L’uomo è strettamente legato alla natura, ma questo rapporto può essere fonte di sofferenza o di realizzazione. Per Schopenhauer, la natura è dominata da una forza cieca chiamata “volontà di vivere”, che spinge l’uomo a desiderare sempre di più. Questi desideri infiniti portano dolore e fanno dell’uomo uno schiavo della natura. Per Marx, invece, l’uomo si realizza proprio nel suo rapporto con la natura, attraverso il lavoro. Lavorando, egli trasforma la natura e si esprime. Tuttavia, nel sistema capitalista, il lavoro diventa alienato: non è più libero, e anche la natura viene vista solo come qualcosa da sfruttare.