Inizialmente era composto da 8 scale cliniche (Ipocondria, Depressione, Isteria, Deviazioni psicopatiche, Mascolinità-femminilità, Paranoia, Psicoastenia, Schizofrenia), alle quali nel 1943 venne aggiunta la Ipomania e nel 1951 l’Introversione Sociale, per arrivare alle tradizionali dieci. Rispetto alle scale di validità, le prime ad essere introdotte furono la L e la F, seguite dalla K nel 1946 (Nichols, 2001). La Tabella 9.1 riassume le caratteristiche della prima versione dell’MMPI.
Table 9.1: Scale delle prime versioni del Minnesota Multiphasic Personality Inventory (adattato da Nichols, 2001).
Nome scala Abbreviazione Descrizione
Lie L Valuta i tentativi ingenui di mostrarsi in una luce moralmente e culturalmente favorevole negando le proprie imperfezioni morali
Infrequency F Valuta la tendenza a dichiarare atteggiamenti e comportamenti molto insoliti e relativi ad una grave psicopatologia, per cui può individuare persone che cercano di porsi in una luce sfavorevole o di esagerare il proprio malessere, o persone che non rispondono correttamente a causa di problemi di lettura o di risposte a caso
Correction K Valuta la tendenza a controllare e limitare la manifestazione dello stress, del disagio e dei problemi nelle relazioni interpersonali. Frazioni di questa scala vengono aggiunte come correlazioni alle scale Hs, Pd, Pt, Sc, Ma per limitare i falsi negativi e i falsi positivi rispetto a queste scale
Scale cliniche
Hypochondriasis Hs Misura la tendenza a manifestare sintomi fisici come espressione del disagio emotivo, ad preoccuparsi eccessivamente per il proprio stato di saluto e a rifiutare spiegazioni non mediche (ad esempio, psicologiche) per tali sintomi
Depression D Misura gli aspetti sintomatici della depressione: disforia, stress, pessimismo, morale basso, inibizione, autocolpevolizzazione, disagio psichico, sintomi vegetativi, problemi del pensiero
Hysteria Hy Misura la tendenza a sviluppare sintomi fisici in condizioni di stress, a sentire dolore e a negare i conflitti con gli altri
Psychopathic Deviate Pd Misura l’alienazione, la disinibizione sociale e la tendenza ad entrare in conflitto con la famiglia, le autorità e gli altri attraverso la ribellione, lo sfruttamento, la delinquenza, scarsa empatia e la mancanza di standard morali
Masculinity-Femininity Mf Misura un’ampia gamma di interessi, attività, atteggiamenti e sentimenti tipici degli stereotipi di genere
Paranoia Pa Misurano la rigidità morale e personale, la sensibilità interpersonale, il risentimento, e le convinzioni di essere incompreso, trattato male, perseguitato o controllato dagli altri, e la tendenza ad interpretare le azioni, le intenzioni e le motivazioni altrui come scorrette, degradanti o ostili
Psychastenia Pt Misura la tendenza ad esprimere la pressione psicologica mediante tensione, ansia, apprensività, preoccupazione, fobie, ossessioni, ruminazione, compulsioni e paura di perdere il controllo, con sforzi ostinati e inflessibili di controllare tali sintomi
Schizophrenia Sc Misura una grave alienazione, disprezzo di sé, apatia, sconvolgimento cognitivo, inerzia, sentimenti di derealizzazione, impulsi alieni e problemi motori e sensoriali
Hypomania Ma Misura un ritmo di vita rapido ed energico, l’iperattivazione, l’iperattività, la ricerca di stimoli, l’euforia, l’insensibilità, la mancanza di controllo, gli impulsi ribelli
Social Introversion Si Misura l’introversione, la timidezza, l’ansia sociale, la goffaggine sociale e l’imbarazzo
L’utilizzo del test crebbe costantemente (Dahlstrom, 1992) fino a quando, alla fine degli anni Cinquanta, l’MMPI era diventato il test più diffuso per la valutazione della personalità e della psicopatologia, nonché strumento di ricerca sia di base che applicata. Oltre al largo uso che ne veniva fatto in cliniche e ospedali, il test veniva somministrato a pazienti in contesti medici generali, a detenuti nelle carceri, a personale militare e a candidati a posizioni lavorative che comportavano un elevato stress e responsabilità per la sicurezza pubblica. Inoltre, il test venne tradotto in numerose lingue straniere, tanto nel 1976 erano disponibili oltre 50 traduzioni. Negli anni Settanta