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Cap. 16 Inflazione, disinflazione e deflazione - Coggle Diagram
Cap. 16
Inflazione, disinflazione e deflazione
Moneta e inflazione
(aumento dei prezzi)
come detto precedentemente
un'
aumento dell'offerta di moneta
-->
aumento del PIL reale
riduzione t. int.
--> stimola spesa per investimento e consumi
nel
lungo periodo
--> all'
aumentare dei salari nominali e altri pz. vischiosi
--> PIL reale torna al livello originario
un
aumento generale dell'offerta di moneta
-->
NON ha effetti sul PIL reale
ma a parità di condizioni -->
aumento liv. gen pz
secondo il
modello classico del livello dei pz.
qt. reale di moneta --> sempre liv. eq. lungo periodo
qt. reale di moneta = M/P
M --> off. nominale di moneta
P --> liv. pz.
assume che l'economia si muova immediatamente
--> in caso di elevata inflazione
--> NON in caso di inflazione moderata
la th. calssica NON sussite
anche le rivendicazioni salariali NON saranno immediate come nie casi di iperinflazione
si
muovono di pari passo
inflazione ed offerta di moneta
specialmente nei periodi di alta inflazione
l'
imposta da inflazione
il
signoraggio
--> termine arcaico che risale al medioevo
diritto di coniare le monete usando metalli preziosi
facendo pagare un prezzo per il servizio
indicizzazione
stiplare contratti
indicizzati
rispetto all'inflazione
per proteggersi dall'inflazione stessa
in un'economia altamente indicizzata
un aumento dei pz. --> cambiamento indice pz. al consumo
--> aumento salari --> conseguente aumento altri pz.
nel lungo periodo avviene più rapidamente
il momento in cui l'aumento dell'offerta di moneta --> aumenta il liv. gen. pz..
quali sono i costi dell'inflazione?
l'
imposta da inflazione
--> riduzione del valore reale dei saldi monetari detenuti a causa dell'inflazione
pari a prodotto tra
tasso d'inflazione
offerta di moneta
la
logica dell'iperinflazione
in una situaz. di inflazione elevata
--> individui tendono a sostituire la moneta
con beni reali fruttiferi
NON riducono solo saldi monetari nominali --> anche saldi
reali
--> utilizzano moneta per acquistare beni durevoli (es. oro)
maggioer è il valore dei saldi monetari detenuti
maggiore è il valore delle risorse cui il governo può appropriarsi tramite l'inflazione
--> i paesi precipitano in iperinflazione nel caso
Governo per risanare il disavanzo --> raccoglia ingenti qt. di risore tramite l'
imposta da inflazione
il
signoraggio
raccolto in un certo periodo di tempo
=
dM
variazione dell'offerta di moneta in quel periodo
signoraggio reale
dM / P
entrate create dall'incremento dell'offerta di moneta in rapporto al liv. dei pz.
-->
(dM / M) * (M / P)
tasso di crescita dell'offerta di moneta * offerta reale di moneta
l'
inflazione moderata e la disinflazione
NON sono forzati ad emettere nuova moneta per saldare i propri debiti
stati forti (es. USA, UK)
possono ricorrere all'
emissione di titoli di Stato
nel
breve periodo
--> politiche
espansionistiche
tendono ad un'
aumento
dell'inflazione
--> politiche
restrittive
riducono inflazione
--> tendono a
deprimere l'economia
il
gap di produzione ed il tasso di disoccupazione
ricordiamo che
qunado
output gap è positivo
t. disoccupazione < t. naturale disoccupazione
quanto
output gap è negativo
t. disoccupazione > t. naturale disoccupazione
alle
fluttuazione di prod. aggregata intorno al trend di lungo periodo
della prod. potenziale
corrispondono
fluttuazioni del tasso di disoccupazione intono al tasso naturale
la
legge di OKun
individua la relazione tra
le
variazioni dell'output gap
le
variazioni del tasso di disoccupazione
no relazione perfettamente proporzionale
le stime dipendono
dal tipo di economia
dal periodo in cui si effettua l'analizi
moderne stime dicono --> aumento output gap 1% --> riduzione t. disocc. 0.5%
la
curva di Phillips di breve periodo
esprime la
relazione inversa di breve periodo
tra
tasso di disoccupazione
tasso d'inflazione
la
curva di offerta aggregata e la curva di Phillips di breve periodo
la c. phillips è
strettamente legata
alla c. agg. brev. per.
