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*GABRIELE D'ANNUNZIO OPERE - Coggle Diagram
*GABRIELE D'ANNUNZIO
OPERE
OPERE
Terra Vergine, il libro delle vergini, San Pantaleone 3 volumi di novelle
che confluiscono nella raccolta "Novelle della Pescara", in cui racconta storie paesane , personaggi , costumi e tradizioni popolari dell'Abruzzo, con un'impronta descrittiva quasi verista, ma sciolta da ogni tipo di impersonalità.
Il piacere
il protagonista, Andrea Sperelli, è un grande cultore del piacere, ha una relazione con Elena Muti, donna estremamente passionale, che lo lascia per sposare un uomo più ricco, ma lui non la dimenticherà mai;
più tardi intreccia una relazione con Maria Ferres, sposata, più assimilabile all'idea di donna angelo, discreta e riservata, ma che durante una notte d'amore chiamerà per errore Elena e che quindi lo lascerà.
Pubblicato nel 1889, mostra la piena adesione all'estetismo;
L'ambientazione è quella della Roma barocca, sfarzosa, vacua e pretenziosa, non è una semplice cornice ma è lo spunto per le pulsioni estetizzanti di Andrea Sperelli.
Nel personaggio si cela quasi totalmente d'Annunzio, anche in riferimento al rapporto col padre, che lo condizionerà tantissimo con l'educazione e la forza del carattere (contrapposta alla fragilità di Andrea);
lo farà viaggiare molto, gli dirà di fare della propria vita un'opera d'arte, fino a parlare di divismo, ossia di diventare un vero e proprio fenomeno per le masse;
pero sarà fortemente ossessionato da questo culto per la bellezza da diventare un'incapace nella concretizzazione delle sue aspirazioni, fallendo il proprio progetto di vita, fino a essere un inetto che non sa portare avanti nulla.
Poema paradisiaco
si ha un ritorno a un d'Annunzio più autentico, innocente, sobrio, genuino, che recupera gli affetti familiari, tratta motivi intimistici,
è attaccato alle proprie alle radici, non si sa se in modo sincero o fittizio.
Fa parte delle opere del cosiddetto periodo della bontà:
E una raccolta poetica divisa in tre sezioni: Hortus conclusus, Hortus larvarum, Hortulus animae;
il tema del giardino allude proprio a questo ritorno alla natura e alla purezza degli affetti semplici.
I toni sono estenuati, rimane ancora una vena estetizzante, che però è accompagnata da un'atmosfera di raccoglimento e nostalgia data da alcune scelte stilistiche (sintassi cantilenante, lessico languido e musicale), che saranno poi ripresi dai poeti crepuscolari.
Le Laudi (del cielo, del mare, della terra e degli eroi)
Il termine Laudi si rifà alle Laudes Creaturarum (cantico delle creature) di San Francesco d'Assisi.
D'Annunzio invece prevede un ciclo di 7 libri poetici, dei quali solo cinque vengono portati a termine, intitolati agli astri della costellazione delle Pleiadi.
In questi nuovi componimenti viene meno la visione religiosa, rimpiazzata dalla celebrazione della natura.
Le prime due sezioni (Maia ed Elettra)
possono essere definite come sezioni mitiche con legami con il presente, le ultime due sezioni (Merope
e Asterope) possono essere definite come sezioni politiche ed infine Alcyone.
Maia (1903)
Infatti l'intero libro è occupato da un poema autobiografico in cui D'Annunzio riprende il mito di Ulisse, simbolo del superuomo che riesce a superare i limiti umani, utilizzando cosi le sezioni mitiche per trattare temi attinenti al presente.
Si nota inoltre uno spiccato slancio vitalistico all'interno del racconto, il poeta infatti esalta l'esempio di una vita vissuta eroicamente.
1) Primo libro delle Laudi che vien scritto a seguito di un viaggio compiuto da D'Annunzio lungo le coste della Grecia, il poeta prenderà questa esperienza e la porterà in un passato mitico.
Si nota anche una critica nei confronti del progresso
dell'età moderna, D'Annunzio infatti vede con disprezzo per esempio la nuova edilizia, che secondo il poeta aveva deturpato Roma e quindi auspica un ritorno al passato.
Tuttavia non si approccerà mai in maniera negativa nei confronti del progresso, in quanto gli è utile per portare avanti le sue idee.
Oltre alla Grecia classica, nel libro vengono descritte diverse tappe, tra cui la Toscana, Roma, fino ad arrivare al deserto, luogo isolato dov'era possibile vivere lontano dal dolore e dalle preoccupazioni terrene cosi da poter ritrovare se stesso e ritrovare la pienezza interiore.