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RIFORMA CATTOLICA PRE-TRIDENTINA - Coggle Diagram
RIFORMA CATTOLICA PRE-TRIDENTINA
CONCILIARISMO
Concilio di Vienne (1311-1312)
Tema principale: processo ai Templari
Guglielmo Durando il Giovane, vescovo di Mende, denuncia la decadenza ecclesiastica e propone: concili generali ogni 10 anni
Concilio di Costanza (1414-1418)
Soluzione allo Scisma d’Occidente.
Affermazione del conciliarismo (superiorità del concilio sul papa)
Il decreto “Frequens” istituisce la cadenza regolare dei concili (ogni 10 anni), continuata fino al concilio di Basilea.
Concilio di Basilea – Ferrara – Firenze – Roma (1431–1445)
Temi principali: lotta alle eresie, pace tra principi cristiani, riforma ecclesiale
Forti tensioni tra concilio e papa Eugenio IV, che tenta di trasferirlo a Bologna per favorire i rapporti con l’Oriente
Il concilio si dichiara superiore al papa, elegge Felice V.
Divisione sanata nel 1449 con la rinuncia dell’antipapa e la conclusione del concilio a Roma.
Concilio Lateranense V (1512–1517)
Convocato in reazione al concilio scismatico di Pisa-Milano.
Papa Giulio II (Della Rovere), più interessato a contrastare lo scisma che alla riforma.
Successore Leone X (Medici) avvia correttivi (formazione del clero, condanna superstizioni), ma il suo pontificato è noto per lo sfarzo e l’inefficacia riformatrice.
La crisi del papato (XV – inizio XVI secolo)
Perdita di prestigio e autoritarismo
Il papato si presenta come sovrano assoluto, accentuando la sua autorità anche per fini fiscali.
Nasce il progetto di riforma Consilium de emendanda ecclesia: accusa la volontà assolutista del papa come radice dei mali ecclesiali.
Mondanizzazione e nepotismo
Roma si trasforma in capitale artistica e centro di potere, a scapito della moralità ecclesiastica.
Papi come Alessandro VI (Borgia) e Leone X (Medici) incarnano la degenerazione:
Alessandro VI favorisce figli e parenti (origine del termine nepotismo).
Leone X è noto per leggerezza e superficialità, anche di fronte alla nascente protesta luterana
Degenerazione del collegio cardinalizio
Dal decreto di Niccolò II (1059) in poi, il papato viene eletto da un collegio chiuso e autoreferenziale.
Le grandi famiglie (Medici, Borgia, Farnese, Gonzaga, Carafa…) dominano il conclave. Il sistema è guidato da interessi familiari.