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Lez. 4. Le piattaforme digitali
Viviamo, immersi nelle piattaforme digitali e ne traiamo ampi benefici. Ogni giorno svolgiamo attività, scambiamo beni, informazioni, eludendo spesso gli intermediari, siano essi aziendali o statali, con le loro regolamentazioni:
Diversi autori hanno collegato l'ascesa delle piattaforme digitali alla cultura partecipativa e al concetto di condivisione, parte integrante del web 2.0. Si è parlato, ad esempio, di sharing economy (economia della condivisione),
Sharing Economy
si basa su: un modello di condivisione tra pari, la condivisione di beni e servizi resa possibile dalle piattaforme digitali
Airbnb: semplici utenti che dispongono di una stanza o appartamento possono metterli in affitto tramite il sito/app. Così, diventano micro-albergatori, ottimizzando l'uso degli spazi, ottenendo un guadagno e offrendo soluzioni più economiche rispetto agli hotel.
Uber: vengono condivise auto private, guidate dai loro proprietari, generando un servizio simile a quello dei taxi, ma a costi più contenuti.
Il ruolo dei media digitali
Trasformano gli utenti in fornitori di servizi: chi possiede beni o servizi in eccesso può offrirli online.
Creano una vasta audience: chiunque possieda un device digitale è potenzialmente un utente.
Disintermediano il mercato: mettono gli utenti in contatto diretto, eliminando o ridiscutendo il ruolo degli intermediari tradizionali.
Due tesi a confronto
La tesi celebrativa: April Rinne
Categorie di servizi nella sharing economy secondo Rinne:
Servizi di trasporto: Uber, bike sharing (nelle principali città italiane e mondiali).
Noleggio: strumenti, attrezzature (ad esempio trapani o aerei privati), usati solo occasionalmente.
Mercati del riutilizzo: rivendere o donare oggetti non più usati.
Swapping: scambio di oggetti, ad esempio vestiti, in eventi dedicati.
Condivisione di spazi:
Idea centrale: è preferibile pagare per l'accesso a un bene piuttosto che per il suo possesso.
Secondo Rinne, ciò che accomuna i modelli di sharing economy è la condivisione:
Le risorse sottoutilizzate vengono messe in comune e generano valore.
Una precisazione importante
La sharing economy non è gratuita. Non è un'economia basata sul dono o sulla reciprocità:
Circola denaro.
Sono coinvolte imprese a scopo di lucro.
La tesi critica:
Gli economisti evidenziano vari problemi,
Evasione fiscale e mancanza di regolamentazione:
Tutele del consumatore assenti o inadeguate:
Concorrenza sleale verso operatori tradizionali:
Evgeny Morozov, già nel 2014, denunciava il pericolo di nuovi intermediari potenti, mascherati da facilitatori orizzontali.
Uber, Deliveroo e simili costituiscono un "esercito proletario di riserva".
Pseudo-condivisione e retorica della fiducia
le relazioni sono commerciali, non comunitarie,
non si genera vera proprietà condivisa,
si maschera il profitto dietro valori come reciprocità, fiducia, intimità.
Che cos'’è una piattaforma?
un'architettura digitale programmabile, progettata per organizzare le relazioni tra utenti (cittadini, imprese, istituzioni);
orientata alla raccolta, trattamento algoritmico, circolazione e monetizzazione dei dati degli utenti.
I tre livelli della piattaforma
Artefatti tecnologici:
strumenti usati per vari scopi: politici che comunicano con gli elettori, aziende che vendono prodotti, utenti che gestiscono relazioni e acquisti.
Pratiche:
le piattaforme offrono spazi per relazioni sociali, comunitarie e di consumo.
Livello organizzativo e istituzionale:
un numero ristretto di imprese (prevalentemente statunitensi) ha imposto un modello economico centrato sull’attenzione e la mercificazione dei dati.
piattaformizzazione del web:
Le nostre attività online passano ormai principalmente attraverso piattaforme;
Le piattaforme sono diventate l'infrastruttura tecnologica dominante del web.
Convergenza tra piattaforme e social network
Doppia logica
Decentralizzazione:
Le funzioni delle piattaforme si espandono verso siti terzi.
Ricentralizzazione:
I dati generati da questi siti esterni vengono comunque raccolti e gestiti dalle piattaforme principali.
Due categorie principali di piattaforme
Piattaforme infrastrutturali:
Sono il cuore dell'ecosistema.
Gestiscono dati, li archiviano, li canalizzano.
Sono i "gatekeeper" del mondo digitale.
Esempi principali: le Big Five (FAMGA: Facebook, Apple, Microsoft, Google, Amazon).
Piattaforme di settore:
Operano in ambiti specifici (informazione, trasporti, ristorazione, istruzione, sanità, finanza, ecc.).