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GABRIELE D'ANNUNZIO OPERE 2 - Coggle Diagram
GABRIELE D'ANNUNZIO
OPERE
2
Elettra (1903)
Guarda con nostalgia al glorioso passato italiano, perché proprio partendo da questo si può pensare al presente e al futuro.
Il poeta infatti celebra gli eroi del passato sia della patria che dell'arte, come Dante e Garibaldi, i quali vengono contrapposti ad altrettanti esempi negativi del presente.
Secondo libro delle Laudi nel quale D'Annunzio accantona il tema mitico per dare spazio all'oratoria e alla propaganda politica.
Egli auspica che in futuro ciò possa tornare e pensa di avere lui stesso un ruolo importante affinché questo avvenga.
Alcyone (1903)
L'inizio della stesura delle liriche risale al giugno 1899, quando
D'Annunzio ed Eleonora Duse, dalla loro villa La Capponcina, a Settignano, decidono di spostarsi in Versilia.
Anche nel caso di questo libro l'intento del poeta è quello di celebrare la natura e in particolare si interessa di due stagioni: l'estate e l'autunno.
Terzo libro delle Laudi considerato un libro organico in quanto è composto da 88 poesie strutturate come un diario.
Questo perché l'estate simboleggia meglio di tutti il superuomo, in quanto rappresenta la piena esplosione, il vitalismo, la gioia dell'essere.
Inoltre rappresenta il momento di piena fusione con la natura, introducendo così il concetto di panismo (fusione tra l'elemento naturale e umano).
L'autunno invece rappresenta la malinconia, il poeta infatti si rende conto che la pienezza e la vitalità del passato non possono essere riproposte nel presente
Struttura
All'interno della stesura D'Annunzio compie un "viaggio", diviso in sezione, che va dall'inizio di Giugno alla fine di Settembre. Le varie sezioni corrispondono a:
Seconda sezione: la sua esplosione (primi di luglio)
Prima sezione: l'attesa dell'estate (mese di giugno)
Terza sezione: pieno rigoglio (fine luglio-primi di agosto)
Quarta sezione: culmine dell'estate e i presagi autunnali (metà di agosto-inizio settembre)
Quinta sezione: lento declinare della bella stagione
Il poema si apre con un proemio intitolato La tregua, nel quale D'Annunzio si distacca dalla tensione eroico-civile, e si chiude con un epilogo, Il commiato, dedicato a Pascoli;
tra le varie sezioni sono presenti dei componimenti detti ditirambi (poesia lirica corale greca legata al culto di Dionisio, usati per celebrare gli effetti del vino e un sentimento di gioia e di ebbrezza)
Temi
Il Mito
cercando una pausa nella quale rimane comunque presente la figura del superuomo che, in questo momento, si distacca dalla politica per entrare in contatto con la natura.
All'interno delle sezioni D'Annunzio decide di adattare i paesaggi e i personaggi alla Grecia classica, trasfigurando così il presente nel passato, come aveva fatto in Maia,
Poeta orfico
L'aggettivo orfico infatti si riferisce a tutto ciò che è relativo a Orfeo, considerato il primo poeta dell'umanità.
Dal culto di Orfeo nacque poi la dottrina dell'orfismo la quale propugnava la credenza nell'immortalità dell'anima e la necessità di condurre una vita pura.
Il poeta diventa sacerdote della parola, interprete della profonda essenza della natura.
In ambito letterario con il termine orfico ci si riferisce a tutto ciò che rimanda a qualcosa di esoterico.
Illusione estiva.
L'estate rappresenta un'utopia, la sensazione di benessere e di vitalità che suscitata da ogni aspetto della natura viene facilmente infranta dall'arrivo della stagione autunnale.
Infatti il declino estivo presente nella fine del quarto libro viene descritto dal Ditirambo IV, che narra la vicenda di Icaro, il quale era convinto di poter volare fino al Sole, ma la sua impresa fallì presto.