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PIRANDELO - Coggle Diagram
PIRANDELO
VITA
I genitori appartenevano a famiglie agiate che erano state antiborboniche e avevano partecipato alle lotte risorgi-
mentali.
Il padre, Stefano, aveva preso parte all'impresa dei Mille e aveva seguito Garibaldi in Aspromonte; la madre, Caterina Ricci-Gramitto, a tredici anni aveva dovuto seguire i genitori esiliati dai Borboni a Malta.
Luigi Pirandello nacque nel 1867 in una località di campagna nei pressi di Girgenti (odierna Agrigento), denominata
"Caos".
Soprattutto da lei Luigi avrebbe assimilato quel sentimento di delusione per la nuova realtà unitaria a tratti presente nella sua opera ; più in generale ereditò da lei un certo pessimismo, alimentato dal senso della sproporzione che intercorre tra ideali e realtà.
Luigi fu indirizzato dal padre agli studi tecnici, con il progetto di affiancarlo nella gestione delle miniere di zolfo di famiglia.
Tuttavia il ragazzo, presa coscienza della propria vocazione let-teraria, passò al ginnasio e completò gli studi al liceo di Palermo, dove la famiglia si era trasferita in seguito a un rovescio finanziario.
Dopo il diploma, nel 1886, accettò di lavorare nell'impresa paterna, che ora si era spostata a Porto Empedocle; contemporaneamente si iscrisse alla facoltà di Legge e di Lettere dell'Università di Palermo.
Intanto, dal 1883, aveva incominciato a scrivere alcune delle poesie che entreranno a far parte della sua prima raccolta, Mal giocondo, pubblicata a Palermo nel 1889.
Gli studi universitari
Per contrasti con il pre-side, però, due anni dopo decise di trasferirsi a Bonn, in Germa-nia, dove approfondi la conoscenza dei romantici tedeschi (Jean Paul, Tieck, Chamisso, Heine e Goethe) e dove si laureò, nel 1891, in filologia romanza.
Quello stesso anno pubblicò un secondo libro di poesie (Pasqua di Gea), dedicato alla ventenne Jenny Schulz-Länder, presso la cui famiglia aveva trovato alloggio e con la quale aveva imbastito una relazione amorosa.
Fallita l'esperienza lavorativa, Luigi decise nel 1887 di proseguire gli studi a Roma, alla facoltà di Lettere.
L'impegno letterario e accademico
Il ritorno a Roma
Su consiglio di Capuana cominciò a impegnarsi nella narrazione in prosa e nel 1893 scrisse il suo primo romanzo Marta Ajala, pubblicato solo nel 1901 con il titolo L'esclusa.
Intanto iniziò a collaborare, attraverso recensioni e poesie, con giornali e riviste ("La Tavola rotonda",
"La Nazione letteraria", "La Critica", "La Tribuna illustrata", e dal 1896, "Il Marzocco" e "Nuova Antologia").
Ritornato in Italia, nel 1892 si stabili a Roma, dove, tramite lo scrittore Luigi Capuana, anch'egli siciliano, entrò presto in contatto con l'ambiente culturale della città.
Al centro dei suoi in-teressi, il problema della lingua e la crisi dei valori positivistici, come attesta il saggio Arte e coscienza d'oggi (1893)
Il matrimonio, i figli e l'impegno letterario
Dalla loro unione nasceranno tre figli: Stefano (1895), Lietta (1897) e Fausto (1899).
Nel 1894, su pressione del padre, sposò la figlia di un socio in affari, Maria Antonietta Portulano, e la dote della moglie fu investita nelle miniere di zolfo.
Quello stesso anno pubblicò la prima raccolta di novelle, Amori senza amore, e il poemetto Pier Gudrò. l
Al 1895 risale la stesura del secondo romanzo, Il turno (uscito nel 1902), e la pubblicazione delle Elegie renane, composte negli anni di Bonn, sulla scia della traduzione - allora avviata - delle Elegie romane di Goethe, pubblicate a Livorno da Giusti nel 1896.
Nel 1897 accettò l'incarico di docente di stilistica presso l'Istituto superiore di Magistero di Roma. Successivamente contribui alla fondazione della rivista letteraria "Ariel".
Ne facevano parte, tra gli altri, Giuseppe Mantica, il letterato messinese Ugo Fleres (1857-1939), Luigi Capuana, Nino Martoglio. Per due anni dalle sue pagine fu condotta una battaglia contro il misticismo e l'estetismo dannunziano, allora dominante.
Nel 1901, oltre al volume di liriche Zampogna, apparve a puntate il romanzo L'esclusa, pubblicato poi in volume nel 1908.
La malattia della moglie e i primi successi letterari
Per far fronte al rovescio, Pirandello dovette, oltre che assistere la moglie, impartire lezioni private e intensificare le collaborazioni ai giornali e alle riviste.
Nel 1904 sulla "Nuova Antologia" apparve a puntate Il fu Mattia Pascal. Il successo del romanzo, che fu presto tradotto in tedesco (1905) e in francese (1910), gli aprì le porte dell'importante casa editrice Treves di Milano.
Nel 1903 la famiglia Pirandello subì un grave dissesto economi-co: una frana in una delle zolfare provocò la perdita dei capitali investiti, compresi quelli portati in dote da Antonietta, la quale, alla notizia, ebbe un grave crollo nervoso, che compromise per sempre il suo equilibrio psichico.
Tra il 1908 e il 1909 uscirono due importanti saggi: Arte e scienza e L'Umorismo, e a puntate, sulla "Rassegna contempo-ranea" il romanzo I vecchi e i giovani (in volume nel 1913).
H inizio anche la collaborazione al "Corriere della Sera", sul quale continueranno ad apparire sue novelle fino al 9 dicembre 1936, il giorno precedente la sua morte.
Seguirono quindi il romanzo Suo marito (1911), l'ultima raccolta poetica, Fuori di chiave, e Si gira... (1915), prima a puntate su "Nuova Antologia", poi in volume da Treves nel 1916, infine nel 1925 edito con il titolo Quaderni di Serafino Gubbio operatore.