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Giovanni Verga: Opere Affrontate - Coggle Diagram
Giovanni Verga: Opere Affrontate
“Mastro-don Gesualdo” – Le sconfitte di Gesualdo
Contesto:
Mastro-don Gesualdo (1889) è il secondo romanzo del ciclo dei Vinti. Protagonista è Gesualdo Motta, muratore arricchito che cerca di elevarsi socialmente entrando a far parte della nobiltà.
Ascesa economica:
Gesualdo è l’anti-eroe verghiano: lavoratore instancabile, accumula ricchezze e proprietà.
Riesce a sposare Bianca Trao, nobile decaduta, credendo di raggiungere il prestigio sociale.
Tuttavia, il titolo di "don" gli è attribuito in modo ironico e beffardo: non sarà mai veramente accettato.
Isolamento affettivo:
Bianca lo sposa per convenienza e continua ad amare un altro uomo.
La figlia Isabella lo rifiuta, imbarazzata dalle sue umili origini.
Gli amici lo tradiscono, i nobili lo disprezzano: Gesualdo resta solo, prigioniero della sua "roba".
Morte solitaria:
Gesualdo muore in ospedale, da solo, abbandonato, senza affetti e senza amore.
La sua parabola rappresenta l’inutilità dell’arricchimento senza il riconoscimento sociale.
Anche lui è un “vinto”, nonostante il successo materiale.
Messaggio:
La società è divisa in classi impermeabili, e chi tenta di passare da una all’altra è respinto.
Il sogno borghese di riscatto è illusione tragica, e porta solo alienazione
“I Malavoglia” – Il naufragio della Provvidenza
Contesto:
I Malavoglia (1881) è il primo romanzo del ciclo dei Vinti. Ambientato ad Aci Trezza, un piccolo paese siciliano di pescatori, racconta la storia della famiglia Toscano (detti Malavoglia), simbolo della comunità tradizionale fondata su valori arcaici: la famiglia patriarcale, il lavoro, l'onore e la religione.
Simbolismo della barca "Provvidenza":
La barca dei Malavoglia si chiama ironicamente Provvidenza, ma si rivela portatrice di sventura.
Essa rappresenta la speranza di riscatto economico, ma anche l’illusione del progresso.
Il suo naufragio segna l’inizio della rovina della famiglia: la perdita del carico di lupini e la morte di Bastianazzo causano indebitamento, emarginazione e disgregazione.
Conseguenze del naufragio:
Il naufragio è evento chiave che innesca il crollo dell’ordine familiare e sociale.
La rovina economica porta a una serie di lutti, emigrazioni, carcerazioni, infamie.
Il giovane ’Ntoni, figura centrale, tenta di uscire dal mondo contadino, ma fallisce.
Significato profondo:
Il naufragio è metafora della sconfitta di chi cerca di uscire dalla propria condizione sociale.
Verga propone una visione deterministica: chi si ribella all’ordine tradizionale viene punito.
Il romanzo è una tragedia del progresso, dove ogni tentativo di riscatto è vano.
Riflessioni sul tema della Teoria dell’Ostrica e della Roba
Teoria dell’Ostrica:
Esposta nella novella Fantasticheria (1879), è un’allegoria della condizione umana e sociale.
Le persone sono come ostriche attaccate allo scoglio (famiglia, paese, tradizione).
Le persone sono come ostriche attaccate allo scoglio (famiglia, paese, tradizione).
Chi cerca di staccarsi (come ’Ntoni), di andare altrove, muore o fallisce.
Esprime la concezione verghiana del determinismo: l’individuo non può sfuggire al destino imposto dall’ambiente e dalla nascita.
È la base ideologica del Verismo: immobilismo sociale, destino tragico, rassegnazione.
La “Roba”:
Termine siciliano che indica beni, proprietà, ricchezze, ma anche possesso e ossessione.
In Mastro-don Gesualdo, la roba è tutto ciò che il protagonista accumula per dare senso alla sua vita.
Ma la roba diventa anche barriera e maledizione: allontana Gesualdo dagli altri, lo rende oggetto di invidia, causa della sua solitudine.
Simboleggia la disumanizzazione del successo economico: la roba non dà amore, non consola, non salva dalla morte.
Riflessione finale:
Verga, con la teoria dell’ostrica e il tema della roba, demolisce le illusioni del progresso e del sogno borghese.
Le sue opere sono una cronaca spietata del fallimento umano, in una società che condanna chi cerca di cambiare.
La poetica verista diventa così una filosofia della rassegnazione e della tragica realtà.