i Tedeschi l’ostilità verso la comunità ebraica
Il 7 novembre 1938 un Ebreo polacco uccise un diplomatico tedesco a Parigi. L’assassinio scatenò in tutta la Germania un vero e proprio pogrom, ossia una serie di violenze sulla popolazione ebraica
Tra il 9 e il 10 novembre 1938, la cosid-detta notte dei cristalli, vennero infrante le vetrine dei negozi degli Ebrei, distrutte le sinagoghe, incendiate le abitazioni, arrestati, feriti e uccisi Ebrei in tutta la Germania.
La decisione definitiva di procedere allo sterminio della popolazione ebraica venne presa da Hitler quando la seconda guerra mondiale era già cominciata, nel 1941
propaganda e il consenso
politica repressiva fu costantemente accompagnata da
una vasta opera di propaganda dell’ideologia nazionalsocialista.
apparato propagandistico venne affidato a Joseph Goebbels, il ministro per l’Educazione e la Propaganda.
a ricerca del consenso si fondava sulla diffusione del
mito della razza pura, dell’uomo bello e sano, legato alla terra in una società di contadini guerrieri.
La manipolazione delle coscienze fu costruita con i più moderni
strumenti a disposizione: la radio, il cinema, le adunate oceaniche.
Alla propaganda si aggiungevano una rigorosa censura sui giornali, il controllo della
formazione scolastica e l’inquadramento della gioventù in organizzazioni naziste.
economia e società
La politica economica nel settore agricolo
Nel settore agricolo
l’obiettivo era il raggiungimento dell’autosufficienza alimen-
tare: la Germania doveva produrre tutto il necessario senza ricorrere a importazioni
favorì i piccoli proprietari con una legge
che garantiva l’ereditarietà e l’inalienabilità dei poderi sino a 125 ettari
Queste terre non
potevano essere né vendute né ipotecate, ma restavano patrimonio della famiglia.
eneficiari della politica agricola
furono i latifondisti, che ottennero sovvenzioni statali.
politica economica nel settore industriale
infatti giunse la ripresa economica, dovuta fondamentalmente alla politica di riarmo
che consentirono di riassorbire la disoccupa-
zione, fino a raggiungere la piena occupazione nel 1938.
L’obiettivo era il raggiungimento dell’autosufficienza comprimendo le importazioni e favorendo la produzione interna.
Questa politica implicava un pesante intervento sul mondo industriale, ma garantiva
ai capitalisti ingenti profitti e li legava al regime in un rapporto di reciproco sostegno.
L’organizzazione del lavoro e il consenso
impedirono la libertà di scelta del posto di lavoro: il lavoratore così poteva essere assegnato dalle autorità a una fabbrica e a una determinata funzione senza che potesse rifiutare: tutta la vita economica venne militarizzata;
istituirono il servizio di lavoro obbligatorio per i giovani tra i 18 e i 25 anni, rendendo disponibile una gran quantità di manodopera a basso costo che poteva essere utilizzata dalle autorità per lavori di pubblico interesse.
Il movimento operaio tedesco, così attivo negli anni del primo dopoguerra, venne completamente soffocato.
. I salari restavano bassi, ma erano in parte compensati dal controllo dei prezzi. I diritti sindacali erano soppressi, ma l’introduzione di alcuni servizi sociali, come l’assistenza medica e pensionistica, dava ai lavoratori l’illusione che la loro condizione fosse migliorata.
Anche la macchina per il popolo, la Volkswagen (Volk = popolo; Wagen = auto), ossia l’automobile utilitaria alla portata di tutti, avrebbe dovuto migliorare la qualità della vita
famiglia e i giovani
l controllo dell’informazione
l controllo dei mezzi di comunicazione ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione del regime nazista. La stampa perse ogni parvenza di libertà.
Anche la radio e il cinema furono sottomessi al servizio della propaganda. Goebbels
considerava la radio il mezzo di propaganda più efficace nella società moderna:
istruzione nel Terzo Reich
Fu introdotto l’insegnamento delle «scienze razziali» che esaltavano i Tedeschi come la razza superiore e indicavano gli Ebrei come la causa di tutti i mali del mondo.
insegnanti dovevano prestare giuramento di ubbidienza ad Adolf Hitler: essi venivano inoltre inviati in scuole speciali, dove ricevevano una formazione specifica sui princìpi nazionalsocialismo
I docenti delle università erano
selezionati da esperti per accertarsi che fossero rispettosi degli orientamenti nazisti.
La nazificazione dell’istruzione ebbe conseguenze catastrofiche: il numero degli studenti
universitari si dimezzò e la qualità dell’insegnamento accademico scese notevolmente.
