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Plenitudo potestatis e absolutio legis, ...Plenitudo potestatis e…
Plenitudo potestatis e absolutio legis
Ciò che rientra nella
volontà del principe
ha forza di legge, il princeps è sciolto da qualsiasi vincolo legislativo
Il potere di promulgare leggi inizialmente era in capo al popolo ma in seguito viene traslato in capo all’Imperatore, il quale chiede un’autorizzazione formale al populus.
La
lex regia
non è abrogabile se non dall’Imperatore stesso, il popolo non prende più decisioni
La
plenitudo potestatis
spettava al pontefice
come potere di sciogliere in materia spirituale, ovvero sciogliere da un vincolo politico comunità di soggetti
Dispensatio
: altra categoria di potere
in capo al pontefice
, diritto di creare situazioni giuridiche opposte a quelle che l’ordinamento prestabilisce. Singoli soggetti possono essere dispensati da obblighi previsti dall’ordinamento.
Tutto questo era giustificato
dall’equità
, categoria che serve per moderare la durezza del diritto. Essa impone che chi detiene la sovranità possa derogare a questa durezza, appunto attraverso la
dispensatio
creando su soggetti specifici delle situazioni giuridiche di eccezione.
Attribuire al sovrano la possibilità di dispensare in via d’eccezione, implica un potere originario del sovrano, ovvero il
potere di fare ed interpretare le norme
. Attraverso la
dispensatio
il sovrano diventa regolatore di diritto:
ha sovranità piena chi può agire in eccezione,
chi può dispensare.
...Plenitudo potestatis e absolutio legis
Ulpiano
: “
princeps legibus solutus
est”, il principe è sciolto dalle leggi. Questo vuol dire che il sovrano è libero di produrre diritto, se è sciolto dalle norme dei suoi predecessori e proprie vuol dire che può produrre anche leggi, è legislatore. Tuttavia, non è può stare sopra la legge (non può essere sciolto dal diritto naurale)
La costituzione di
Valentiniano e Teodosio
Digna vox
: l’autorità del monarca proviene dal diritto ed è quindi giusti che esso si sottometta al diritto.
Il suddito deve conformarsi alla legge ex
necessitate
(per necessità), i principi devono farlo
ex voluntate
(per volontà)
Si afferma il principio secondo cui: "il principe non è sotto la legge del foro, ma sotto la legge del cielo" (divina e morale)
L'Imperatore ha
auctoritas
, ma nel suo governo effettivo agisce in forza di una
potestas
.
La
potestas plena
era un elemento astratto, derivava da istanze assolutistiche. La
potestas ordinaria od ordinata
, costituiva il potere concreto, l'esercizio effettivo del governo, derivava da esigenge legalitarie.
Plenitudo potestatis e absolutio legis: Inghilterra
Era più lontana dall’Impero e non vi era il problema di affermare l’autorità del re e data la lontananza aveva più autonomia.
Giovanni da Salisbury
(1110?-1180) è autore di un importante testo “
Policraticus
”: il tema principale non era quello di affermare il potere del sovrano ma capire quali sono i limiti posti al potere del sovrano. Il sovrano inglese deve rispettare delle regole, è vincolato da alcune norme
Magna Charta Libertatum
imposta a Giovanni senza terra nel 1215 e poi ratificata da Enrico 3 nel 1225:i grandi feudatari e baroni inglesi ricevono conferma dei loro privilegi feudali.
L'azione del sovrano è vincolata dalle regole poste dalla consuetudini in particolare nella giustizia penale in modo che il sovrano non agisca in modo arbitrario; diritto di essere giudicati dai “propri pari”
Henry de Bracton
scrisse
De legibus et consuetudubes Angliae:
in questa opera la figura del re d’Inghilterra è equiparata alla figura dell’imperatore, è un re monarca che però viene subordinato alla legge e al diritto: è la legge a determinare il re
Rule of Law
, traducibile come “stato di diritto” o “principio di legalità: questo porta ad un diritto prevalentemente giurisprudenziale legato al regime di common law: il potere politico deve essere subordinato a regole giuridiche