L’opera più importante di Svetonio è Le vite dei dodici Cesari, che racconta, uno dopo l’altro, la vita di Giulio Cesare, Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano, Tito e Domiziano
Svetonio inizia con Cesare, perché riteneva che con lui cominciasse davvero il potere imperiale, anche se formalmente l’Impero inizia con Augusto. L’opera è composta da otto libri: uno per ogni imperatore della dinastia giulio-claudia, uno per Galba, Otone e Vitellio, e uno per i Flavi
Le biografie hanno una struttura doppia: la prima parte racconta la vita del personaggio fino a quando prende il potere (in ordine cronologico), poi segue una parte descrittiva divisa per argomenti (chiamata per species), che illustra carattere, comportamenti, abitudini e aspetti del governo
Non sempre questa struttura è seguita in modo rigido. Ad esempio, per Galba, Otone e Vitellio – che regnarono pochissimo – si mantiene un racconto cronologico. I sogni e i presagi, che per Augusto sono raccolti tutti in un punto, per Galba sono distribuiti lungo tutta la sua vita, a indicare la sua ascesa e la caduta
Ogni biografia è indipendente, non ci sono collegamenti tra le varie vite: ogni figura è come un piccolo ritratto completo, che si può leggere anche senza conoscere le altre
Svetonio racconta non solo i fatti politici, ma anche curiosità, vizi, abitudini strane, battute famose, comportamenti scandalosi. Mostra un grande interesse per la cultura degli imperatori, parla delle loro opere con competenza da esperto e inserisce molte informazioni su leggi, economia, tasse, con tanto di cifre e dettagli precisi
Questi dati venivano dagli archivi imperiali, a cui Svetonio aveva accesso come segretario. Ma usava anche libri, libelli diffamatori, propaganda e testimonianze orali. Di solito non distingue tra fonti affidabili e meno affidabili: le mette tutte insieme. A volte, però, riflette e confronta le fonti, mostrando spirito critico, come nel caso del luogo di nascita di Caligola
I Cesari raccontati da Svetonio appaiono spesso incoerenti, con virtù e vizi messi uno accanto all’altro, senza una vera riflessione sul loro carattere. Questo però sembra voluto: a Svetonio interessa riportare i fatti, più che fare analisi psicologiche. Tuttavia, in certi casi, riesce a far emergere con efficacia alcuni tratti della personalità, come la passione morbosa di Nerone per il palcoscenico
Il suo stile è semplice, preciso, chiaro. Non cerca abbellimenti letterari, ma riporta parole e discorsi così come li trova nei documenti. Usa spesso termini tecnici e parole greche. Non riscrive le battute o i discorsi come facevano gli storici, ma li cita alla lettera