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Cap. 15 La politica monetaria - Coggle Diagram
Cap. 15
La politica monetaria
la
domanda di moneta
detenere moneta ha un costo
il
costo opportunità
ad essa legato
in quanto la somma NON può essere usata per produrre altre attività remunerative
ci sono anche dei benefici
la
moneta circolante
resta il
metodo di scambio immediato
un altro costo -->
t. interesse
in paticolare quello a
breve termine
relativo ad asset finanziari che maturano in 6 mesi o meno
alternativamente si parla di
t. interesse a lungo termine
maggiore è il t. int.
-->
maggiore sarà il costo opportunità
relativo alla detenzione della moneta
minore è il t. int
-->
minore sarà il costo opportunità di detenere saldi monetari
(bisogna considerare che ci sono più tassi d'interesse sul mercato)
per motivi di semplificazione ne consideriamo solo 1
nel graficp
si delinea una
c. domanda di moneta
ponendo sugli assi la relazione tra
qt. moneta
t. intereses
con
pendenza negativa
a parità di altre condizioni
--> all'
aumentare del t. interesse
aumenta il c. opportunità
di detenere saldi monetari
quindi riducono i saldi convertendoli in moneta solo quando è strettamente necessario
--> incentivando il pubblico a
ridurre la qt. domandata di moneta
--> se il
tasso d'interesse è molto basso
il
rendimento cui si rinuncia detenendo moneta è basso
--> gli individui tendono a
detenere saldi monetari elevati
per evitare il costo ed il fastidio di convertire le altre attività in moneta
1 more item...
gli
spostamenti della curva di domanda di moneta
è influenzata da diversi fattori
oltre che dal tasso d'interesse
principali fattori
variazione del livello generale dei prezzi
a parità di altre condizioni
se i
prezzi aumentano
-->
aumenta la qt. necessaria di denaro
in maniera proporzionale
se i
prezzi diminuiscono
-->
si riduce la domanda di moneta
spostamento vs SX della c. dom
le
variazioni del PIL reale
quanto
maggiore è la qt. di beni e servizi che si desiderano acquistare
-->
maggiore è la qt. di moneta
che si desidera detenere
a ogni dato tasso d'interesse
un
aumento del PIL reale
--> sposta vs DX la c. dom. reale di moneta
e viceveersa
i cambiamenti dei mercati del credito e della tecnologia bancaria
l'
evoluzione della tecnologia bancaria
ha reso le carte di credito più accessibili ed accettate ovunque
permette d pagare senza convertire in contante le attività fruttifere
la
domanda di moneta è inversamente proporzionale allo sviluppo tecnologico
i cambiamenti delle istituzioni
possono
accrescere o ridurre la qt. di domanda di moneta
es. negli anni '80 in USA non era consentito concedere interessi sui depositi a vista
rendendo il costo opportunità del deposito a vista molto elevato
in seguito politica cambiata
aumenta la domanda di moneta -> la c. dom. moneta si sposta vs DX
il
tasso d'interesse di equilibrio
modello della determinazione del t. interesse in base alla preferenza per la liquidità
tasso determinato dall'interazione nel
mercato della moneta
tra
domanda
e offerta
nel grafico
combinazione
della
curva di domanda di moneta
con la
curva di offerta di moneta
mostra come
varia la qt. nominale di moneta offerta dalla banca centrale
al
variare del tasso d'interesse
in questo caso
la c. off. di moneta --> è una
retta verticale
intercetta orizzontale --> M offerta di moneta stabilita dalla banca centrale
il mercato della moneta è in eq. nel pt. E
si intersecano domanda ed offerta
la qt. è uguale --> tasso d'interesse di equilibrio **r (e)
per capire perchè
r(e)
è il t. int. di eq.
consideriamo cosa succede se il mercato della moneta si trova in un pt. come L
dove il
t. int. r(l) è inferiore ad r(e)
il
pubblico desidera detenere qt. di moneta ML
maggiore della qt. moneta eq. M
pubblico desidera trasferire parte della propria ricchezza da attività fruttifere NON monetarie
alla moneta
2 implicazioni
la qt. domandata di moneta > qt. offerta di moneta
la qt. dom. di attività finanziarie fruttifere non monetarie < qt. offerta
chi cerca di vendere attività fruttifere -> costretto ad offrire t. inte. più elevato
quindi il t. interesse continua ad aumentare fino a quando pubbl. disposto a detenre qt. mon. efffettivamente disponibile
1 more item...
