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MODERNISMO E NUOVE FORME DI SCRITTURA: IL RACCONTO DELL’IO INTERIORE -…
MODERNISMO E NUOVE FORME DI SCRITTURA: IL RACCONTO DELL’IO INTERIORE
Che cos’è il Modernismo? Una rivoluzione letteraria
Movimento artistico e culturale che si sviluppa in Europa e negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Nasce in risposta alla crisi della civiltà occidentale, aggravata da guerre, industrializzazione, alienazione e crollo dei valori borghesi.
Rifiuta le forme letterarie tradizionali (il romanzo ottocentesco realistico, lineare, con narratore onnisciente).
Nuovo centro dell’indagine narrativa: l’interiorità umana, il flusso psichico, le emozioni, l’inconscio.
Influenze principali:
Psicoanalisi di Freud → centralità dell’inconscio, sogni, rimozioni.
Filosofia di Bergson → distinzione tra tempo cronologico e tempo interiore (durata).
Crisi dell’oggettività e frammentazione della realtà → il mondo è molteplice, soggettivo, mutevole.
Lo Stream of Consciousness: scrivere il pensiero in tempo reale
In italiano: flusso di coscienza.
Tecnica narrativa che cerca di imitare il processo mentale umano nella sua spontaneità, senza mediazioni razionali o logiche.
Abbandono della punteggiatura, frasi incomplete, salti temporali, associazioni libere.
Obiettivo: entrare nella mente dei personaggi e far emergere pensieri, emozioni, ricordi, sensazioni così come sorgono.
È il linguaggio dell’inconscio, dell’istante, della soggettività pura.
James Joyce: il genio della sperimentazione
Chi è: scrittore irlandese (1882–1941), considerato uno dei massimi innovatori della narrativa moderna.
Ulisse (1922): romanzo simbolo del modernismo, narra un solo giorno nella vita di Leopold Bloom, ispirandosi alla struttura dell’Odissea di Omero.
Caratteristiche dell’Ulisse:
Ogni capitolo ha uno stile diverso: realistico, teatrale, onirico, tecnico.
Uso spinto dello stream of consciousness, specie nel monologo finale di Molly Bloom (senza punteggiatura, lunghissimo).
L’identità non è fissa: è una molteplicità in divenire.
Finnegans Wake (1939): opera ancora più estrema, scritta in un linguaggio completamente inventato, simbolico e onirico.
Joyce è anche autore di Gente di Dublino e Ritratto dell’artista da giovane.
Il legame tra Joyce e Svevo: due menti che si incontrano
Italo Svevo (1861–1928), scrittore triestino, fu allievo di James Joyce, che insegnava inglese a Trieste.
Svevo riconobbe in Joyce un innovatore e fu da lui stimolato a pubblicare La coscienza di Zeno.
Entrambi lavorano sulla psicologia dei personaggi e sulla relatività della verità interiore.
La coscienza di Zeno (1923) anticipa molte tematiche moderniste:
L’autoanalisi ironica e frammentata del protagonista.
Il tempo non cronologico, ma psicologico.
Il narratore inaffidabile, soggettivo.
Svevo non usa lo stream of consciousness puro, ma la narrazione retrospettiva e distorta, in linea con Freud.
Virginia Woolf: voce femminile e poetica del modernismo
Chi è: scrittrice inglese (1882–1941), grande esponente del modernismo anglosassone e attivista per i diritti delle donne (autrice del saggio Una stanza tutta per sé).
Nei suoi romanzi, utilizza un monologo interiore più armonico e lirico rispetto a Joyce, ma altrettanto innovativo.
Opere principali:
La signora Dalloway (1925): la giornata di Clarissa Dalloway a Londra → introspezione pura, passaggi continui tra passato e presente.
Gita al faro, Orlando: tempo e memoria al centro, visione circolare del tempo, attenzione al silenzio e all’attimo.
Caratteristiche del suo stile:
L’interiorità dei personaggi è resa attraverso sensazioni, percezioni, pensieri sfumati.
Usa la tecnica del "tempo interiore": dilatazione degli istanti, flusso della memoria.
Grande sensibilità verso i temi dell’identità, del ruolo femminile, dell’oppressione sociale.