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IL DIBATTO SULL'USO DEL DIALETTO - Coggle Diagram
IL DIBATTO SULL'USO DEL DIALETTO
L'Uso del dialetto in letteratura
genera un dibattito tra i romantici che si schierano su due posizioni opposte
A FAVORE
contribuisce a dare espressione a voce autentica al mondo popolare, può essere usato come strumento di denuncia polemica contro le classi agate
ESEMPIO: Francesco Cherubini, Giuseppe Gioachino Belli, Canti Porta
CONTRARI
rischia di essere un impedimento al moderno processo di circolazione delle idee, e pure rischia di essere un ostacolo all'unificazione linguistica e politica del Paese
ESEMPIO: Alessandro Manzoni e Pietro Giordani
Carlo Porta
è uno dei maggiori autori ottocenteschi di testi in dialetto
per lui il dialetto è un linguaggio duttile rispondente alla vita vissuta e aderente alle vicende descritte
Dodes sonitt all'Abat Giavan in risposta alle critiche di Pietro Giordani
riesce a ritrarre l'intera società milanese dei primi dell'Ottocento con straordinaria e vivace concretezza
la scelta del dialetto è coerente con il suo impegno politico e civile, di orientamento liberale
è una rivendicazione della coscienza morale e civile degli strati più bassi del popolo
GIUSEPPE GIOCHINO BELLI
è uno dei maggiori autori ottocenteschi di testi in dialetto, immerso nella realtà chiusa della Roma papalina, è attratto dal vitalismo e dall'energia espressiva della plebe, anche se resta su posizioni conservatrici
nei suoi versi rappresenta tutte le classi sociali dal papa agli aristocratici fino alle classi più basse, ma sempre dal punto di vista dei popolani
l'io poetico è quello di un popolano che parla nel suo dialetto
realizza un grande affresco dal basso della Roma papalina
ma che non sembra consentire alcune vie di cambiamento in un clima di pessimismo senza speranza di riscatto
una descrizione che smaschera le ipocrisie le convenzioni