consideriamo cosa succede se il mercato si trova in un pt. come H
dove il
t. int r(h) è superiore ad r(e)
la qt. mon. dom < qt. offerta M
--> la qt. dom. di attività fruttifere NON monetarie > qt. offerta
chi cerca di vendere --> può permettere di offrire t. int. più basso
flessione t. int. r(h) fino a quando pubblico nn disposto a detener qt. moneta effettivamente disponibile
il t. int. perviene a quello di equilibrio r(e)
2 modelli di tassi d'interesse?
nel cap. 10 --> modello del mercato dei fondi mutuabili
t. interesse determinato da uguaglianza tra
offerta di fondi da parte dei risparmiatori
domanda di fondi da parte dei mutuatari
in questo capitolo modello apparentemente differente
t. int. determinato da uguaglianza nel mercato della moneta tra
domanda di moneta
offerta di moneta
collegamento tra i 2 modelli
nel modello di
domanda ed offerta di moneta
ipotizziamo che la Banca centrale adotti una
politica monetaria espansiva
riducendo il t. int. --> comportando un
aumento del PIL**
parallelamente nel
mercato dei fondi mutuabili
una
politica monetaria espansiva --> fa aumentare il risparmio
quindi l'offerta di risparmio
ovviamente ciò avviene solo nel
breve periodo
mentre nel
lungo periodo
il t. interesse ritorna in equilibrio
(perviene sempre l'equilibrio)
al suo valore iniziale
la
politica monetaria ed il tasso d'interesse
un'
aumento dell'offerta di moneta
-->
diminuzione del t. interesse
riduzione dell'offerta di moneta
-->
aumento del t. interesse
la
banca centrale può determinare il tasso d'interesse
aggiustando l'offerta di moneta
la
FED fissa un tasso obiettivo
sui fondi federali
livello desiderato del tasso praticato nel mercato dei fondi federali
nei grafici
r(t)
in entrambi è il
tasso obiettivo dei fondi federali
nella figura
a) ridurre il t. interesse verso il livello del tasso obiettivo
la c. offerta di moneta inizialmente è OM1
con un'offerta pari a M1
il
t. interesse di eq. r1 è > al tasso obiettivo r(t)
per ridurlo a r(t) tasso obiettivo --> FED effettua
operazione di mercato aperto
acquistando titoli di debito pubblico
(cap.14 --> provoca aumento dell'offerta di moneta)
moltiplicatore di moneta
il
t. int. eq. scende a r(t)
b) innalzare il t. interesse verso il livello del tasso obiettivo
la c. offerta di moneta inizialmente è OM1
con offerta pari a M1
il
t. interesse di eq. r1 è < al tasso obiettivo r(t)
la FED
vende titoli di debito pubblico
attraverso un'operazione di
mercato aperto
provocando una
contrazione dell'offerta fino a M2
attraverso il
moltiplicatore della moneta
la c. off si sposta vs SX
spingendo il t. int. eq. obiettivo prefissato r(t)
i
tassi d'interesse a lungo termine
abbiamo visto che hanno un andamento diverso da quelli di breve periodo
se gli investitori prevedono
un aumento dei tassi a breve periodo
--> potrebbero acquistare titoli a breve scadenza
anche se le obbligazioni a lungo termine offrono nell'immediato
un t. int. più elevato
un calo dei tassi a breve termine
--> potrebbero acquistare titoli a lunga scadenza
anche se le obbligazioni a breve offrono un interesse più alto
rispecchiano generalmente le aspettative medie del mercato sull'andamento futuro dei tassi d'interesse a breve termine
politica monetaria espansiva e restrittiva
politica monetaria espansiva
provoca un
aumento della domanda aggregata
aumento dell'offerta di moneta
-->
diminuzione del t. interesse
maggiore spesa per investimento
-->
acccresce reddito
--> anche
la spesa per i consumi aumenta per l'effetto moltiplicatore
domanda aggregata aumenta --> la c. si sposta vs DX
politica monetaria restrittiva
riduce la qt. di domanda aggregata
diminuisce l'offerta di moneta
-->
aumento del t. interesse
riduzione
della
spesa per investimento
del
reddiito
spesa per i consumi per l'effetto del moltiplicatore
riducendo domanda aggrefata --> la c. si sposa vs SX
la
politica monetaria nella pratica
in che modo le banche centrali decidono se ricorrere ad una politica espansiva o restrittiva?
