I moti del 1820-21 e del 1831, pur falliti, mostrarono l’esistenza di un forte movimento politico liberale e repubblicano in Italia, con l’obiettivo di unificare la Penisola e liberarla dal dominio austriaco. Questo periodo, chiamato Risorgimento, comprende tutti i processi politici, sociali ed economici che portarono all’unità d’Italia, proclamata nel 1861.
I fallimenti degli insuccessi spinsero a riflettere su nuovi metodi per raggiungere l’unità. Si aprì un dibattito su come coinvolgere sovrani e popolazioni, con proposte sia liberali che repubblicane
Tra gli anni ’30 e ’40, Giuseppe Mazzini rivoluzionò il movimento democratico fondando la Giovine Italia.
Il suo progetto superava la segretezza della Carboneria, proponendo un programma chiaro e pubblico, con adesione tramite giuramento.
Mazzini voleva uno Stato italiano unitario e repubblicano, basato sulla libertà e uguaglianza per tutti, senza privilegi. Il suo pensiero aveva una forte componente laica e missionaria, con tre concetti chiave: umanità, Dio e popolo.
Mazzini vedeva il Risorgimento come il completamento della Rivoluzione francese, portando la libertà da un livello individuale a uno collettivo e universale.
Sosteneva un modello economico solidaristico, con uno Stato che mitigasse le disuguaglianze, pur rispettando la proprietà privata.
Il movimento di Mazzini guadagnò consensi negli anni ’30, ma subì gravi battute d’arresto tra il 1833 e il 1834 con arresti e fallimenti di insurrezioni. Deluso, Mazzini fondò la Giovine Europa, proponendo una federazione europea di popoli liberi.
Oltre a Mazzini, emerse una corrente federalista che proponeva un’Italia federale, simile agli Stati Uniti, rispettosa delle diversità regionali e della libertà popolare.
- 1 more item...