Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
Psicologia e analisi 4 - Coggle Diagram
Psicologia e analisi 4
61.CPIC – Children’s Perception of Interparental Conflict Scale
- Valuta la percezione e interpretazione dei conflitti tra i genitori.
- Fattori principali
- Proprietà del conflitto: frequenza, intensità, modalità di risoluzione.
- Minaccia percepita: quanto il conflitto è vissuto come pericoloso o destabilizzante.
- Autobiasimo: tendenza ad attribuirsi la responsabilità del conflitto.
- Triangolazione: coinvolgimento diretto del bambino (alleanze, mediazione, confidenze).
62. Conseguenze del conflitto genitoriale sui figli
- Sicurezza emotiva ridotta → percezione di instabilità familiare.
- Sintomi internalizzanti: ansia, tristezza, ritiro sociale, somatizzazioni
- Sintomi esternalizzanti: aggressività, comportamenti oppositivi, impulsività.
- Difficoltà scolastiche: calo attenzione e rendimento.
- Relazioni con i pari compromesse: isolamento, rischio bullismo.
- Regolazione emotiva ostacolata: strategie disfunzionali (evitamento, negazione, esplosioni emotive).
63.SIS – Security in the Interparental Subsystem Scale
- Misura la sicurezza emotiva del bambino rispetto ai conflitti genitoriali.
- Fattori principali
- Regolazione dell’esposizione: strategie protettive (evitamento, mediazione).
- Rappresentazioni interne: percezione della stabilità e del supporto familiare.
- Distress emotivo: ansia, paura di separazione, preoccupazione per l’unità familiare.
64. Evidenze empiriche – Modello della Sicurezza Emotiva
- La sicurezza emotiva media la relazione conflitto genitoriale → sintomi emotivi (ansia, aggressività).
- Tre sistemi:
- Reattività emotiva
- Regolazione dell’esposizione
- Rappresentazioni interne
- Conflitto costruttivo = non compromette sicurezza.
- Conflitto distruttivo = aumenta disagio e instabilità.
- Studi psicofisiologici: alta sicurezza → migliore regolazione dello stress.
65. Evidenze empiriche – Modello Cognitivo-Contestuale?
- Le cognizioni del bambino mediano l’effetto del conflitto su ansia e sintomi internalizzanti.
- CPIC conferma importanza di: frequenza/intensità del conflitto, minaccia percepita, autobiasimo, triangolazione.
- Con l’età: ↑ auto-biasimo e percezione di minaccia, soprattutto in famiglie evitanti/aggressive.
- Validità cross-culturale: risultati replicati in diversi contesti.
66. Perché la triangolazione lede lo sviluppo
- Coinvolge il bambino in ruoli impropri → conflitto di lealtà.
- Parentificazione: assume responsabilità adulte.
- Effetti: ansia, stress, compromissione autoregolazione, ostacolo all’individuazione, difficoltà relazionali future
67. Forme di triangolazione
- Messaggero: veicola comunicazioni tra genitori.
- Alleato: si schiera con un genitore.
- Mediatore: tenta di risolvere i conflitti.
- Confidente: sostiene emotivamente un genitore.
- Capro espiatorio: riceve colpe e frustrazioni.
➡ Tutte le forme generano stress emotivo e rischi per lo sviluppo psicologico e relazionale.
68. Teoria dello Spillover
- Concetto chiave: l’energia emotiva negativa del conflitto di coppia “trasborda” nel rapporto genitori-figli.
- Meccanismo: anche senza testimoni diretti, i genitori diventano più irritabili, meno pazienti e meno sensibili.
- Effetto: ridotta qualità della genitorialità → minore disponibilità affettiva, regole incoerenti, impatto sul benessere e sull’adattamento dei figli.
69. Effetto Spillover – Esempio concreto
- Scenario: Dopo una lite sul bilancio familiare, il padre, ancora arrabbiato, risponde in modo brusco alla figlia di 5 anni che chiede aiuto per un puzzle.
- Meccanismo: Le emozioni negative del conflitto coniugale “trasbordano” nel rapporto padre-figlia, pur senza che la bambina abbia assistito alla discussione.
- Effetto sul bambino: Ansia, confusione, senso di rifiuto; compromissione della qualità dell’interazione e del benessere emotivo.
- Concetto chiave: Il malessere del genitore riduce sensibilità, pazienza e disponibilità → l’influenza del conflitto si estende indirettamente al legame genitore-figlio.
70. IRMAG – Dimensioni della narrazione materna
- Desiderio di maternità: motivazioni personali e di coppia.
- Reazioni emotive alla gravidanza: a livello individuale, di coppia e familiare
- Trasformazioni e cambiamenti: emotivi, pratici, relazionali.
- Bambino interno: fantasie, emozioni e immagine mentale del feto.
- Aspettative future: ruolo materno, caratteristiche del bambino.
- Prospettiva biografica: storia come figlia e influenza sulla rappresentazione materna.
71. IRMAG – Descrizione
- Strumento: intervista semistrutturata di 41 domande, ideale nel 6°-7° mese.
- Obiettivo: esplorare le rappresentazioni mentali della futura madre sul feto e sul passaggio alla maternità.
- Analisi: qualitativa (coerenza, ricchezza emotiva, immagini/fantasie) e quantitativa (punteggi sulle 6 dimensioni).
- Utilità: orienta interventi di supporto psicologico e prevenzione.
72. Dimensione “Differenziazione” (IRMAG)
- Significato: capacità della madre di distinguere la propria identità da quella del bambino.
- Alto punteggio: confini chiari, rispetto dell’autonomia del figlio, relazione equilibrata.