in modo da
contrastare le recessioni
e
perseguire la stabilità dei prezzi
-->> inflazione bassa
è la combinazione di questi 2 obiettivi
nel grafico la figura
a) il tasso sui fondi federali tende ad aumentare quando il
gap di produzione è positivo
il PIL reale effettivo > produzione potenziale
e a
diminuire quando il
gap di produzione è negativo
b) il
tasso sui fondi federali tende ad essere elevato quando
l'inflazione è sostenuta
e ad essere
basso in caso di inflazione moderata
la
regola di Taylor per la determinazione della politica monetaria
1993
suggerisce che la politica monetaria debba tener conto
sia dell'
andamento del ciclo economico
sia dell'
inflazione
anche la FED perseguiva apparentemente questa politia monetaria
il
tasso d'interesse viene determinato
tenendo conto
del
tasso d'inflazione
del
gap di produzione
in alcuni casi della
disoccupazione
il t. sui fondi federali effettivo ha replicato molto fedelmente l'andamento previsto fino al 2008
successivamente la regola di Taylor proponeva
tassi d'int. negativi --> NON è possibile
"zero lower bound"
formula
t. int. di eq.
strategia utilizzata dalle banche centrali per mantenere l'inflazione entro un intervallo di target specifico
l'
inflation targeting
la Banca centrale dichiara pubblicamente il
tasso d'inflazione che desidera mantenere
e
modifica la politica monetaria
per tentare di raggiungere l'obiettivo
una delle
principali differenze dalla regola di Taylor
inflation targeting
--> approccio sostanzialmente prospettico
si basa sulla
previsione dell'inflazione futura
Tayolor
--> approccio retrospettivo
adegua la politica monetaria ai valori rilevati dell'inflazione passata
vantaggi e svantaggi
i sostenitori affermano 2 vantaggi
trasparenza
-->
riduce l'incertezza economica
il pubblico conosce l'obiettivo fissato per la politica di inflation target
attribuzione di responsabilita
l'
efficacia
può essere valutata
confrontando
il
tasso d'inflazione effettivo
con il
target
in tal modo si
responsabilizzano
i dirigenti della BAnca centrale
rispetto agli obiettivi dichiarati
i critici invece affermano che sia un
metodo eccessivamente restrittivo
ci sono altre circostanze che dovrebbero essere prioritarie all'inflation target
infatti tra 2007 e 200* la FED ha tagliato i t. int. molto più di quanto consigliato da Taylor
per evitare che l'instabilità dei mercati sfociasse in un grave recessione
il
problema del limite inferiore nullo dei t. interesse
una regola di Taylor basata sui t. d'inflazione e disoccupazione
ha permesso di prevedere piuttosto accuratamente la politica della FED tra il '98 e il 2008
dopo la situaz. si complica --> a fronte di un tasso di disoccupazione molto elevato
e un'inflazione molto contenuta
la stessa regola di Taylor --> propone
riduzione t. int. a livello negativo
--> NON è possibile perchè gli individui hanno sempre la possibilità di detenere moneta
--> corrisponde a t. interesse nullo (nessuno acquisterebbe se il t. int. = 0)
problema del limite inferiore nullo dei t. interesse
zero lower bound
moneta, produzione e prezzi nel lungo periodo
cap. 12 --> l'economia tende ad
autocooreggersi
uno shock della domanda ha un effetto temporaneo sulla prod. aggregata
se è frutto di una variazione dell'offerta
--> nel lungo periodo influiscono sul livello generale dei prezzi
NON hanno alcun effetto nella prod. aggregata reale o sul t. interesse
gli
effetti di breve e lungo periodo di un aumento dell'offerta di moneta
nel grafico
mostra gli effetti di breve e lungo periodo di un aumento dell'offerta di moneta
partendo da una situaz. di eq.