Nella scuola media ben 10 ore alla settimana erano dedicate alla storia: solo l’educazione fisica, a cui erano destinate addirittura 20 ore la settiman
ssa era finalizzata a fare dei maschi tedeschi dei soldati forti e robusti, e delle femmine delle madri sane e prolifiche.
storia doveva educare i ragazzi al patriottismo e al
razzismo: il popolo tedesco doveva essere «purificato» con la soppressione delle razze
I libri di storia erano scritti seguendo le direttive del regime: agli insegnanti venivano
suggeriti argomenti di spiegazione
La formazione delle élite
le scuole «Adolf Hitler», gli Istituti politici nazionali per l’educazione e i Castelli dell’Ordine.
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l contagio reazionario in Europa
al 1933, il successo di Hitler aprì la strada alla diffusione di movimenti di estrema
destra ispirati al nazismo. In Ungheria fin dal 1932 si era affermato il movimento filonazista delle Croci frecciate, un’organizzazione militare estremamente spietata.
Romania si impose un analogo movimento fascista e antisemita, fondato nel 1926 e chiamato Guardie di ferro
L’Austria precipitò nella dittatura dopo la crisi economica del 1929. Nel 1932, il cancelliere Engelbert Dollfuss, leader dei conservatori cattolici appoggiato dai nazionalisti.
L’espansione delle dittature fasciste riguardò tutta l’area slava e dei Balcani: regimi di
questo tipo si instaurarono in Bulgaria, in Albania, in Iugoslavia, in Romania, in Grecia.
Penisola iberica, una zona ancora arretrata nello sviluppo economico, la crisi degli
anni Trenta sfociò in una dittatura militare, con Antonio de Oliveira Salazar in Portogallo
Autoritarismo e nazionalismo in Asia
trattati di pace che chiusero la prima guerra mondiale concorsero a creare instabilità: la Conferenza di Parigi non aveva soddisfatto né il Giappone ne la Cina
E anche qui la crisi del 1929 esasperò la situazione, con gravi conseguenze sia all’interno dei Paesi sia nei rapporti tra gli Stati.
La partecipazione alla guerra a fianco dell’Intesa aveva accresciuto il prestigio internazionale del Giappone, che aveva guadagnato il controllo su alcuni territori strategici.
La guerra aveva favorito anche la crescita economica, stimolando la produzione dell’industria pesante e navale, ma tutto questo venne meno nel dopoguerra,
l governo ritenne che la soluzione fosse una politica espansionistica ai danni della Cina, trovando in questo progetto l’appoggio dei grandi gruppi industriali
Si rafforzarono quindi i gruppi politici di matrice nazionalista
e fascista e si affermò un governo autoritario, sotto la tutela dell’imperatore Hirohito.
l giovane imperatore, sul trono dal 1926, con l’appoggio dei vertici militari esautorò progressivamente il Parlamento.
In Cina, per far fronte all’espansione nipponica, si rafforzò il fronte nazionalista che
doveva però anche combattere l’opposizione interna del Partito comunista di Mao Ze-dong.
el 1936 comunque tutte le forze politiche cinesi si unirono per respingere l’occupazione giapponese
Il riarmo della Germania
itler intendeva guidare il suo popolo alla conquista dello spazio vitale, e all’imposi-zione di un nuovo ordine europeo che avrebbe visto la Grande Germania dominare il continente
Avviò quindi il riarmo e indirizzò l’intera economia tedesca alla produzione bellica.
Nel 1935,inoltre, reintrodusse la coscrizione obbligatoria e costruì una flotta navale.
L’aggressività del Führer
. La prima mossa, nel 1934, fu il tentativo di
annettere l’Austria, per inglobarla nel disegno della Grande Germania, ma si concluse con l’assassinio del presidente Dollfuss e con la forte reazione di Londra, di Parigi e
soprattutto dell’Italia che schierò addirittura le proprie truppe ai confini.
fu fatto nei rapporti con la Francia, che da Versailles aveva ottenuto l’amministrazione della regione carbonifera della Saar come garanzia delle riparazioni di
La continua violazione dei trattati internazionali da parte della Germania nazista venne discussa alla Conferenza di Stresa dai rappresentanti della Francia, della Gran Bre-
Nel 1936 infatti Hitler mosse l’esercito tedesco per occupare la Renania,
questa iniziativa rafforzò ulteriormente il consenso al governo di Hitler che continuò, pressoché indisturbato, nella sua politica aggressiva , debolezza delle società unite
el 1936 Hitler trovò un alleato nell’Italia fascista, che nel 1935 aveva occupato con successo l’Etiopia. Firmò quindi con Mussolini un accordo, l’Asse Roma-Berlino
L’anno dopo tale alleanza antisovietica si estese anche al Giappone per costituire l’Asse
Roma-Berlino-Tokyo
fronti popolari contro il nazismo
La Francia infatti, come la Gran Bretagna, continuò a tentare di contenere le pretese tedesche, puntando a mantenere la pace a ogni costo
In Spagna invece la destra militarista non accettò la svolta democratica e diede inizio a una lunga guerra civile.