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LA CRITICA DELLA RAGION PRATICA - Coggle Diagram
LA CRITICA DELLA RAGION PRATICA
I CARATTERI DELL'ETICA KANTIANA
sono
il formalismo
l’imperativo categorico non dice che cosa dobbiamo fare ma come dobbiamo farlo
il rigorismo
la moralità esclude le emozioni e i sentimenti
richiedendo invece
il dovere-per-il-dovere (rispetto della legge)
l’intenzione di conformarsi alla legge
elevano l’essere umano al di sopra del mondo fenomenico rendendolo partecipe del mondo noumenico
l'autonomia
la moralità esclude contenuti o fini “esterni” a essa
implicando
la critica delle morali eteronome
una rivoluzione copernicana in ambito morale
I POSTULATI ETICI
sono
esigenze interne della morale
affermano
l’immortalità dell’anima
la possibilità di disporre di un tempo infinito in cui progredire verso la perfezione morale (santità)
l’esistenza di Dio
l’esistenza di una volontà santa e onnipotente che faccia coincidere virtù e felicità
la libertà
la condizione stessa dell’etica
prescrivendo il dovere presuppone che si possa agire in conformità a esso («devi, dunque puoi»)
LA LEGGE MORALE
è
assoluta o incondizionata
e quindi implica
la libertà dell'essere umano
la propria validità universale e necessaria
espressa nella forma di un comando
perché deve contrastare
gli impulsi sensibili che
caratterizzano gli uomini
un fatto della ragione
I PRINCIPI PRATICI
massime
prescrizioni di
carattere soggettivo
imperativi
prescrizioni di
carattere oggettivo
un unico imperativo categorico
è universale e incondizionato
ha la forma DEVI
diversi imperativi ipotetici
hanno forma
"se vuoi...allora devi..."
sono particolari
e contingenti