in cui l'economia si trova a livello di produzione potenziale Y1
l'
effetto di lungo periodo
di un aumento dell'offerta di moneta
ma la prod. aggregata torna al suo potenziale Y1
nel
lungo periodo
un'
espansione monetaria
provoca un
aumento del livello generale dei pz.
ma
NON ha alcun effetto sul PIL reale
--> spinge in alto il livello generale dei prezzi da P1 a -> P3
una
contrazione monetaria
si riflette unicamente sul liv. gen. pz.
mentre il PIL torna al livello di prod. potenziale
quando l'economia si trova già ad un liv. di prod. potenziale --> un aumento dell'offerta di moneta genera
-->effetto positivo di breve periodo
NESSUN effetto di lungo periodo sul PIL reale
nel
breve periodo
una
diminuzione dell'offerta di moneta
provoca
una contrazione della produzione aggregata
e l'
economia si muove vs il basso lungo la c. off. aggr. di breve periodo
L'economia si trova inizialmente in E1
(pt. eq. sia di breve che lungo periodo)
un'aumento dell'offerta --> sposta curva dom. aggr. vs DX
portando l'economia in un nuovo pt. di breve periodo E2
con un nuovo liv. di prod. eq. Y2 > Y1
--> aumentano anche salari nominali
nel lungo periodo l'aumento salari --> sposta c, off. aggr. vs SX posizione OABP2
nuovo pt. eq. E3 sulla curva OALP
prod aggr. Y1 --> prod. potenziale
unico effetto in lungo periodo
--> aumento offerta moneta
--> aumento liv. gen. prezzi
la
neutralità della moneta
--> le
variazioni dell'offerta di moneta NON hanno alcun efeftto reale sull'economia
nel lungo periodo unico effetto
aumento offerta moneta
--> incremento esattamente proporzionale del livello generale dei prezzi
secondo gli economisti
neutrale nel lungo periodo
nel lungo periodo le variazioni dell'offerta di moneta NON hanno alcun effetto
sul PIL reale
tassi d'interesse
qualsiasi altra variabile != dal liv. gen. pz.
nel breve periodo rilevanti effetti reali
può
fare la differenza tra
recessione
congiuntura espansiva
importnte dal pt. di vista del benessere sociale
le
variazioni dell'offerta di moneta e il tasso d'interesse nel lungo periodo
nel breve periodo un'aumento edll'offerta di moneta da M1 a M2
spinge vs il basso il t. interesse da R1 a R2
l'economia si porta nel pt. E2 --> eq. di breve periodo
nel lungo periodo il liv. gen. pz. aumenta in proporzione all'incremento dell'offerta di moneta
provoca -->
aumento proporzionale domanda di moneta
per ogni livello di t. int.
quindi la qt. di moneta per ogni dato t. interesse --> aumenta a stessa misura della qt. offerta di moneta
l'economia si porta nel pt. eq. E3 --> il t. int. ritorna R1
evidenza empirica internazionale della neutralità della moneta
viene confermata la
neutralità della moneta
nel lungo periodo si ha solo una variazione del liv. gen pz.
correlazione tra mercato della moneta e mercato dei fondi mutuabili
modelli facilmente riconciliabili sia nel breve che nel lungo periodo
partendo dal mercato della domanda e offerta di moneta
ipotizziamo una
politica espansiva
sposta la c. vs DX -->
riduzione t. interesse
comporta attraverso il
moltiplicatore
-->
aumento PIL
dovuto all'aumento della spesa per investimento
-->
aumento risparmio
--> riduzione t. int. nel mercato fondi mutu.
nel lungo periodo
semplicemente aumento generale liv. pz.
anche nel mercato dei fondi mut. --> t. interesse resta invariato
poichè offerta fond. mut. ritorna al valore originario
il mercato si adeguerà al tasso d'interesse stabilito dalle Banche centrali