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V. Attività sul web: Digital PR: - Coggle Diagram
V. Attività sul web: Digital PR:
Cosa sono le Digital PR
Le Digital PR sono l’insieme delle attività di pubbliche relazioni che si svolgono online, in particolare su web e social media, con l'obiettivo di costruire e rafforzare la reputazione del brand, come avviene nelle PR tradizionali.
Le caratteristiche principali dei media digitali sono:
Interattività: l’utente partecipa attivamente;
Personalizzazione: i messaggi sono adattabili;
Misurabilità: è possibile monitorare reazioni e risultati.
Le Digital PR si distinguono dal digital marketing, ma dovrebbero collaborare strettamente:
Il digital marketer si concentra su attività quantitative e pubblicità a pagamento;
Lo specialista PR digitale lavora sulla reputazione, coinvolgendo influencer e stakeholder rilevanti.
Campo d’azione delle Digital PR
Principali obiettivi:
Proteggere e migliorare la reputazione online del brand;
Gestire le relazioni con influencer e stakeholder;
Produrre contenuti coerenti con il brand storytelling;
Coordinare i canali digitali e social dell’organizzazione.
Territorio delle Digital PR
Le attività si svolgono su:
Media online (testate digitali, blog, ecc.);
Community online (forum, gruppi, ecc.);
Social network (Facebook, Instagram, LinkedIn, YouTube, X/Twitter, TikTok);
Opinion leader digitali: blogger, influencer, content creator.
Ecco un riassunto chiaro e sintetico del capitolo VI. Attività nella gestione della crisi:
VI. Attività nella gestione della crisi
Tipologie di rischio e crisi
Le crisi nascono da eventi imprevisti che possono minacciare immagine, reputazione e operatività di un’organizzazione.
L’Institute of Crisis Management definisce una crisi come qualsiasi evento che genera reazioni negative da parte degli stakeholder.
Tipologie di crisi (secondo la visibilità e responsabilità percepita):
Victim cluster: azienda vittima, bassa responsabilità.
Accidental cluster: responsabilità accidentale, rischio moderato.
Preventable cluster: azienda consapevole, alta responsabilità e impatto reputazionale.
Aree di rischio: incidenti sul lavoro, errori umani, danni ambientali o alla salute, malfunzionamenti, crisi economiche, fusioni, class action, dipendenti, moral hazard.
Pre-crisi e gestione della crisi
Il crisis management prevede:
Fase pre-crisi: preparazione, team dedicato, simulazioni, piano di comunicazione pronto.
Fase di crisi: gestione attiva della crisi e comunicazione con stakeholder.
Fase post-crisi: analisi, comunicazione sui progressi, reintegrazione delle lezioni nel sistema aziendale.
La gestione efficace implica:
Ascolto dei segnali deboli,
Collaborazione tra HR, PR, legale, finanza,
Comunicazione chiara e trasparente.
Media e comunicazione della crisi
È fondamentale un piano di comunicazione coerente e aggiornato.
Le relazioni con i media possono essere:
Reattive: risposta a richieste,
Proattive: promozione attiva del brand,
Interattive: uso del web 2.0.
Litigation PR
Gestione della comunicazione durante controversie legali, con l’obiettivo di difendere la reputazione.
La comunicazione deve essere strategica, rispettosa della legge e mirata a influenzare l’opinione pubblica e la giuria.
Prevenzione della crisi: social media policy
Strumento essenziale per prevenire crisi. Include:
Carta dei principi,
Regole per l’uso dei social da parte di dipendenti,
Policy per singole piattaforme.
Obiettivo: evitare errori comunicativi e tutelare l’immagine aziendale.
Crisi social vs tradizionali
Le crisi digitali hanno caratteristiche specifiche:
Velocità, amplificazione, micro-targeting, pervasività, e origine endogena/esogena.
Prima di reagire, occorre valutare:
Fonte, attendibilità, diffusione potenziale e mezzo utilizzato.
Fake news e post-verità
Le fake news sono un rischio reputazionale crescente. Tipologie:
Mis-information: false ma non dannose,
Dis-information: false e dannose,
Mal-information: vere ma dannose.
Fenomeno connesso all’infodemia e alla post-verità, dove le emozioni contano più dei fatti.
Le imprese devono prepararsi a rispondere con prontezza per limitare i danni reputazionali, soprattutto se le fake news provengono da media autorevoli.