- Basso punteggio: fusione eccessiva, confusione dei ruoli, rischio di attaccamento insicuro e stress post-parto.
73.Dimensione “Ricchezza delle percezioni
- Alto punteggio: rappresentazione complessa, vivida e affettivamente ricca del bambino e della maternità.
- Caratteristiche: emozioni, fantasie, aspettative e simbolismi ben integrati.
- Valore: indica maturità nella mentalizzazione e favorisce un attaccamento sicuro.
- Basso punteggio: narrazione povera o stereotipata, scarso coinvolgimento emotivo.
74.Relazioni in gravidanza
- Con la madre: riattivazione del legame di attaccamento, possibile idealizzazione o rivalità, ridefinizione dei confini tra ruolo di figlia e di futura madre.
- Con il partner: riorganizzazione dei ruoli, aumento di supporto e complicità, ma anche ansie e tensioni per i cambiamenti imminenti.
76. Rappresentazioni genitoriali – Condon vs. Cranley
- Cranley (1981): 5 componenti →
- Differenziazione di sé dal feto
- Assunzione del ruolo materno
- Manifestazioni comportamentali (parlare al pancione…)
- Differenziazione rappresentazionale (fantasie sul feto)
- Embodiment fetale (sensazioni corporee)
- Condon (1993): 2 dimensioni →
- Qualità del legame (intensità emotiva, tenerezza, fiducia)
- Intensità della preoccupazione (tempo/energia mentale)
- Quando preferire
- Condon: studi clinici, valutazioni rapide, predizione benessere postnatale.
- Cranley: ricerche osservazionali, analisi dettagliate di comportamenti e fantasie.
77. Stili materni in gravidanza – Raphael-Leff (1983)
- Madre facilitante: proattiva, organizza ambiente, entusiasmo e calore, coinvolge partner/familiari.
- Madre reciproca: dialogo col bambino, attenzione ai movimenti fetali, ricerca sostegno emotivo, empatia e condivisione.
- Madre regolatrice: controllo e pianificazione, monitoraggio sintomi/peso, ansia, minor spazio emotivo
78.IRMAG – Bassi punteggi “Apertura al cambiamento”
- Rigidità cognitiva → schemi e aspettative fisse (bimbo “perfetto”).
- Resistenza emotiva → difficoltà a integrare gioia/paura/ansia.
- Ostacola rappresentazione materna realistica e adattamento alla maternità.
- Rischio di legame precoce fragile.
80.IRMAG – Rappresentazioni materne ristrette/disinvestite
- Ristrette: narrazione povera e stereotipata, scarsa elaborazione emotiva e riflessiva.
- Disinvestite: marcato distacco affettivo, minimizzazione fantasie ed emozioni, gravidanza vissuta in modo impersonale.
- Entrambe → difficoltà di attaccamento prenatale e costruzione identità materna.
81. IRMAG – Rappresentazioni materne non integrate/ambivalenti
- Caratteristiche:
- Incoerenza narrativa ed emotiva (sbilanci tra positivo/negativo).
- Alternanza idealizzazione–svalutazione del feto.
- Alta ansia e preoccupazione senza elaborazione
- Significato: incapacità di costruire rappresentazione coerente e stabile → rischio vulnerabilità psicologica perinatale.
82. IRMAG – Punteggi alti “Intensità dell’investimento”
- Ampio spazio mentale al feto, pensieri frequenti.
- Fantasie vivide su aspetto, personalità, vita futura.
- Pianificazione pratica e affettiva (stanza, informazioni, strategie di cura).
- Forte motivazione al ruolo materno → buon adattamento psicologico in gravidanza.
Attaccamento prenatale – Cranley (1981)
- Legame comportamentale e affettivo madre-feto.
- Azioni concrete: parlare/accarezzare la pancia, fantasticare sul bambino, cambiare abitudini in funzione del nascituro.
- Rappresenta il processo di investimento affettivo e di preparazione alla maternità.
84. IRMAG – Rappresentazione materna ristretta/disinvestita
- Razionalizzazione: descrizione tecnica/medica, poca emotività.
- Rigidità cognitiva: scarse fantasie e immaginazione.
- Impersonalità: feto descritto in modo astratto o distante.
- Basso coinvolgimento emotivo: poco affetto o desiderio di connessione.
- Indica difficoltà nell’investimento affettivo e nella preparazione al ruolo materno.
Maternità in adolescenza – Condizione di rischio
- Biologico: maggior rischio di parto pretermine e basso peso.
- Psicologico: immaturità emotiva e cognitiva → difficoltà genitoriali.
- Socio-economico: svantaggio (bassa istruzione, risorse limitate).
- Relazionale: sostegno familiare/partner spesso assente o instabile.
- Espone madre e bambino a esiti avversi a breve e lungo termine.
87. Variabili psicologiche nella gravidanza adolescenziale
- Autostima e immagine corporea in formazione → insicurezze.
- Supporto sociale percepito: rischio di ansia e depressione.
- Capacità di coping immature → gestione dello stress difficile.
- Motivazioni: ricerca di affetto, bisogno di sentirsi adulte, colmare vuoti relazionali.
- Stile di attaccamento insicuro → possibile difficoltà nel legame con il neonato.
88.Co-genitorialità
- Collaborazione e coordinamento nelle decisioni di cura ed educazione.
- Ruoli chiari per evitare sovrapposizioni o ambiguità.
- Comunicazione aperta e gestione condivisa dei conflitti.
- Supporto emotivo reciproco per la stabilità del bambino.
- Protegge il figlio da effetti negativi di conflitti e instabilità, creando un contesto familiare coerente.