es. se c. dom. aggr. rimane in DA1 --> gap. di prod. nullo -> inflazione nulla
se c. si sposta in DA2
--> gap. di prod del 4%
--> t. inflaz. 2%
Ipotizzando che il t. nat. di disoccupazione sia 6%
--> se la dom. aggr. NON aumenta
--> disocc. 6%
--> inflaz. nulla
--> se la dom. aggr. aumenta
--> disocc. 4%
--> inflaz. 2%
gli
shock dell'offerta
provocano uno spostamento della c. Phillips di breve periodo
--> negativo
--> spinge la c. vs Alto
--> inflaz aumenta per ogni livello di disocc.
--> positivo
--> spinge la c. vs Basso
--> inflaz. inferiore per ogni dato liv. di pz.
aspettative inflazionistiche e la c. di Phillips di breve periodo
i
cambiamenti dlle aspettative sul t. inflaz. --> condizionano il take - off
tra disoccupazione e inflazione vi sarà uno
spostamento della c. di Phillips di breve periodo
mutando l aspettatitve sull'inflazione futura --> la c. phillips si sposterà vs. l'alto
per mantenere il t. inflaz. in eq. --> bisognerà avere un tasso di inflaz. del 2%
se i policy makers volessero ridurre la disoccupazione del 2%
--> comporta aumento inflaz. del 2%
per mantenere il liv. di disoccupaz. dato
--> inflaz. pari al 4%
inflazione e disoccupazione nel lungo periodo
dato che la
c. Phillips di breve period. si sposta solo in caso di
variazione delle aspettative
i tentativi di
ridurre il t. inflaz. al di sotto del t. naturale
--> potrebbe rilevarsi efficace solo con un
aumento dei pz
la
c. Phillips di lungo periodo
illustra la relazione esistente nel lungo periodo
tra
disoccupazione
e inflazione
dopo che le apsettative di inflazione --> si sono adeguate all'esperienza
è
vertiacle
NON esiste alcun trade-off tra
inflazione
e
disoccupazione
il
NAIRU (non accelerating infaltion rate of inemployement)
è il tasso di disoccupaz. in corrispondenza del quale
NON vi è variazione del t. inflazione
t. disocc. DEVE essere abastanza elevato
per
evitare un'accellerazione del t. inflaz.
da far corrispondere
il
tasso effettivo di disoccupaz.
con
il tasso atteso
nel grafico
NAIRU = 6%
se il t. disocc. rimane a quel livello --> inflaz. effettiva = inflaz. attesa
e rimane costante nel tempo
un t. inflaz < 6% --> comporta tasso in continua accellerazione
il
costo della disinfalzione
--> la
disinfalzione
processo di
riduzione dell'inflaz
incorporata nelle aspettative
una volta tornata a far parte delle aspettative dei sogg. --> tornare al liv. inferiore può essere molto difficile
--> potrebbe richiedere un periodo di
recessione
tuttavia dipende dalla credibilità delle autorità monetarie
in casi di elevata infalzione -- > le autorità NON possono evitare questa situaz.
la
grande disinflazione del 1980
la FED nel '79 impose una poiltica monetaria molto restrittiva molto forte
spinse l'economia nella peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione
costando il 18% dell'output annuale
la
deflazione da debiti
contrazione della dom. aggr. causata dall'
aumento dell'onere reale dei debiti
a causa della deflazione
--> penalizza fortemente i debitori avvantaggiando i creditori
gli
effetti delle aspettative della deflazione
i
limiti agli effetti della deflazione attesa sui tassi d'interesse
trappola dlla liquidità
a causa della presenza dello
zero bound
sul tasso nominale d'interesse
--> che NON può diventare negativo
il t. int. nominale NON può scendere sotto il limite dello 0
può verificarsi a fronte di una
riduzione della domada di fondi mutuabili
le
preoccupazioni di deflazione nel 2010
la FED inizia attività di quantitative easing
sin dal 2008 si teme la trappola inflazionistica