emerse però il bisogno di una revisione del test originale. Le norme originariamente sviluppate nel Minnesota non erano considerate rappresentative della popolazione statunitense e alcuni item erano ritenuti obsoleti o offensivi a causa del contenuto sessuale o religioso. Inoltre, i principali esperti di valutazione della personalità criticavano l’eterogeneità delle scale cliniche e le correlazioni molto elevate tra di esse. Nel 1982 la University of Minnesota Press riprese la pubblicazione dell’MMPI - che aveva concesso in licenza alla Psychological Corporation a metà degli anni Cinquanta - allo scopo di intraprendere una nuova standardizzazione del test. James N. Butcher, W. Grant Dahlstrom, John R. Graham e Auke Tellegen vennero nominati responsabili della standardizzazione. Il comitato decise di perseguire due obiettivi: migliorare il test mantenendo il più possibile la continuità con l’MMPI originale. Il miglioramento si concretizzò nella raccolta di nuovi dati normativi, nella revisione del contenuto di item obsoleti e offensivi, nell’aggiunta di nuovo contenuto di item e nello sviluppo di nuove scale destinate ad aumentare le scale di validità e cliniche dell’MMPI; la continuità è stata garantita riducendo al minimo le modifiche alle scale cliniche, in modo da consentire agli utenti del test di fare affidamento sui decenni di ricerca e di esperienza clinica accumulati con l’MMPI. Alla fine degli anni Ottanta esce così l’MMPI-2 (Butcher et al., 1989; Butcher et al., 2001).
L’MMPI originale era stato sviluppato per l’uso con gli adulti ed era stato standardizzato su un campione normativo di individui di età superiore ai 16 anni. Poco dopo la pubblicazione dell’MMPI, iniziarono a essere condotte ricerche sul suo utilizzo con gli adolescenti e, a metà degli anni Cinquanta, Hathaway e Monachesi raccolsero un’enorme quantità di dati con l’intenzione di estendere l’uso del test alla predizione la delinquenza tra gli adolescenti (Hathaway & Monachesi, 1961). L’uso dell’MMPI con gli adolescenti presentava una serie di problemi: set di dati normativi multipli; contenuto degli item inappropriato o irrilevante per questa popolazione; assenza di scale progettate specificamente per valutare lo sviluppo e la psicopatologia degli adolescenti. La prima versione dell’MMPI concepita specificamente per gli adolescenti in termini di formulazione degli item e di scale ad hoc, è stata sviluppata dall’Adolescent Project Committee, composto da James N. Butcher, John R. Graham, Robert P. Archer e Auke Tellegen, a cui si è aggiunta Carolyn Williams. Il Minnesota Multiphasic Personality Inventory-Adolescent(MMPI-A) è stato pubblicato nel 1992 (Butcher et al., 1992), risultato della concettualizzazione di scale specifiche per gli adolescenti, di item scritti tenendo conto delle caratterstiche di questa popolazione e della raccolta degli adeguati dati normativi.
Parallelamente, si procedette anche a una ulteriore revisione dell’MMPI per adulti. L’obiettivo della ristandardizzazione dell’MMPI-2 fosse quello di mantenere la continuità con l’MMPI originale era stato raggiunto lasciando le scale cliniche praticamente intatte. Tuttavia, nel corso del tempo si era creata la necessità di rivedere anche le scale, in particolare quelle più volte identificate dalla ricerca come problematiche dal punto di vista psicometrico. Questo obiettivo è stato raggiunto con lo sviluppo delle Restructured Clinical Scales da parte di Auke Tellegen in collaborazione con Yossef S. Ben-Porath (Tellegen et al., 2003). Tali scale hanno rappresentato il primo passo nello sviluppo dell’MMPI-2-RF (Ben-Porath & Tellegen, n.d.-a; Tellegen & Ben-Porath, n.d.) e sono state progettate per valutare una componente distintiva principale in ciascuna delle scale cliniche a eccezione delle scale di mascolinità/femminilità e di introversione sociale, che non sono misure di psicopatologia. Lo sviluppo dell’MMPI-2-RF è stato poi completato con la messa a punto delle Higher-Order Scales, delle Specific Problems and Interest Scales, delle PSY-5 Scales, e di scale di validità riviste o nuove (Ben-Porath, 2012; Ben-Porath & Tellegen, n.d.-b; Tellegen & Ben-Porath, n.d.).