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Filippo Tommaso Marinetti e il Futurismo: arte, provocazione e rivoluzione…
Filippo Tommaso Marinetti e il Futurismo: arte, provocazione e rivoluzione culturale
Biografia:
Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1876, cresce tra cultura francese e italiana
Studi a Parigi e Pavia: padroneggia più lingue e assorbe influssi simbolisti e anarchici.
Scrittore, poeta, teorico, drammaturgo: figura centrale dell’avanguardia italiana.
Fondatore e ideologo del Futurismo, primo movimento d'avanguardia europeo (1909)
Interventista convinto: partecipa alla Prima guerra mondiale; sostiene il progresso attraverso la violenza rigeneratrice.
Muore nel 1944, dopo essersi avvicinato al fascismo, mantenendo una posizione controversa nella cultura italiana.
La nascita del Futurismo: il Manifesto su “Le Figaro” (Parigi, 20 febbraio 1909)
Pubblicato sul quotidiano francese “Le Figaro”, segna il punto di nascita ufficiale del Futurismo.
Contenuto provocatorio e rivoluzionario: rifiuto del passato, culto della modernità, elogio della macchina, della velocità, della guerra.
Obiettivo: “distruggere i musei, le biblioteche, le accademie”, cioè tutta la cultura tradizionale borghese.
Arte come forza attiva e militante: l’artista è un eroe moderno, un combattente.
Il Futurismo: un movimento provocatorio e rivoluzionario
Primo movimento d’avanguardia a nascere con un manifesto e a cercare l’impatto mediatico.
Esaltazione di velocità, tecnologia, guerra, aggressività, macchina, industria, città.
Volontà di rigenerare l’Italia, ancora troppo legata al passato (il “passatismo”).
Si diffonde in tutte le arti: pittura, scultura, musica, teatro, danza, moda, design, fotografia, cucina, architettura.
Uso della provocazione e della performance pubblica per scandalizzare e attrarre l’attenzione.
Gli ambiti del Futurismo
Arti visive: pittura dinamica e destrutturata (Boccioni, Balla, Carrà).
Letteratura e poesia: parole in libertà, sperimentazione linguistica, poesia visiva.
Musica futurista: rumori urbani e industriali (Russolo).
Teatro e scenografia: essenziale, anti-naturalistico, astratto.
Architettura futurista: visione urbanistica avveniristica (Antonio Sant’Elia).
Cucina futurista: abolizione della pasta e della tradizione gastronomica italiana!
Parole chiave futuriste
Immaginazione senza fili: pensiero libero dai vincoli logici e grammaticali.
Parole in libertà: distruzione della sintassi, assenza di punteggiatura, uso di onomatopee e suoni.
Poesia visiva: disposizione tipografica creativa per rendere il testo immagine e azione.
Velocità: simbolo del tempo nuovo, sinonimo di vitalità, modernità, progresso.
Progresso: macchina, tecnica, industria come strumenti di liberazione e potenza.
Interventismo: la guerra è considerata “igiene del mondo”, forza rigeneratrice.
Il Manifesto Futurista in 11 punti
spiegazione sintetica
La letteratura ha esaltato fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi, il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
Rifiuto dell’introspezione e del romanticismo; celebrazione del dinamismo.
Affermiamo che il mondo è arricchito di una nuova bellezza: la bellezza della velocità.
Simbolo centrale del futurismo: l’automobile supera l’arte classica per bellezza.
Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
L’arte deve essere rivoluzionaria, ribelle, aggressiva, non più contemplativa.
Vogliamo cantare l’uomo che tiene il volante… il pugno sul volante… che corre come un proiettile.
L’essere umano moderno è fuso con la macchina: nasce l’uomo-macchina.
Vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
Esaltazione del coraggio, dell’azione rischiosa, dello spirito eroico.
Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, splendore e munificenza per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
L’artista deve vivere intensamente, fondendosi con la natura e le forze primarie.
Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.
L’arte deve essere conflitto, scontro, provocazione: la bellezza nasce dalla forza.
La poesia deve essere un assalto violento contro le forze sconosciute per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.
L’arte è dominio, conquista del mistero e della realtà, atto di volontà assoluta.
Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle?...
Rifiuto categorico del passato: si guarda solo avanti, verso il futuro.
Distruggiamo i musei, le biblioteche, le accademie di ogni specie.
Provocazione fortissima: eliminare tutto ciò che è “morto”, “statico”, “vecchio”.
Cantiamo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa; cantiamo le officine… i ponti, le locomotive… le automobili, gli aeroplani…
La nuova musa ispiratrice è la città industriale, il progresso tecnico, la massa moderna.
Il Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912)
Pubblicato da Marinetti per dettagliare le innovazioni linguistiche futuriste.
Rifiuto della sintassi tradizionale, abolizione dell’aggettivo, del verbo “essere”, della punteggiatura.
Introduzione di onomatopee, rumori, suoni, versi della città e della macchina.
Promozione della “immaginazione senza fili”, ovvero il libero fluire di immagini senza connessioni logiche.
Scopo: rendere la scrittura un’esperienza dinamica, simultanea, visiva, multisensoriale.
La parola diventa azione, suono, forma. La letteratura si fonde con le altre arti.