Come abbiamo visto, dopo la Prima Guerra Mondiale in Ungaretti rimane la fiducia nel valore della parola
poetica, ma viene meno l’Avanguardismo per cui era stato simpatizzante, con la conseguente riscoperta della tradizione classica. La raccolta, rispetto a “L’allegria”, rappresenta perciò il passaggio alla fase classicistica del poeta: Ungaretti recupera i segni di punteggiatura, la versificazione tradizionale (con l’endecasillabo), l’utilizzo di determinate figure retoriche, la fluidità della sintassi e uno stile elevato e solenne.